Archivio per Ottobre 2008




LUCCA COMICS and Games 2008

Lucca spalanca le porte alla fantasia

Si apre domani la kermesse di fumetti e giochi: gli itinerari per muoversi in città. Da Roma la conferma che l’anno prossimo la città ospiterà anche la Giornata nazionale dedicata al mondo delle nuvolette

LUCCA. Si apre domani la nuova edizione di Lucca comics and games, la più grande rassegna italiana dedicata al fumetto, ai giochi e a tutto quanto ha a che fare con il mondo delle nuvole parlanti e dell’animazione. Piazza Anfiteatro e piazza San Romano saranno i luoghi cardine della manifestazione e della mostra-mercato del fumetto da collezione: in totale, 20mila metri quadrati di esposizione, dove approderanno collezionisti e semplici appassionati del fumetto. Tra gli ospiti, oltre ai tantissimi autori oggetto di omaggi e retrospettive – Ortolani, Romita jr., Van Hamme, Rosinki, Veitch, Ziche, Paco Roca – ci saranno due star del giallo italiano: il regista Dario Argento e lo scrittore Carlo Lucarelli. I due saranno tra i membri della giuria del premio Gran Guinigi, assieme a disegnatori e professionisti del settore.
A Lucca in questi giorni sono molti i negozi che, con fumetti e gadget in vetrina, si sono uniti al clima festoso delle nuvole di carta. Pianeta Lucca è insomma pronto all’atterraggio di migliaia di appassionati con una mappa da percorrere degna di un impegnativo itinerario di trekking.
Per tutti il consiglio di un paio di scarpe comode e una buona colazione per affrontare questo singolare tour de force che inizia idealmente dai padiglioni di piazza Napoleone, con le novità editoriali in anteprima e la grande distribuzione del settore, e dalle sale monumentali di Palazzo Ducale, sede delle mostre espositive.
Nella vicina piazza del Giglio, tornano le rarità e gli originali del fumetto antiquario mentre, si trasferisce nel cortile degli Svizzeri lo spazio bimbi di Lucca Junior. Si passeggia in direzione del Duomo per toccare le tappe di piazza S. Giovanni, piazza Antelminelli (fumetterie) e di piazza San Martino alla ricerca di gadget e oggettistica varia.
Occupa San Romano, di fronte alla sede del Museo del Fumetto, l’area Japan, secondo appuntamento con la realtà del manga orientale e della sua base culturale. Dai dvd ai libri firmati dai maestri del fumetto, molti presenti per l’occasione, nelle selezioni presentate sugli stand di corso Garibaldi e di piazza San Giusto mentre, a caccia di autografi e disegni, ecco il nuovo showcase, nell’angolo estremo di piazza S. Michele.
Nel loggiato di palazzo Pretorio, la riconferma delle autoproduzioni della self area, punto d’incontro per le nuove realtà. Qualche dubbio lecito da parte degli espositori sul successo della nuova sistemazione delle fumetterie in piazza dell’Anfiteatro, nuova scommessa dell’organizzazione di Comics & Games. Sul baluardo Santa Maria, il palcoscenico di Music & Comics, con esibizioni e concerti destinati come tradizione a sforare i tempi previsti dal programma. Cresce ancora il fenomeno Lucca Games, città del gioco per tutti allestita in viale Carducci.
Novemila metri quadri di strutture pronte a divertire e divertirsi con il pubblico. Quattro le biglietterie situate presso la stazione, piazza Santa Maria, San Michele, e sul viale Carducci (Lucca Games).
Orari della mostra mercato, da oggi a domenica 2 novembre, continuato dalle 9 alle 19. Ticket d’ingresso: giornaliero 12 euro, ridotto 10 per comitive sopra i 20 e con biglietto ferroviario; bambini da 6 a 10 anni: 6 euro. Abbonamenti: 4 giorni, 36 euro; 3 giorni, 30 euro; 2 giorni, 21 euro. Orario delle mostre espositive di Palazzo Ducale nei giorni di rassegna, dalle 10 alle 19, orario continuato. Ingresso gratuito.
Intanto è nato il Comics Day, la prima Giornata nazionale del Fumetto italiano, che avrà sede a Lucca a partire dall’anno prossimo. L’evento – concordato fra il Comune di Lucca e il ministero dei Beni culturali a Roma – punta a valorizzare il fumetto “made in Italy” che quest’anno festeggia 100 anni. Ricorre, infatti, il 27 dicembre 2008 la prima pubblicazione del Corriere dei Piccoli, prima testata italiana a fumetti.
L’iniziativa verrà organizzata il 30 settembre 2009 e porterà alla realizzazione di un concorso nazionale, riservato a giovani disegnatori non professionisti, alla realizzazione della mostra “100%” che raccoglierà i 100 anni di fumetto italiano attraverso i 100 personaggi che hanno dipinto la storia del fumetto in questo secolo, alla realizzazione della pubblicazione “100%” che, assieme alla mostra, potrà essere veicolata all’estero attraverso l’importante rete degli Istituti italiani di cultura, secondo l’impegno assunto anche dal ministero degli esteri. Il culmine si toccherà con l’evento Comics Day il prossimo 30 settembre 2009. Lucca si animerà dei personaggi che più di altri hanno fatto la storia del fumetto italiano, dei giovani emergenti illustratori e fumettisti che, invece, ne segneranno il futuro, dell’appassionato popolo della letteratura disegnata.

(30 ottobre 2008)

http://www.flashgordon.it/wp/wp-content/2008/07/manifesto_lucca08_800x600.jpg

2 commenti Ottobre 31, 2008

Halloween da….. cani

In occasione di halloween prende piede la (stupida) pratica di travestire gli animali da compagnia.

Lo spunto per questo articolo viene da un trafiletto su La Stampa, dove si annuncia che i newyorkesi cinofili si preparano alla notte delle streghe con una serie di sfilate in costume dedicate ai loro pet.

Pare che quest’anno il travestimento più  ’in’ sia quello ispirato a Harry Potter, reperibile presso la grande catena al costo di 29 dollari, come da foto qui a fianco.

Già che c’eravamo, abbiamo fatto allora un giro completo sul web e abbiamo scoperto altri costumi ispirati al magico. Eccone qualcuno in rapida carrellata: si tratta del  Principe Ranocchio, della fatina-principessa, dell’elfo, della strega strega, ma non manca anche una versione che più Halloween non si può: quella del cane-zucca, o meglio del cane-jack o’ lantern.

La pratica di travestire gli animali per una ricorrenza… pur sempre babbana, ancorché imparentata col soprannaturale, può sembrare divertente a prima vista, ma a ben riflettere si tratta dell’ennesima stupida eccentricità cui gli umani sottopongono forzatamente le proprie bestiole e su cui alcuni traggono furbescamente profitto economico.

Non potendo consultare direttamente l’opinione degli interessati, non resta che giudicare dalle foto: dall’espressione dei cani ‘modelli’ non sembra che essi gradiscano granché questa ridicolizzazione.

Sarebbe dunque buona cosa limitare le mascherate a noi stessi, e meglio ancora ai bambini, che in Halloween hanno trovato un modo per bissare felicemntne il nostro carnevale.

Ma gli animali andrebbero lasciati invece tranquilli, come del resto suggeriscono saggiamente in questo periodo tutti i siti animalisti.

Halloween è infatti una ricorrenza che, nel migliore dei casi, può portare trambusto nella tranquilla routine di un cane o un gatto (nel peggiore si tratta di fatti di cronaca nera dove dei criminali usano i gatti neri per ‘riti’ che sono esclusivo parto di cervelli bacati e che nulla hanno a che fare con Samhain). Specialmente in America dove i grupppi di bambini che bussano alla porta per l’usuale ‘dolcetto o scherzetto’  sono all’ordine del giorno e dunque viene saggiamente raccomandato dagli esperti di tenere le bestiole in un posto tranquillo della casa.

Autore: Marina Lenti – Data: 30 ottobre 2008 – Fonte: La Stampa

Add comment Ottobre 30, 2008

CANI e GATTI : notizie e curiosità

In Italia ci sono sette milioni di cani e sette e mezzo di gatti domestici: un quadrupede in 6 case su 10. Nutriti e coccolati, ci ricompensano con la loro compagnia che, non di rado fa bene anche alla nostra salute: un gatto in casa, per esempio, riduce il rischio di infarto.

Avvalendomi di anni di esperienza come volontaria presso la mia associazione per la protezione degli animali e ascoltando consigli e informazioni utili di bravi veterinari e comportamentisti, leggendo testi e schemi guida su questi animali,  in questo post pubblico notizie e curiosità su alcuni aspetti noti e  meno noti di questi nostri amici pelosi.

Quali alimenti fanno male davvero male al cane?

Il cioccolato è tra i cibi piu’ pericolosi e causa il maggior numero di intossicazioni: 85 gr. di cioccolato fondente o 200gr. di cioccolato al latte bastano ad innescare vomito in un cane di 22 Kg.

Cipolle e aglio sono nocivi, perchè distruggono i globuli rossi e causano anemia. L’effetto è inoltre comulativo: se il cane ne ingerisce piccole dosi diluite nel tempo è peggio che se mangia una cipolla intera in un sol boccone.

Le patate possono produrre intossicazioni perchè contengono solanina presente soprattutto nei germogli e nelle patate immature.

Vietata anche l’uva: causa indebolimento renale e le noci di macadamia,che provocano paralisi temporanea alle zampe posteriori.



E’ vero che i cani sorridono? Si’, infatti è amico dell’uomo almeno da 40mila anni, in tutto questo tempo ha imparato a leggere e imitare le espressioni del nostro viso. Sorridere non fa parte del suo repertorio comportamentale originario: il cane lo fa per compiacerci. Per noi esseri umani il sorriso ha un forte significato di sottomissione e di richiesta di benevolenza, oltre che di amicizia; il cane invece per esprimere sottomissione usa altri atteggiamenti tipici della sua specie: Il suo sorriso che si esprime sia con gli occhi che con la bocca, è un esplicito e sincero messaggio di amicizia e di desiderio di comunicazione.

I gatti castrati diventano meno intelligenti dopo la sterilizzazione? I gatti non diventano meno intelligenti dopo la sterilizzazione, ma non essendo piu’ sensibili al richiamo sessuale si impigriscono e ingrassano.  Il richiamo sessuale spinge i gatti ad azioni anche molto pericolose, come attraversare strade, allontanarsi da casa, buttarsi dalla finestra. In un certo senso da castrati possono diventare piu’ intelligenti perchè con la collaborazione del padrone, si possono dedicare ad altre attività come giochi, esplorazioni e persino gare di cat agility. Alcuni gatti di casa castrati, possono sembrare poco intelligenti perchè in realtà sono trascurati.


http://www.merilyn.com/miao/wp-content/uploads/2007/12/06tamako.jpg

http://lnx.micimiao.it/galleria/data/media/2/210.jpg Mamma gatta e micetto

Come si puo’ far convivere cani e gatti?

Occorre preparare la convivenza in anticipo e fare in modo che i due animali si conoscano fin da cuccioli. Cosi’ possono familiarizzare e sintonizzare i propri comportamenti e non litigare quando sono piu’ grandi. Per essere ancora piu’ certi di una reciproca sopportazione è anche utile acquistare razze che si possono definire complementari: gatti estremamente timidi accoppiati con cani molto vivaci o aggressivi sono infatti una ricetta sicura per future baruffe, che spesso sfociano in artigliate e morsi. I veterinari consigliano di evitare cani da caccia che hanno attitudine ad inseguire; mentre fra i gatti sono da preferire le razze tranquille, come il persiano o il birmano, o quelle dalla corporatura robusta, capaci di sopportare le “coccole” del cane, come il certosino.  I litigi tra cani e gatti nascono da incomprensioni di comunicazione: il gatto tende infatti a reagire fuggendo ad ogni approccio del cane, fedele alla sua natura di cacciatore, risponde spesso inseguendo l’animale, si instaura in questo modo una specie di circolo vizioso in cui il gatto fugge e il cane insegue.


http://www.allevamentoargentovivo.it/upload/sub/billy-gatto.jpg

Add comment Ottobre 30, 2008

Halloween, dolci: biscotti teschietto e lingue insanguinate!

Halloween è un’antica festa pagana celtica che serviva per incontrare i morti attraverso diversi sortilegi.

Perchè si festeggia Halloween il 31 ottobre?

La parola deriva dalla frase ALL-HALLOWS-EVE, cioè la notte di Ognissanti. Tale data anticamente coincideva con la fine dell’estate, infatti i colori di questa festa sono l’arancione ed il nero: L’arancione richiama il colore del granturco mietuto e il nero ricorda il buio dell’inverno.

La festa di Halloween venne portata negli USA intorno al 1840 dagli emigrati irlandesi, da allora questa festa è rimasta ancorata nella cultura americana.

http://static.picassomio.com/images/art/pm-41678-large.jpg

L’Italia non ha niente a che vedere con tutto questo, ma nonostante cio’, da qualche anno fa furore anche qui da noi.

A me personalmente non piace, mi sembra un anticipo del nostro Carnevale e se devo confessarlo, neanche questa festa, mi è mai piaciuta molto, figuriamoci quindi come posso capire i festeggiamenti di Halloween!

Quest’anno pero’, non ho mantenuto fede ai miei principi,  a grande richiesta i bambini di mio nipote, i figli delle mie numerose amiche, la bimba alla quale faccio da babysitter , i loro compagni di scuola, mi hanno proposto di preparare dei dolcetti  da portare a scuola per la festa di Halloween.

Il 31 ottobre vanno a scuola mascherati da fantasmi, streghette, maghetti e vampiri, e non è tutto: alla sera, vestiti e truccati, bussano alla porta delle case del vicinato (accompagnati da un adulto eh!) e canticchiando la famosa canzoncina “dolcetto o scherzetto”, ricevono un sacco di leccornie o “paciughi”, come li definisco io (in genovese pasticci) che poi si dividono equamente alla fine del giro per il quartiere.

Dopo un lungo e doveroso discorso ai pargoli su come questa festa non faccia parte del nostro bagaglio culturale, come sia un’operazione commerciale, come sia uno scopiazzamento del nostro Carnevale e bla bla bla bla…guardando le loro faccette deluse e sconfortate, beh, mi son convinta che dopotutto non sarebbe stata una brutta idea preparare qualche dolcetto per Halloween e ho annunciato, con mio grande e loro stupore, che avrei preparato dei biscottini a forma di teschietto e ossicini di scheletro!

Cosa non si fa per questi nostri “DIAVOLETTI “! 0ps, scusate volevo dire “angioletti”, mi son fatta prendere dall’atmosfera di Halloween!

Pertanto, rinunciando ai miei ideali di una vita,( dopotutto tra le tante cattive abitudini che importiamo dagli USA, questa di Halloween credo non sia una delle piu’ preoccupanti, c’è ben di peggio!) mi sto organizzando per preparare una quantità industriale di dolcetti, biscottini teschietto e lingue insanguinate per l’imminente festività; se  qualche mamma, nonna , zia  vuole approfittarne, ecco di seguito due ricettine semplici che faranno senz’altro la felicità delle nostre piccole pesti!

Biscotti Teschietto

Ingredienti: 150gr. farina bianca, 75 gr. zucchero semolato, 75 gr. di burro, scorza di limone grattugiata, un uovo piccolo sbattuto.

Unire farina e zucchero, aggiungere il burro, mescolare poi inserire la scorza grattugiata del limone e l’uovo sbattuto precedentemente.

Stendere col mattarello l’impasto e intagliare la pasta a forma di teschietti e ossicini avvalendosi di un coltellino o di una rotella , (quella dei ravioli per intenderci).

Ungere una teglia , meglio una bassa tipo “leccarda” e adagiarvi i biscotti, infornare a 180° per 10/15 minuti.

548x52

Altra “ricetta” per continuare in bellezza? Preparate delle bocche con schifose lingue penzolanti e gnam! Fatele divorare dai vostri pargoli e dai loro amichetti, un successo a furor di popolo!!!

Vi servono : 4 fette di pancarré bianco o integrale, alcune fette di salame o prosciutto, forbici e coltello, tagliere e griglia, ketchup.

Esecuzione : Tagliare con le forbici le fette di pane a forma di bocca, tagliare le fette di prosciutto a forma di lingua.

Con il coltello tagliare una fessura tra le labbra della bocca ed infilare una lingua attraverso ogni bocca.

Mettere le bocche sul grill e tostarle per circa 10 minuti. Volendo si puo’ aggiungere ketchup sulla punta delle lingue, come fosse sangue.

http://blog.lowcostplanet.it/wp-content/uploads/2007/10/halloween.gif

O mi dai un buon dolcetto

o ti becchi uno scherzetto!

1 commento Ottobre 25, 2008

Una “virgola” nell’oceano Atlantico

Tristan da Cunha è veramente una virgola nell’oceano: dista 2.437 KM. dall’Isola di Sant’Elena e oltre 3.000 dal Sudafrica.

L’ isola è un vulcano sorto 3 milioni di anni fa. Sul versante meno ripido, dal 1816 è sorta una comunità che oggi conta 300 persone. Ai suoi rifornimenti provvedono navi provenienti dal Sudafrica: 5 o 6 all’anno.

I 300 abitanti dell’isola chiamano semplicemente Settlement (villaggio), il piccolo paese che nelle carte ufficiali ha per nome “Edimburgo dei sette mari”, in onore di Alfred Duca di Edimburgo, che nel 1867 visito’ Tristan da Cunha.

Anche i cognomi, solamente sette, non vengono mai citati essendo tutti parenti, gli abitanti sono costretti non solo a chiamarsi per nome, ma a trovare sempre nomi nuovi per evitare fraintendimenti.

Vivono tutti li’, in un centinaio di casette bianche che si snodano lungo le uniche due strade del villaggio, abbastanza vicini per potersi chiamare a voce e abbastanza lontani per non rubarsi il sole.

L’approdo in questa isoletta è inaccessibile: scogli nascosti sotto l’acqua ne impediscono l’approdo, gli abitanti vanno incontro alle navi con barche da pesca!

L’aragosta è il principale prodotto da esportazione, le condizioni del mare pero’ permettono la pesca solo pochi giorni al mese.

A Tristan, quando non si puo’ uscire a pescare, ci si dedica al miglioramento delle strade, alla produzione di mattoni, alla caccia delle mucche che vivono allo stato brado.

In questo francobollo di terra perso nell’oceano,il capo della polizia e i suoi assistenti non hanno mai perseguito reati o fatto multe!

La legge è nell’ unica persona di Brian Balduin, amministratore per conto della Regina Elisabetta (Regno Unito), egli è un innovatore, che ha messo a disposizione di tutti il suo indirizzo email, in modo che la gente non sia costretta ad aspettare la posta per dei mesi, ha inoltre fatto installare una cabina con telefono satellitare.

Invece per un altro abitante dell’isola, John Lavarello (cognome portato dagli eredi di un marinaio ligure naufragato nel 1892), le cose stanno cambiando troppo velocemente: la biblioteca, con i giornali e riviste internazionali, potrebbero risvegliare i giovani e il telefono satellitare a che cosa serve? Si chiede l’uomo, ricordando l’episodio di un anziano abitante dell’isola, suonatore di fisarmonica che ebbe un colpo apoplettico qualche anno addietro e che sopravvisse fino all’esaurimento della riserva di ossigeno. Certamente non lo avrebbe salvato neppure una telefonata a Città del Capo, poichè la nave avrebbe impiegato sei giorni ad arrivare!

La maggior parte degli abitanti ha paura del cambiamento, temono che le innovazioni possano distruggere lo spirito comunitario e i principi di fratellanza dei padri fondatori.

A Tristan tutti aiutano tutti, e se il raccolto di qualcuno va in malora gli altri gli regalano una parte del proprio. Quando arriva una nave, tutti, uomini e donne, formano una lunga coda dal porto fino al magazzino, passandosi di mano in mano scatole di fagioli, casse di birra, biancheria, stivali ecc…

La scuola è gratis, ma la natalità è in calo. La palestra ogni sabato sera si trasforma in discoteca.

Sull’isola non vi sono separazioni di coppia, l’unica via di fuga dalla vita matrimoniale è rappresentata dal mare, le coppie stabili si formano già a un’età molto precoce.

Ai giovani, soprattutto alle ragazze, l’isola comincia a stare stretta, molte si lamentano della monotonia della vita. Il governo britannico mette a disposizione cinque posti e sussidi in Inghilterra per gli abitanti che decidono di trasferirsi.

Ma c’è anche il rovescio della medaglia: da dopo che in Inghilterra è stato trasmesso in televisione un documentario sull’isola, sono piovute richieste di “immigrazione” da parte di persone affascinate dalla vita semplice e solitaria dell’isola.

Le notizie che pubblico sul post, provengono da un articolo che lessi sulla rivista FOCUS qualche anno fa che catturarono il mio interesse e la mia curiosità, soprattutto quando lessi che tra gli abitanti dell’isola sopravvivono due cognomi di origine ligure: sono i discendenti di due naufraghi camogliesi Gaetano Lavarello e Andrea Repetto che nel 1892 decidono di rimanere a Tristan, contribuendo cosi’ all’ampliamento della comunità.


A Camogli (Liguria) c’è una targa che ricorda i due marinai che fecero naufragio sull’isola Tristan da Cunha

//www.cifr.it/Camogli-Largo-Tristan-da-Cunha-targa.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.m

fotografiaTRISTAN Da CUNHA

L’isola dall’insediamento umano piu’ remoto al mondo!

2 commenti Ottobre 17, 2008

il segreto di Priscilla

E’ ormai sera,

Cade la pioggia dal cielo,

la giovane donna rincasa.

Sale lenta la scalinata

che ore prima, al mattino

ha sceso con cuore e passo leggero.

Goccia a goccia, stilla a stilla

pioggia e lacrime si confondono.

Il ritorno si fa piu’ duro.

Il passo rallenta, poi riprende deciso.

Piange, la giovane donna

piange ed è fuori di sé, fuori dal mondo,

dentro al vuoto.

Chi mai l’avrà ferita?

Forse un amore offeso e ingannato

o il negativo verdetto

di un esame già dato

un banale litigio con l’amica del cuore

o piu’ semplicemente

una malinconia dolce e pacata

che prende, a volte, nelle sere autunnali

e il mattino dopo

con i primi raggi di sole scompare

Quale sarà il suo nascosto segreto? Chissà.

La pioggia scende sulle piccole spalle,

su l’esile collo, sul suo giovane volto

goccia a goccia, stilla a stilla

e verso casa fa ritorno

la misteriosa Priscilla.

http://byfiles.storage.live.com/y1pVlhgKWO1KCvEraR9nzaJ7SCxBfXjYWlBTTejRRChg8lUDrxni5AOBStZXfgR7pmvD_jIGghRGts

2 commenti Ottobre 15, 2008

la cucina ligure : Budino di carciofi

Adoro i carciofi, ne mangerei a quintali, cucinati in tutti i modi possibili ed immaginabili; quelli con le spine sono i miei preferiti in quanto piu’ saporiti, mi piacciono anche crudi, in pinzimonio.

http://www.comune.venezia.it/flex/images/D.02b093973bdb6af235b1/II_Edizione_Festa_del_Carciofo_a_SantErasmo.jpg

Oggi voglio pubblicare una ricetta un po’ insolita da preparare con questo ortaggio :

IL BUDINO di CARCIOFI

Ingredienti : 6 carciofi, un limone, un dl. olio extra vergine, uno spicchio d’aglio, un dado per brodo, gr.250 di riso (Vialone nano) un uovo, gr. 100 parmigiano grattugiato, gr.40 di burro (per imburrare lo stampo) pangrattato, sale.

Pulite i carciofi, privandoli delle foglie esterne piu’ dure e delle punte, quindi tagliateli a spicchi e metteteli a bagno in acqua acidulata con succo di limone.

In un tegame scaldate l’olio e rosolatevi lo spicchio d’aglio (da togliere) poi mettete i carciofi, copriteli di acqua aggiungete un pizzico di sale e lasciateli cuocere, finchè l’acqua sarà evaporata.

In un’altra pentola mettete un litro di acqua, scioglietevi il dado e portate ad ebollizione; appena bolle versate il riso e fatelo cuocere ma non troppo. Mescolare al riso cotto un uovo e 50 gr. di parmigiano grattugiato.

Prendere uno stampo da budino, senza foro al centro, imburrate le pareti e rivestitele di pangrattato; versate uno strato di risotto, poi uno strato di carciofi, ulteriore spolverizzata di parmigiano, poi terminate con il risotto, sopra il quale mettete riccioli di burro e pangrattato.

Cuocere in forno già caldo a 180° e togliere appena il budino sarà dorato; lasciate intiepidire, sformate e servite in tavola.

Variante : al posto dei carciofi si possono usare anche i fagiolini.


FAGIOLINI VIOLA, raramente si trovano nei supermercati ma con un po’ di fortuna… (con la cottura tornano come per incanto verdi!). Si mangiano anche crudi e sono buonissimi!

2 commenti Ottobre 9, 2008

Vobbia Valle Scrivia (Ge) Castello della Pietra

Le estati nel mese di agosto degli anni ‘60 e primi anni ‘70 le trascorrevo nel comune di Vobbia, un paesino della Valle Scrivia che dista da Genova una cinquantina di chilometri.

Sorrido adesso, quando ripenso al grande fermento che c’era in casa dei miei genitori nei giorni vicino alla partenza, sembrava dovessimo intraprendere un viaggio lontano mille miglia!

Guardando alcune scene del primo atto della commedia “I manezzi pe maja na figgia” del grande Gilberto Govi , rivivo un po’ la stessa atmosfera di casa mia in quei giorni: mamma, sventagliandosi per il caldo, che dà ordini a papa’ chiedendogli ogni “tre per due” se ha sigillato gli scatoloni con gli utensili di cucina, se ha raccomandato all’autista del camion di rispettare l’orario della partenza , se preferisce indossare per il viaggio le “braghe” corte o quelle lunghe, e dopo alcuni secondi gli comunica che deve indossare i pantaloni lunghi, poichè ha scordato di aver già chiuso in valigia tutto il resto dell’abbigliamento, comprese le “braghe” corte !

Verso l’ora di pranzo il mio paziente papa’ e lo zio dicono alle donne di casa, mamma, nonna e zia di avvertire un certo languorino allo stomaco e le tre donne, stupite da quella richiesta cosi’ fuori luogo, rispondono ai due uomini, come possono pensare al cibo con tutto quello che c’e’ ancora da sbrigare!

Papa’, senza perdersi d’animo, annuncia che va giu’, al forno, a comprare un po’ di “fugassa” (focaccia) . A questo punto le tre “matriarche” alleandosi, dicono che già che passavano al forno, facessero pure una capatina in rosticceria a comprare la “faina” (farinata di ceci) per la Titti (che sarei io), alla “figgetta” (bambina, sempre io) piaceva tanto la farinata!  Anzi ripensandoci, comprassero la “faina” per tutti!

Dopo il pranzetto “asciutto” gli adulti, prendevano il caffè freddo, che nonna previdentemente preparava ore prima con la caffettiera “napoletana”.

Nelle ore successive si aspettava, con impazienza che arrivasse l’autista con il camioncino: a turno si andava alla finestra per vedere spuntare l’autocarro sul quale oltre agli scatoloni, valigie, borse, ceste e cestine il papà e lo zio sarebbero saliti, mentre “noi donne” avremmo fatto il viaggio a bordo del “Lazzi” (corriera che a Genova veniva denominata appunto Lazzi), dal famosissimo nome dei pullman di linea che transitavano sulle strade di Genova a quell’epoca.

Finalmente, nelle prime ore pomeridiane, arrivava l’autista con l’autocarro (papà non ha mai voluto saperne di prendere la patente), si caricavano tutte le masserizie e si partiva per la benedettissima e agoniata “villeggiatura”!

I dialoghi di casa mia, come avrete certamente capito, si svolgevano in dialetto genovese, e vi posso assicurare che sarebbe uno spasso poterveli raccontare e descrivere in questa mia lingua !

Ora pero’, voglio presentarvi il paesino di Vobbia situato nella Valle Scrivia, al quale sono rimasta affezionata e che, quando né ho la possibilità, ritorno a visitare sempre con piacere, specialmente in estate, quando il paese organizza una manifestazione singolare: il “Palio dei Gambi”, una corsa degli abitanti che attraversano festosamente e rumorosamente sui trampoli (gambi), il torrente omonimo.


vobbia01Vobbia e il suo torrente

Vobbia è un piccolo paese a 500mt. sul livello del mare. Fino al 1697, questa era solo una stazione di sosta della via dei Feudi Imperiali o Via del Sale. Il motivo di principale interesse del paese è il Castello della Pietra tra il XI e XIII secolo.

Il Castello è stato restaurato nel 1981 ed è visitabile e raggiungibile seguendo per 20 minuti un sentiero nel bosco, a tratti in salita, ma vi assicuro che ne vale veramente la pena fare questa “scarpinata”, il paesaggio della valle ariosa e distesa, ne ricompensa la fatica impiegata !

Il maniero è uno dei piu’ suggestivi castelli medioevali dell’entroterra ligure : sorge incastonato fra due spuntoni di roccia che emergono dal verde incontaminato dei boschi del Parco dell’Antola.

Sotto l’imponente costruzione, lungo la strada che sale al paese, costeggiando il torrente Vobbia, s’incontra il Ponte di Zan, costruito intorno al 1250; la leggenda vuole che il diavolo terminasse l’opera in una sola notte, prendendosi in cambio l’anima del primo passante, un tal Giovanni (Zan in dialetto vobbiese). Anche qui il paesaggio e la vista delle gole dal Ponte (altra tappa del Museo) è suggestiva e impareggiabile davvero!


Castello della Pietra

Vobbia, è sempre stata molto frequentata dai genovesi desiderosi di sfuggire dal caldo della città e il paese negli anni, si è arricchito di villette e rustici ristrutturati ed è un luogo a mio avviso, che merita di essere visitato, non solo per il suo bellissimo panorama tra boschi e colline, ma anche per l’ottima cucina e per l’ospitalità della gente del posto.

//www.rivieradeifiori.travel/foto/Gastronomia/Jpg/GSTR0008r.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

2 commenti Ottobre 3, 2008

  • Commenti Recenti

    Anna righeblu su Fettuccine alla papalina (cuci…
    alfredo su Il cuore è sempre bambino …
    zorro 57 su Il cuore è sempre bambino …
    tittieco su Il cuore è sempre bambino …
    Licia su Il cuore è sempre bambino …
  • Flickr Photos

    More Photos
  • Cloud delle categorie

    amici amore animali auguri cantautori colori cucina dolci donne emozioni estate favole frutta genova idee infanzia Italia libri Liguria mare musica pasticceria poesia posti di mare ricette ricordi tradizioni nel mondo verdura video vita
  • del.icio.us

  • Archivi

  •