Archivio per Giugno 2008
Cinque Terre – Liguria
Le Cinque Terre sono una delle zone costiere piu’ belle d’Italia, comprendono i seguenti paesini:
RIOMAGGIORE, MANAROLA, CORNIGLIA, VERNAZZA, MONTEROSSO.
Microscopici paesini arroccati sulle rocce a picco sul mare, sono uno spettacolo di incredibile bellezza.
Il modo per visitare questi luoghi, unici al mondo, è di percorrere la famosa Via dell’Amore, un sentiero scavato nella roccia a picco sul mare, immerso nel verde, lo si percorre in circa mezz’ora e fa parte del territorio del Parco Nazionale, un’area marina protetta e tutelata dall’Unesco dal 1997.
Visitare le Cinque Terre per me è un viaggio attraverso i Cinque Sensi: odori, sapori, colori, percorsi visivi di suggestivi panorami, suscitano emozioni di gioia e benessere per il corpo e la mente.
La natura in Liguria ha una doppia faccia: da una parte benigna e serena nel clima, nei colori, nella vegetazione lussureggiante. Dall’altra difficile nella scarsità delle risorse e nella mancanza di spazio pianeggiante, che ha costretto la gente ad infittirsi verticalmente sulla costa, a tagliare a forza di braccia la montagna per ricavare lo spazio dove coltivare, a industriarsi ovunque e comunque per trovare il posto dove insediarsi e vivere.
Le Cinque Terre ne sono un modello esemplare: le case rosa, dritte sul costone che scende precipitando nel mare, sono abbracciate dall’ulivo . Alle loro spalle, sulle strette “fasce” che scalinano il monte, si allineano i piccoli vigneti inebriati di sole e di salmastro.
Dietro la casa c’è l’orto, diviso in piu’ scampoli di terra: qui un quadratino per il basilico e le erbette, la’ i filari di pomodori e l’insalata, le zucchine (anzi, gli zucchini), le bietole e i fagiolini. Ecco i fiorellini blu della borragine, i ciuffi di rosmarino, prezzemolo, salvia e rosmarino…… In pochi metri, c’è il, segreto di una tavola semplice e odorosa, povera di ingredienti e ricca di fantasia.
Per la gente originaria di questi posti, abituata da secoli a trovare lavoro e fortuna sul mare, a navigare per stagioni e stagioni, la casa è porto, rifugio, ancora, nostalgia, radici. La casa è il simbolo della terraferma, della famiglia e del riposo. Magari verrà dinuovo il momento di partire, di mettersi in mare, ma la casa sarà la’ ad attendere, solida e sicura, ridente di gerani e profumata d’erbe.
Vale veramente la pena di visitare questi 5 borghi rivieraschi non soltanto per la loro pittoresca bellezza ma anche per la loro cucina marinara che si fonde con quella dell’entroterra e di degustare o acquistare il suo famoso vinello che si abbina ottimamente con i dolci tipici del luogo: lo SCIACCHETRA’.
MANAROLA
VERNAZZA
RIOMAGGIORE
MONTEROSSO Baia
CORNIGLIA
VIA DELL’AMORE.
5 commenti Giugno 30, 2008
ESTATE : rinfreschiamoci con la FRUTTA
DOLCE DI FRUTTA PER L’ESTATE
4 etti di frutta ( Fragole o Kiwi o Melone ) 3 etti zucchero, 2 limoni spremuti.
Frullare le fragole con lo zucchero e il succo dei limoni. Versare in uno stampo bagnato e mettere in freezer finchè è duro (circa 2 ore).
Rovesciare sul piatto di portata e aspettare circa 10 minuti che la frutta scongeli un po’.
Circondare con panna montata.
CREMA DI FRUTTA AL LIMONE
1 kg. di frutta tagliata a pezzetti, incluso un ananas sciroppato, 4 uova, 300gr. zucchero, 4 limoni, 1litro di acqua, 75gr. di Maizena o amido di mais, la metà del succo di un barattolo di ananas.
Tagliare la frutta a pezzetti, sbattere le uova intere con lo zucchero e aggiungere la Maizena e i limoni spremuti con la loro buccia grattata.
Mettere la crema sul fuoco e bollire per 4 minuti.
Far raffreddare la crema ottenuta e mettere la frutta a pezzetti, poi tutto in frigo.
Servire freddo.
PESCHE CON LO YOGURT
1kg. di polpa di pesche gialle, 150 g.di zucchero. 2 barattolini di yogurt, buccia di limone grattata.
Frullare la polpa delle pesche gialle condita con lo zucchero aggiungere lo yogurt e profumare con la buccia di limone grattata.
Mettere in ghiaccio fino al momento di servire.
PROVATELE TUTTE SONO : deliziose, gustose,
estive, ma soprattutto
F R E S C H E !!!!!

2 commenti Giugno 24, 2008
Buon compleanno a te
Questo amore
Questo amore
Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore
Bello come il giorno
E cattivo come il tempo
Quando il tempo è cattivo
Questo amore così vero
Questo amore cosí bello
Così felice
Così gaio
E così beffardo
Tremante di paura come un bambino al buio
E così sicuro di sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che impauriva gli altri
Che li faceva parlare
Che li faceva impallidire
Questo amore spiato
Perché noi lo spiavamo
Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Perché noi l’abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Questo amore tutto intero
Ancora così vivo
E tutto soleggiato
E’ tuo
E’ mio
E’ stato quel che è stato
Questa cosa sempre nuova
E che non è mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda e viva come l’estate
Noi possiamo tutti e due
Andare e ritornare
Noi possiamo dimenticare
E quindi riaddormentarci
Risvegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognare la morte
Svegliarci sorridere e ridere
E ringiovanire
il nostro amore è là
Testardo come un asino
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Sciocco come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
E ci parla senza dir nulla
E io tremante l’ascolto
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti coloro che si amano
E che si sono amati
Sì io gli grido
Per te per me e per tutti gli altri
Che non conosco
Fermati là
Là dove sei
Là dove sei stato altre volte
Fermati
Non muoverti
Non andartene
Noi che siamo amati
Noi ti abbiamo dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci diventare gelidi
Anche se molto lontano sempre
E non importa dove
Dacci un segno di vita
Molto più tardi ai margini di un bosco
Nella foresta della memoria
Alzati subito
Tendici la mano
E salvaci.
(Jacques Prevert)
Auguri di buon compleanno!

Ritorna
2 commenti Giugno 17, 2008
il mio quartiere
Ecco l’angolo del mondo a me piu’ caro!!
Fotografie del mio quartiere, il periodo è fine anni 40, io non ero ancora nata quando scattarono queste foto.
E’ nato, intorno al 1920, come quartiere operaio, percio’ grandi palazzoni alcuni con bei balconi , altri senza;
Durante l’ultima guerra, la casa dei miei nonni crollo’ sotto i bombardamenti aerei, e solo negli anni ‘50 venne ricostruita nella stessa area e mia madre con i suoi genitori potè prenderne possesso nuovamente.
Quando sono nata io, abitavo con i miei genitori al quinto piano e dalla finestra della cucina, che era grande come una piazza d’armi, potevo godere di un bellissimo panorama: verdi colline, orti, e la “villa” che villa non era , ma un casale dove noi bambini andavamo a far man bassa di ciliege, more, albiccocche e mangiavamo i petali di rose profumatissime e succosi frutti di gelso.
Ora il mio quartiere è cambiato e di molto: le colline alle spalle sono state sventrate per far posto a nuove costruzioni, i negozi chiusi per far posto a super e iper mercati, tanto cemento, tante automobili parcheggiate dovunque, volti nuovi……
Beh, il tempo passa e tutto si evolve nel bene e nel male, mi rincuora il fatto che il mare della mia città per ora resista ancora all’incalzante progresso!!!!
Add comment Giugno 13, 2008
Di tutto un po’: consigli,suggerimenti,libri,aforismi….. alla rinfusa.
Sfogliando un vecchio quaderno a quadretti dalle pagine ingiallite e un po’ unte, ho riletto ricette di cucina , consigli di vario genere per la casa, frasi simpatiche, aforismi e tanto altro ancora, che avevo trascritto almeno una ventina di anni fa alla rinfusa , quando non avevo ancora grande dimestichezza con i fornelli e con le faccende di casa e le provavo tutte per rendere la casa accogliente e perfetta.
Col tempo e l’esperienza, ho capito che essere una casalinga perfetta era l’ultimo dei miei desideri o forse non ne avevo il talento, comunque per porre fine a questo mio problema ho risolto attaccando una mattonella all’ingresso di casa che dice a tutti quelli che entrano e guardano con occhio critico 1 cane e 2 gatti girare liberamente dentro e fuori:
Questa casa è abbastanza pulita per essere sana, ed è abbastanza sporca per essere felice.
Spulciando e rileggendo, mi sono un po’ intenerita e stupita nel vedere quanto si cambia nel corso della nostra esistenza e allora ecco a voi queste “Chicche casalinghe” di una persona che quasi stento a riconoscere perfino nella calligrafia!
Si fa cosi’ per:
Pulire l’argento= Dentifricio alla menta.
Pulire il lavello di acciaio= Lavarlo e poi asciugarlo con carta di giornale.
Pulire biberon ingialliti= All’interno acqua e riso, lasciare alcune ore, agitare e.. bianchi come prima.
Per bucato bianco= Mettere 1 cucchiaio di bicarbonato in lavatrice con il detersivo.
Per togliere l’odore di aglio dai coltelli= Passarli velocemente sul fuoco.
Segreti in cucina :
Se il brodo di pollo emana un odore poco gradevole, aggingere un pizzico di zafferano.
Pasta al burro senza burro? Per 400g. di pasta , 1/4 di latte scaldato, poi condire.
La pasta sfoglia si gonfia e insaporisce se nell’impasto si aggiunge un cucchiaio di vermout o aceto bianco.
Gli albumi dell’uovo che avanzano si possono mettere nelle piante di casa: Ficus, sanseviera, potos, aralia.
Frasi e aforismi di personaggi famosi e non.
La solitudine: Tre diventa Due poi diventa Uno. ( I CHING )
Una cosa è come si è, un’altra è come ci vedono, e una terza come ci si pensa. Rispettiamo dunque, le proporzioni (Rossana Rossanda )
Coloro che sanno usare la parola giusta, non offendono nessuno, eppure dicono la verità. Le loro espressioni sono chiare e mai violente. Non si lasciano mai umiliare e non umiliano mai nessuno. (BUDDHA)
Non esiste una coppia felice (e quindi un rapporto duraturo) senza un conflitto costante, anzi è vero l’opposto: chi non ha argomenti su cui discutere in continuazione, deve preoccuparsi, perchè l’assenza di contrasti è indice di una distanza emotiva tale da escludere qualsiasi autentica relazione. (Professor GOTTMAN Università di Sittle )
La collera è la piu’ inutile delle emozioni : distruttiva per la mente e dolorosa per il cuore. (Anonimo)
Nella profondità dell’inverno ho imparato alla fine, che dentro di me c’è un’estate invincibile. ( CAMUS )
Quando smettiamo di imparare e ci comportiamo solo in base al sapere che abbiamo accumulato, arriva il disordine; percio’ sii sempre curioso! ( Krisnamurti )
Non piu’ di questo, vi prego. Dategli cibo e una casa. Una volta che avrete coperto le sue nudità, la dignità verrà da sola. (F: Shiller ) tratto da :La dignità dell’uomo.
Prima viene lo stomaco e poi la morale. (B: Brecht ) tratto da: L’opera da tre soldi.
Fu il timore quello che primo nel mondo creo’ gli Dei (Stazio Tebaide III 661 )
LIBRI DA LEGGERE : e che mi hanno “scaldato il cuore”
La commedia Umana – Dove vanno a finire le ossa ( W. Saroyan)
La buona terra – ( Pearl S. Buck )
Il gioco delle perle di vetro (Hermann Hesse)
L’isola di Arturo (Elsa Morante)
La famiglia Manzoni (Natalia Ginzburg)

Add comment Giugno 12, 2008
Favola di nonna Lice: La serva Beffarda.
CC
NONNA LICE RACCONTA
Eccomi ancora qui a raccontare una antica favola , che la mia nonna era solita raccontare in dialetto genovese, a me e ai miei cugini, e ai nostri amici quando eravamo bambini.
C’ERA UNA VOLTA……
Una vecchia signora, un tempo molto ricca , aveva una serva di nome Beffarda .
Un giorno prese a lamentarsi con questa sua domestica dicendole che era rimasta senza un soldo, di non avere piu’ di che vivere, e che purtroppo a fine mese non avrebbe potuto pagarle il salario.
La Beffarda un po’ stava ad ascoltare e un po’ tentava a modo suo di convincere la padrona che non poteva essere vero, che le riserve della casa non potevano essersi esaurite cosi’ tutto ad un tratto. E cosi’ per giorni e giorni.
Un giorno pero’ la serva si rese conto che la sua padrona aveva detto il vero, perchè venne davvero a mancare lo stretto necessario; ma Beffarda non si perse d’animo e prego’ la padrona di lasciare fare a lei.
Prese con sé un bel fazzoletto a quadri e approfittando della notte entro’ nella casa dei ladri mentre questi si trovavano al lavoro (perchè si sa che i ladri “lavorano” la notte). Si carico’ di soldi e torno’ dalla padrona che si mise subito a spendere in pranzi e pranzetti e bei vestiti tutto quello che aveva, fin quando rimase piu’ povera di prima.
Di nuovo la Beffarda ando’ a far visita ai ladri e di nuovo le due donne spesero tutto e rimasero a “stecchetto”.
Intanto i ladri si sono accorti che nottetempo qualcuno li deruba e decidono di montare la guardia. Passa una notte, ne passano due e nessuno si fa vivo. Alla fine decidono di tornare a lavorare, ma il capo dei ladri dice: – Non è Bene lasciare la casa incustodita, al lavoro andate voi, io resto a sorvegliare. Voglio proprio vederlo in trappola quel ladro che ha il coraggio di derubare i ladri!.-
Proprio quella notte le due donne decidono di tornare insieme a far bottino; si appostano dietro il muro e aspettano che i ladri escano di casa. Le ore passano lente e la Beffarda dice alla vecchia signora: – Non muovetevi di qui, padrona mia, io vado a casa a prendere un po’ di pane da sgranocchiare mentre passa il tempo, Voi fate buona guardia-.
Detto fatto va a casa prende del pane e ritorna lesta sul luogo d’attesa.
La padrona appena arriva la serva le dice: -Sono usciti tutti, entriamo , facciamo presto-.
Il capo dei ladri, che era rimasto a far la guardia alla casa, da dietro la porta poteva sentire i passi delle due donne e la voce della Beffarda che istruiva la sua padrona: – Venite padrona, qui sotto a questa mattonella tengono i denari, prendete solo le banconote piu’ grosse che gli altri soldi li piglieremo un’altra volta-.
Le due donne s’avventano sui soldi prendendone a piu’ non posso, poi quando sono ben cariche, fanno per uscire ma trovano la porta sbarrata. Solo allora si accorgono di essere in trappola. Il capo della banda si para davanti alle due poverette dicendo:- Che foste voi due potevo immaginarlo, ma davvero non mi aspettavo che foste cosi’ furbe.- Detto questo le porta nella cantina e le chiude a chiave. Sulle prime le due donne piangono e si disperano, poi cominciano a trafficare in mezzo ai ferri vecchi e trovano una raspa e un vecchio oraganetto.
La serva dice alla padrona:- Voi prendete lo strumento e mettetevi a suonare, io cerchero’ di fare un buco nel muro servendomi della raspa.
Cosi’ pian piano, mentre la signora suonava, la Beffarda lavorava. Il buco si fa largo e quando è tanto grande da far passare un uomo, le due donne ci si infilano e si ritrovano nel prato.
Il mattino presto i ladri tornano a casa e non trovando la chiave cominciano a chiamare a gran voce il loro capo che si alza dal letto e spiega tutto l’accaduto della notte precedente. I ladri sentendo che le due donne sono chiuse in cantina le vogliono vedere e scendono giu’ e cercano dappertutto, fin quando vedono il buco nel muro e capiscono che le due donne sono fuggite e per la rabbia si strappano i capelli.
-Sangue di bue- si lamenta il capo – Voglio fargliela pagare cara a quelle due streghe! Mi vestiro’ da merciaio e andro’ a casa loro-.
Il giorno dopo prende due cassette di legno, le riempie di pezze, bottoni, cucirini, insomma di tutto quello che puo’ vendere un merciaio e interessare le donne. Fissa due cassette con le cinghie, se le issa a tracolla e parte lungo la strada del bosco.
Quando arriva sotto la finestra della Beffarda grida. – Donne è arrivato il merciaio, il merciaio-.
La beffarda si affaccia al balcone, e si accorge subito che il merciaio è uno dei ladri e dice di non poter scendere. – Buttatemi giu’ una corda, ci attacchero’ tutta la merce che vi serve.- Dice di rimando il falso merciaio.
- Mi servirebbe giusto un paio di forbici- dice la Beffarda e cala giu’ un cestino con la corda.
Quando ha le forbici in mano, si mette a urlare dalla finestra: – Soldi ai ladri non se ne danno, soldi ai ladri non se ne danno!-
Il ladro scappa di corsa per andare a raccontare ai suoi compagni come la Beffarda l’abbia riconosciuto e messo in ridicolo.
Uno dei ladri si fa avanti e dice agli altri: – Ci provero’ io a mettere nel sacco la Beffarda!- Si veste da pellegrino, si mette in viaggio e va a bussare alla porta della donna.
- Sono un pellegrino e vengo dalla Terra Santa, datemi una tazza di brodo, per amor di Dio!- Si lamentava.
Quel giorno la serva non era in casa, La padrona lo fa entrare e gli prepara un piatto di minestra mentre il finto pellegrino le racconta il suo lungo vagabondare da un santuario all’altro, tirando fuori dalla sua bisaccia immaginette e reliquie finte per regalarle alla vecchia signora.
Intanto la serva Beffarda arriva a casa e si accorge immediatamente del trucco, ma sta al gioco porgendo attenzione alle parole dell’uomo. Quando il ladro tira fuori dalla bisaccia dei dolci, nei quali aveva messo un potente sonnifero, e li offre alle due donne, la Beffarda ne prende, ma fa finta di mangiarli e li lascia scivolare nella scollatura, mentre la padrona, che era abituata alle leccornie, ne mangia quanti ne vuole, cadendo cosi’ in un sonno profondo dal quale neanche i tuoni di un temporale estivo l’avrebbero svegliata.
La serva chiude gli occhi fingendo di dormire sodo anche lei, ma tiene le orecchie ben aperte per sentire il piu’ piccolo rumore e capire cosa avrebbe fatto l’ospite.
Accertatosi che le due donne dormissero profondamente, il ladro apre la finestra e si affaccia per chiamare i compagni nascosti nel bosco. La Beffarda svelta come una “lippa” lo afferra per i fianchi e lo butta giu’ dalla finestra. I la dri che erano di sotto lo raccolgono ancora vivo, ma con le ossa rotte e lo portano a finire i suoi giorni nel suo letto.
La Beffarda, intanto vuole rendere pan per focaccia ai ladri e si traveste da medico e se ne va a cavallo verso il covo dei ladri. Li trova tutti sul prato vicino al loro covo che cercano il modo per far curare il loro compare ferito.
- Io sono un medico- dice la Beffarda. I ladri la fanno entrare per farle vedere il ferito.
La Beffarda esamina il ferito e facendo la faccia scura dice: – E’ un brutto male, ma si puo’ guarire. Ci vuole un bel bastone, pesante e tutto nodi e dodici sacchi di trifoglio che andrete a cercare sulla collina. Il bastone serve per pestare il trifoglio e il trifoglio pestato per rimettere in piedi il vostro compagno.-.
I ladri portano il bastone, poi lasciano la casa e vanno su in collina a eseguire gli ordini. Rimasta sola la Beffarda afferra il bastone e si avvicina al ladro dicendogli: _ Mi hai dato il sonnifero? Prenditi ora tu questo narcotico.- E giu’ una bastonata sulla testa da lasciarlo mezzo morto.
Quando i ladri tornano a casa col carico di trifoglio trovano il compagno piu’ morto che vivo e del medico nemmeno l’ombra.
-Accidenti di una donna! Ci vado io questa volta- Dice un terzo ladro con la voce che gli trema per la rabbia e rosso in faccia come un peperone.
Si mette il vestito della festa con un garofano all’occhiello, la giacca aperta sul giubbetto, dove pendeva un marengo d’oro e va a farsi bello proprio sotto la finestra della Beffarda.
Le dice vedendola al balcone: – Oh, Beffarda, cerco moglie, volete sposarmi?-
La serva risponde: -Non vi dico di no, ma lasciatemi qualche giorno per pensarci meglio.-
Passato qualche giorno, la Beffarda accetta di sposare il ladro, anche perchè la voglia di maritarsi non la lasciava del tutto insensibile, si fa festa, poi quando le ombre della sera calano sulla campagna il marito dice alla Beffarda: – Vai ad aspettarmi a letto, moglie che io arrivo subito da te.- e invece se ne va a far baldoria con i suoi compari.
La Beffarda invece che andare a letto, va nell’orto, raccoglie una zucca rotonda, la svuota e la riempie di miele, le mette in testa una cuffietta da notte, e la sistema sotto il lenzuolo. Lega poi una cordicella alla zucca e la fa passare sotto il letto dove si nasconde.
Torna a casa il marito che si avvicina al letto e comincia a dirle: – Beffarda, ti ricordi che sei venuta ben tre volte a rubarci?- La donna da sotto il letto tira la cordicella a la zucca fa – Si, si- chinando la testa.
E il marito continua: Ti ricordi di aver preso in giro uno dei nostri compagni, gridando dalla finestra che ai ladri di soldi non bisogna darne?- E la zucca fa di nuovo -Si, si -
-Non eri forse infine tu quel falso medico che ha ridotto in polpette un nostro compagno a furia di bastonate?- E la zucca- Si, Si-
-Bene, allora avrai quello che ti meriti per tutte le tue malefatte!- e tirato fuori il fucile da sotto la giacca prende la mira e….Bum!… Manda la zucca in tanti pezzi.
Il miele vola per aria, si spande sul letto, schizza sui muri e un po’ va a finire sulle labbra del vendicativo marito.
- Povero me, povero me- comincia a lamentarsi il marito quando sente il sapore -Il sangue di mia moglie è dolce come il miele- e piangeva come una fontana pentendosi di aver ucciso una donna che di ruvido aveva solo la scorza, ma in verità era buona e dolce, come dolce era il sangue che le usciva dalle vene.
La Beffarda da sotto il letto ascoltava tutto. Aspetta che la commozione e la disperazione del marito tocchino le vibrazioni piu’ intense e solo allora esce fuori dal suo nascondiglio.
-Eccomi qui- gli dice te l’ho fatta per l’ultima volta. Il ladro non crede ai suoi occhi, poi quando è stato sicuro che la Beffarda è ben viva e vegeta, chiama gli amici e tutti insieme fanno nuovamente festa in onore della Beffarda, perchè donna piu’ furba e astuta di lei non esiste sulla faccia della terra.
Infine i ladri riprendono il loro mestiere e tengono con loro la Beffarda e la sua padrona e sono ancora adesso insieme !
Creuza de ma : Mulattiera di mare o stradina collinare, talvolta a scalinata, che porta verso il mare.

Add comment Giugno 10, 2008
Scienziate nel tempo
Qualche tempo fa mi è stato regalato un libro scritto da Sara Sesti (insegnante di matematica) e Liliana Moro (insegnante di italiano e storia) ambedue webmaster del sito www.universitàdelledonne.it , che documenta la presenza delle donne nella ricerca scientifica.
Sono 65 biografie di scienziate da Teano, della scuola pitagorica a Vandana Shiva, teorica dell’ecologia sociale. Ne pubblico qui sotto i nomi in indice alfabetico :
Teano (VI sec. a. C:)filosofa e matematica della scuola pitagorica. Si occupo’ di cosmologia e di medicina e alla morte di Pitagora assunse la guida della scuola.
Maria l’Ebrea (I sec.) La piu’ importante alchimista dell’antichità. Attraverso le sue ricerche teoriche e pratiche traccio’ le linee principali dell’alchimia occidentale, ponendo umo dei fondamenti della chimica moderna.
Ipazia (370 ca – 415) E’ una delle poche scienziate ad essere citata in quasi tutte le opere storiografiche delle scienze naturali, i suoi scritti sono andati perduti, ma esistono buone fonti contemporanee del suo lavoro e indicazioni delle sue opere in varie raccolte.
Trotula (XI sec.) Fu la piu’ famosa delle “Mulieres Salernitanae” Dame della Scuola Medica di Salerno, dove la scienziata studio’ ed insegno’. Fu autrice di trattati di medicina che mostrano eccezionali conoscenze in campo ginecologico e ostetrico.
Ildegarda di Bingen (1098 – 1179) Badessa in un convento fu una donna impegnata ed autorevole sia sul piano politico che culturale. Detta anche la “Sibilla del Reno” per le sue profezie, era dotata di grande creatività. Fu autrice di trattati di cosmologia e di medicina oltre che pittrice e compositrice di musica sacra. E’ la prima scienziata le cui opere siano ginte fino a noi.
Elena Cornaro Piscopia (1646 – 1684) Nata in una famiglia di dogi e cardinali, fin dall’infanzia dimostro’ grande intelligenza , la fanciulla studio’ varie lingue, scienze naturali, geografia, astronomia e matematica.
Volendo assecondare il padre, stimato procuratore di San Marco, accetto’ di essere presentata al Collegio dell’Università di Padova per ottenere la laurea in teologia. Per l’opposizione di alcuni prelati che non ritenevano proponibile un tale ttitolo per una donna, le venne concesso di presentarsi per la laurea di filosofia. Nel 1678 ottenne il dottorato, prima donna laureata al mondo. Negli ultimi anni della sua vita decise di dedicarsi all’assistenza dei bisognosi vestendo l’abito delle oblate benedettine.
Sophie Brahe (1556-1643) La piu’ importante astronoma danese, collaboro’ con il fratello Tycho, uno dei protagonisti della rivoluzione copernicana, come assistente nel suo osservatorio. Acquisi’ da autodidatta straordinarie conoscenze in campo astronomico e matematico.
Maria Cunitz (1610-1664) Illustre astronoma e donna erudita, parlava sei lingue, praticava la poesia, la pittura e la musica. Grazie alla sua vasta cultura fuori dell’ordinario venne paragonata ad Ipazia d’Alessandria.
Margaret Cavendish (1623-1673) “Maggie la pazza” fu una nobildonna ambiziosa ed eccentrica, esponente tipica delle Dame della Scienza, le scienziate dilettanti che parteciparono alla rivoluzione scientifica. Scrisse numerose pubblicazioni a carattere divulgativo sulla filosofia naturale meccanicistica e su tematiche di stampo femminista.
Cristina regina di Svezia (1626-1689) Fu una donna di grande cultura e grazie al suo mecenatismo favori’ le scienze e le arti. Regina competente e responsabile, sotto la sua reggenza venne stipulata la pace di Vestfalia, con la quale ebbero termine gli eccidi e i saccheggi della Guerra dei Trent’anni.
Anne Conway (1631-1679) Filosofa naturalista aristocratica di nascita, intraprese un rigoroso percorso di autoeducazione, diede un notevole contributo alla scienza e fu dimenticata.
Elisabetha Koopman-Helius (1647- 1693) Diede un contributo pratico alla rivoluzione scientifica come astronoma, dedicandosi con minuzia e tenacia alla routine dell’osservazione e del calcolo. Il suo lavoro porto’ ad un miglioramento delle tavole di Keplero e alla pubblicazione del piu’ vasto catalogo stellare ancora oggi esistente.
Maria Sibylla Merian (1647-1717) Entomologa tedesca, fu una delle migliori artiste botaniche. Maestra nell’incisione e nell’acquarello, fu inventrice di nuove tecniche di stampa e arricchi’ con tavole splendidamente illustrate le sue opere di classificazione botanica e sulla riproduzione e metamorfosi degli insetti.
Maria Winkelmann-Kirch (1670-1720) Fu la piu’ eminente astronoma del XVII secolo. La sua sorte è emblematica del destino collettivo delle donne che si occuparono di tale disciplina: finchè l’astronomia resto’ un’attività artigianale a conduzione familiare, le donne vi svolsero un’importante funzione, quando il settore si istitizionalizzo’ e divenne un impiego accademico, ne vennero escluse.
Gabrielle Emilie du Chatelet (1706-1749) Fisica e filosofa, contribui’ in modo deciso al progresso della rivoluzione scientifica in Francia, determinando con la sua attività divulgativa il passaggio dalla scienza cartesiana alla fisica di Newton. Persegui’ con tenacia l’obiettivo di realizzarsi come scienziata.
Laura Bassi (1711-1778) Fu la seconda donna a conseguire una laurea e la prima ad ottenere una cattedra universitaria. Con la sua attività contribui’ a diffondere la fisica di Newton in Italia. Alla fine della sua vita venne celebrata in tutta Europa come una delle scienziate piu’ dotate del XVIII secolo.
Dorothea Leporin-Erxleben (1715-1762) Prima laureata in Germania, vi divenne la donna medico piu’ importante del XVIII secolo.
Anna Morandi-Manzolini (1716-1774) Anatomista, fu una delle numerose scienziate italiane che si occuparono dello studio della medicina e che diventarono accademiche apprezzate. Si guadagno’ la fama di ottima insegnante e di abile preparatrice di modelli anatomici.
Maria Gaetana Agnesi (1718-1799) Fu una “bambina prodigio” e scrisse un manuale di analisi che divenne una pietra miliare per la matematica italiana. Appena raggiunse la fama e gli onori accademici, vi rinuncio’ per ritirarsi a vita privata. Negli ultimi quaranta anni della sua esistenza, dedico’ il suo tempo e le sue sostanze alla cura dei poveri e dei malati.
Nicole Reine Lepaute (1723-1788) Fu una delle piu’ grandi astronome di Francia. Calcolo’ le date del passaggio della cometa di Halley, pubblico’ memorie scientifiche, almanacchi ed effemeridi degli astri. Il nome Lepaute è stato dato in suo onore, ad un cratere lunare.
Caroline Herschel (1750-1848) Divenne una grande astronoma pur non avendo ricevuto alcun insegnamento sistematico. Collaboro’ con il fratello Wilhelm sia alla costruzione di strumenti astronomici che alle ricerche in campo siderale. Il suo ambito presonale di osservazione fu la ricerca di comete e ne scopri’ ben otto.
Marie Paulze-Lavoiser ( 1758-1836) Contribui’ insieme al marito, alla nascita della chimica moderna, una disciplina che. al contrario dell’alchimia basata su postulati misteriosi, era fondata sulla sperimentazione e su principi scientifici e sistematici.
Sophie Germain (1776-1831) Divenne una brillante scienziata e matematica, fu costretta a firmarsi con un pseudonimo maschile per avere accesso agli studi scientifici, forni’ una serie di contributi alla teoria dei numeri e alla teoria dell’elasticità, che soltanto di recente sono stati analizzati con la dovuta attenzione.
Mary Fairfax-Somerville (1780-1872) Definita la regina della scienza ottocentesca, puo’ essere considerata l’ultima delle grandi scienziate dilettanti. Fece opera di divulgazione descrivendo lo stato delle scienze con un linguaggio chiaro e comprensibile ad un lettore di media cultura.
Ada Byron-King (18151852) E’ uno dei personaggi piu’ stravaganti della storia dell’informatica. Anticipo’ i principi organizzativi del calcolo automatico moderno, per cui oggi viene considerata la “prima programmatrice”. Un linguaggio per calcolatori sviluppato negli Stati Uniti nel 1979 è stato chiamato ADA in suo onore.
Maria Mitchell (1818-1889) Fu la prima e piu’ famosa astronoma americana del XIX secolo. Non si accontento’ di osservare e registrare i fenomeni astronomici, ma cerco’ di trovare la loro spiegazione fisica, distinguendosi dalle ricercatrici sue contemporanee.
Florence Nightingale (1820-1910) ” La signora della lampada” dall’epoca in cui girava instancabilmente per le corsie degli ospedali di guerra, riformo’ i medoti sanitari e ospedalieri, facendo uso di nuove tecniche di analisi statistica. Invento’ e sviluppo’ i “diagrammi ad aree polari”.
Amalie Dietrich (1821-1891) Raggiunse una grande notorietà come botanica, nonostante fosse un’autodidatta con un livello di istruzione elementare. Per raccogliere i suoi materiali di studio viaggio’ molto, come aveva fatto 150 anni prima di lei l’esploratrice Maria Sybilla Merian. Le sue ricerche contribuirono ad ampliare la base empirica per lo studio della storia naturale.
Ellen Swallow-Richards (1842-1911) Chimica, la prima che ottenne una laurea al MIT nel 1873. Oggi è considerata fondatrice dell’ecologia e dell’ingegneria ambientale.
Sofja(Sonja) Kovalevskaja (1850-1891) Matematica geniale, fu la prima donna ad essere nominata docente universitaria, fuori dall’Italia. Si impegno’ anche in campo politico, fu una attiva femminista e una scrittrice di successo.
Nettie Marie Stevens (1861-1912)Biologa citogenetista, scopri’ che la base ereditaria del sesso è determinata dai cromosomi. Fu una delle prime donne negli USA a ricevere un riconoscimento per i suoi contributi alla ricerca scientifica.
Annie Cannon Jump (1863-1941) Prima astronoma a catalogare il cielo in modo sistematico, fu anche la prima donna chiamata a dirigere American Astronomical Society.
Marie Skodowska-Curie (1867-1934) Fisica e radiochimica, è una delle piu’ importanti e conosciute scienziate del XX secolo. E’ stata la prima donna ad essere insignita del Premio Nobel e l’unica a riceverne due, per la fisica e per la chimica, in anni successivi. Grazie alle sue ricerche è stato possibile scoprire un gran numerodi elementi nuovi, studiare la radioattività e la struttura dell’atomo.
Maria von Linden (1869-1936) La biologia e il desiderio di vivere in modo indipendente furono decisivi per la sua vita. Trasgredi’ volutamente le norme che regolavano all’epoca o modelli femminili.
Clara Immerwahr (1870-1915) Chimica e pacifista tedesca, si uccise in dissenso con l’attività del marito Fritz Haber, inventore dei gas asfissianti.
Maria Montessori (1870-1952) Medica e pedagogista, partendo dalla cura dei bambini con problemi mentali mise a punto un metodo d’insegnamento, diffuso in tutto il mondo. L’unica italiana il cui volto sia stato riprodotto su una banconota.
Rosa Luxemburg (1871-1919) Fu tra le poche donne a dare un contributo teorico all’economia. Riteneva che la teoria economica potesse e dovesse avere rilevanza nella pratica politica, visione che la porto’ a studiare i problemi dello sviluppo capitalistico. Per le sue idee era soprannominata la “Rosa Rossa”.
Mileva Maric -Einstein (1875-1948) Fisica serba, fu collega di studi e successivamente moglie di Albert Einstein. Si suppone che essa abbia dato un importante contrubuto alle opere sulla teoria della relatività: Sposandosi rinuncio’ alla sua indipendenza e assumendo il ruolo tradizionale di moglie visse all’ombra del marito, di modo che non è piu’ possibile stabilire quale sia stato il suo apporto al lavoro scientifico di Einstein.
Lise Meitner (1878-1968) Fu la prima donna ad ottenere la cattedra di fisica presso una università tedesca. Forni’ la prima interpretazione esatta della fissione nucleare. Prese una netta posizione contro l’utilizzo militare dell’energia nucleare.
Emmy Noether (1882-1935) La sua ricerca fu innovativa soprattutto in algebra, dove elaboro’ nozioni fondamentali relative alla teoria degli invarianti e alla teoria generale degli ideali. Fu soprannominata “madre dell’algebra” per aver fondato la cosidetta algebra moderna.
Barbara McClintock (1902-1992) Biologa appassionata, persegui’ tenacemente le sue idee contro ogni ostacolo. Con i suoi temi complessi fu molto in anticipo sui tempi, per questo il Premio Nobel per la medicina le venne conferito soltanto trent’anni dopo la sua rivoluzionaria scoperta di genetica cellulare.
Joan Robinson (1903-1983) Puo’ essere annoverata tra i grandi economisti. Fu protagonista della rivoluzione keynesiana, nella Cambridge degli anni Trenta e sostenne nel dopoguerra la famosa “controversia sul capitale” con la Cambridge statunitense. E’ stata definita “il piu’ grande Premio Nobel per l’economia mancato”.
Rita Levi-Montalcini (1909) E’ un’impotante neuro embriologa. Ha ottenuto il Premio Nobel per la medicina nel 1986 per la scoperta e l’identificazione del NGF, nerve growth factor, una proteina in grado di stimolare la crescita delle fibre nervose. Viene considerata la “Signora della Scienza” per lo stile che la contraddistingue.
Hedy Lamarr (1913-2000) Bellissima attrice austriaca, ha contribuito a porre le basi di una tecnologia rivoluzionaria, che ha trovato recenti applicazioni nella telefonia cellulare e nelle reti wireless.
Jane Goodall (1934) Primatologa, etologa e antropologa, ha rivoluzionato lo studio dei primati introducendo il concetto di “cultura animale” e ha modificato profondamente la concezione dei ruoli sessuali nell’evoluzione umana.
Christiane Nusslein-Volhard (1942) E’ la biologa che ha vinto il Premio Nobel per la medicina nel 1995, per la scoperta dei geni responsabili dello sviluppo degli organismi.
Jocelyn Bell-Bumell (1943) E’ l’astrofisica che ha scoperto i pulsar, corpi celesti la cui apparizione fu del tutto inaspettata, poichè non si inserivano nel contesto teorico dell’epoca. Grazie alle sue ricerche si ritiene oggi che siano stelle rotanti di neuroni, residui di supernove.
Rebecca Cann (1951) Genetista e antropologa , ha ricostruito un albero evolutivo che evidenzia, per l’intera popolazione umana, una antenata comune, recente e di origine africana (teoria dell’Eva africana).
Vandana Shiva (1952) Fisica quantistica ed economista, dirige il Centro per la Scienza Tecnologica e Politica delle Risorse Naturali di Dehra Dun in India. E’ considerata la teorica piu’ nota di una nuova scienza: l’ecologia sociale.

Dedico il post a tutte quelle donne a cui viene ancora negato, nei vari Paesi del mondo, il diritto all’istruzione e alla cultura.
Add comment Giugno 6, 2008
La strada della vita

La lunga strada della vita
si modifica e si snoda
in svariati paesaggi:
Ora in sentieri tortuosi e stretti
ora in viali ombreggiati e larghi.
Noi, instancabili maratoneti
la percorriamo con passo di pianura.
A volte la strada si fa piu’ dura
e noi, perseveranti scalatori di montagna
sfidando gli impraticabili suoi fianchi
con passi accorti, col vuoto alle spalle
cerchiamo nuovi punti di appoggio
andiamo avanti adagio, senza fretta
scrutando l’ignota vetta.
Raggiunta la cima, ti accorgi che non è finita
e sceso giu’ a valle c’è un bivio che ti aspetta
e una scelta ancora.
Ti fermi , guardi a manca e a destra
per capire qual’è la strada giusta, la via maestra
e chiedi indicazioni, poi all’improvviso: scegli!
per istinto o per ragione
propendi per una decisione
e continui a testa alta,
fino a che non sarà finita
la lunga strada della vita.
Ercole al Bivio.
2 commenti Giugno 4, 2008