Archivio per Dicembre 2008




Buon 2009 a tutti

Non c’è paese nel mondo dove non si festeggi la notte di Capodanno; con riti scaramantici e cibi particolari, le persone di tutto il mondo festeggiano il nuovo anno augurandosi fortuna e felicità.

In Giappone : si mangia la carpa, questo pesce può  nuotare contro forti correnti riuscendo a risalire le rapide.  Perciò’ i giapponesi dicono che se mangerai carpe, potrai fare grandi cose durante l’anno nuovo.

In Ungheria, invece mangiando un maialino arrosto che ha in bocca una mela o un quadrifoglio, sarai fortunato per tutto l’anno.

In Israele si usa immergere le mele nel miele, per portare dolcezza all’anno nuovo.

In Spagna dodici secondi prima della mezzanotte si mangiano 12 chicchi d’uva, una per ogni mese dell’anno; le persone mettono poi  un anello nella coppa in cui hanno brindato per auspicare Buona Fortuna.

In Inghilterra si cerca di mangiare una mela sospesa ad un filo con una candela accesa infilata all’altra estremità del frutto: chi riesce a mangiare almeno un pezzetto di mela senza spegnere  la candela,  sarà fortunato per tutto l’anno nuovo.

In Russia si aspetta la mezzanotte scandita dalla Torre Spasskaja del Cremlino per ballare e mangiare prugne secche farcite di nocciole ricoperte di panna acida.

In India è proibito stare in casa, bisogna uscire vestiti con indumenti nuovi, ballando e banchettando con pollame e riso.

In Usa si brinda con una specie di zabaione a base di brandy e a mezzanotte si tiene in mano un penny per assicurarsi soldi tutto l’anno.

In Messico per tutto l’arco di questo giorno si accende e si spegne il fuoco gettando pietre e mestoli di legno tra le fiamme.  Si mangia un piatto tradizionale a base di mais (simbolo dell’oro).

In Sudamerica ci si veste di giallo, colore della luce del sole e dell’oro.  Si mangiano 12 chicchi di uva nera e si esprime un desiderio;  il capofamiglia poi sull’uscio di casa, girando la schiena alla strada, versa un bicchiere di vino scacciando cosi’ la sfortuna.

In Grecia per Capodanno chiunque entri in casa per primo, deve buttare una melagrana a terra rompendola,  piu’ semi si spargeranno piu’ la fortuna bacerà i proprietari per l’intero anno nuovo.  Qui a Capodanno è tradizione mangiare un pane chiamato la “Vassilopitta” con inserita all’interno una moneta d’oro o d’argento, chi troverà nella propria  fetta di pane la moneta sarà fortunato e felice per tutto l’anno futuro.

In Italia, non puo’ certo mancare il cotechino con le lenticchie per Capodanno che garantiscono,  tanti soldini e fortuna per tutto il resto dell’anno nuovo.

http://i179.photobucket.com/albums/w311/FatinAlfrojul2004/dicembre04/fatagrifoglio.jpg

La tradizione cristiana invece, vuole che le foglie di agrifoglio, dure e spinose, siano simbolo di forza e difesa dai mali, mentre i suoi frutti di colore rosso sono simbolo di serenità e abbondanza per l’anno nuovo, quindi amici non mi resta che augurarvi:

Buona Fortuna e Buon 2009!


6 commenti Dicembre 28, 2008

Natale è dei bambini ma non è una fiaba

Qual’è il vero Babbo Natale dei tre qui sotto?

LO SONO TUTTI E TRE!  Hanno abiti diversi, hanno nomi diversi ma rappresentano tutti Babbo Natale nei vari paesi del mondo.

Negli Stati Uniti porta un abito rosso fuoco, ornatodi pelliccia bianca, un lungo cappuccio rosso, lucidi stivali neri e viene chiamato in inglese Santa Claus.

In FRancia, invece, è chiamato Pére Noel, ma è completamente diverso dal Babbo Natale americano.  Pére Noel è alto e magro, porta una lunga veste rossa, un cappuccio di pelo bianco e rumorosi zoccoli di legno.

In Svizzera e Olanda vi è Saint Nicolas, egli è vestito come un vescovo con una lunga tonaca bianca.  Porta dolciumi e mandarini ai bambini buoni e soltanto una frusta a quelli cattivi.

La stella che brilla

In cima all’albero di Natale carico di fili d’argento e palline colorate puoi vedere brillare una Stella.  Questa Stella illumina i volti di Gesu’ Bambino, di Maria, di Giuseppe, dei pastori e dei Re Magi.

Queste stelle vogliono simboleggiare la Cometa che guido’ i Re Magi alla grotta di Gesu’.

http://www.noantri.com/wp-content/uploads/2007/12/5719.jpg

NOTTE SANTA

Era la vigilia di Natale e l’organista Franz Gruber si rivolse disperato a Padre Mohr, pastore di una chiesa tedesca:

-Padre Mohr, l’organo si è rotto!  Come faremo?  Avessimo almeno un canto di Natale che si potesse eseguire senza accompagnamento d’organo…! -

Padre Mohr comincio’ subito a scrivere le parole di un nuovo canto.  Poi porto’ all’organista il nuovo testo, perchè componesse la musica e intitolo’ il pezzo “Notte Santa”  conosciuta anche come “Stille Nacht”.

Nacque cosi’ il famoso canto di Natale che quella notte venne eseguito con l’accomapagnamento di una chitarra.

Ora cari bambini non mi resta che augurare a voi e ai vostri genitori e parenti :

BUONE FESTE!!!!!!!

3 commenti Dicembre 19, 2008

Buon Natale col Pandolce genovese

Questo dolce sinonimo delle feste di Natale, non puo’ mancare sulle tavole genovesi ma soprattutto non deve mancare sulla tavola di casa mia in questa ricorrenza!

http://www.calshop.biz/gol_2005-2006/immagini/GIF/natale/278.gif

Ci sono due versioni del pandolce genovese, quello (basso) e quello (alto); a me piacciono entrambi, ma pubblico la versione del pandolce alto, in quanto questa ricetta è di facile   esecuzione e ha tempi meno lunghi.

http://img100.imageshack.us/img100/2725/cornicetta05yb9.gif

Ingredienti:

g. 500 di farina bianca doppio 0

una dose di lievito per dolci, scorza di un limone grattugiato

g. 120 di uva passa,    g.60 di pinoli

g. 60 di cedro candito a dadini piccoli,  g. 160 di burro

g.180 di zucchero

un uovo,      un dl. di vino Marsala

sale e un cucchiaio succo di limone.

Esecuzione

In una tazza grande ammollate l’uvetta con l’acqua tiepida.

Sulla spianatoia ponete la farina, aperta a cratere, dentro la quale mettete lo zucchero, un pizzico di sale, il lievito in polvere, la scorza di limone, l’uvetta, i pinoli e il cedro; mescolate aiutandovi con le mani accuratamente. Ricreate al centro un buco e li’ al centro versate 150 g. di burro fuso, poi l’uovo, un cucchiaio di succo di limone e il vino Marsala, quindi lavorate il tutto prima con una forchetta poi con le mani, fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo ( se necessario, aggiungete pochissima acqua, per intenerirlo).

Arrotondate la massa e adagiatela su una placca da forno, già unta di burro, incidete la superficie disegnando una croce e lasciate lievitare per circa un’ora.

Al termine della lavorazione, raccogliete il composto entro un anello di cartone, formato da una striscia alta almeno 10/12 cm. e fermata da punti metallici. Scaldate il forno ad almeno 200° e cuocete il panettone, per circa 40 minuti. Servitelo tagliato a fette tiepido o freddo, meglio ancora.

pandolce di lillicook

http://www.mercatini-natale.com/mercatino_emergency.html

II mondo ha un occhio solo

Siamo in tanti a non essere stati invitati,
la tavola è pronta ma noi dietro i vetri
guardiamo gli altri ridere e star bene.
Siamo in tanti, in troppi a guardare,
vorremmo essere li, siamo pronti
a star bene e anche a pagare il conto
alla fine, con una mano sul cuore.
Ma chi è che ha chiuso in principio la porta
in faccia a gente buona come noi
cosi buona che non capisce nemmeno le ragioni
che ci proibiscono di entrare e star bene?
Questa festa non è né lunga né tranquilla,
il mondo ha un occhio solo, capite,
e non si divertiranno le donne ben vestite,
non dormiranno in pace gli uomini grassi,
non canteranno le strade ed i bambini
finchè non entreremo anche noi
a ridere insieme, poi a pagare il conto.

( Giovanni Arpino)

http://www.webwards.net/wp-content/uploads/2007/12/auguri_buon_natale.jpg

BUON NATALE  e  FELICE ANNO NUOVO

6 commenti Dicembre 15, 2008

CIMA ripiena alla genovese: “Cimma-pinn-a”

http://www.youtube.com/watch?v=jg3-RNNxayA

La Cima alla genovese è un laborioso piatto che richiede tempo e abilità costituito da una tasca di carne di vitello farcita. Puo’ essere paragonato ad un arrosto ripieno, che invece di essere cotto in tegame viene cotto in brodo.
Il macellaio crea una tasca (taglio di carne preso dalla pancia del vitello) che viene poi riempita dalla massaia   con funghi, piselli, lattuga, uova, formaggio, maggiorana e frattaglie.
E’ una pietanza che nasce come piatto povero, fatto con gli avanzi , che col tempo si è trasformato in una ricca pietanza.
Prettamente natalizia, la Cima  si adatta bene anche alla stagione estiva, essendo un piatto che si serve freddo: la Cima viene servita a fette e se  il giorno dopo avanza, le fette vengono impanate e fritte .
La versione “magra” della Cima, (il ripieno non comprende carne), viene preparata nel Ponente ligure. Tra gli ingredienti, in sostituzione alla carne si possono usare, piselli o fagiolini lessati o carciofi appena sbollentati e tagliati a spicchi sottili, come pure listarelle di carote prelessate e prezzemolo tritato o ancora lattuga ripassata in padella nel burro.

Cuoco

Ricetta classica : Dosi per 8/10 persone.

Ingredienti: per il brodo:   Un Kg. e mezzo di pancetta di vitello, una cipolla, una carota, una costola di sedano, 2 litri di acqua e 4 dadi per brodo.

Ripieno : gr. 50 di burro o olio di oliva extra vergine.  gr.300 fra polpa di vitello a fettine e cervella; ( io adopero soltanto vitella e cervella), ma a piacere si puo’ adoperare animella e schienali.  3 cucchiai di piselli (freschi, surgelati o in scatola),  un cucchiaio di pinoli, gr.20 di funghi secchi ammolati in acqua tiepida,  maggiorana, sale pepe, 3 cucchiai di parmigiano grattugiato, 6 uova intere uno spicchio d’aglio.

Dal macellaio fatevi preparare il pezzo di pancetta di vitello, con già praticata una tasca.   A casa lavate la carne in acqua corrente e lasciatela asciugare.

Rosolate nel burro o nell’olio le fettine di vitello e la cervella, il tutto tagliato a pezzetti.

Tritate vitello, cervella e funghi, mettete il trito in una terrina con i piselli, la maggiorana, l’aglio tritato, i pinoli, sale e pepe, formaggio e le uova sbattute, amalgamate bene e versate questo composto,  (dovrà risultare piuttosto liquido) nella tasca della pancetta,  riempiendola non piu’ di due terzi.  Cucite bene l’apertura con filo incolore.

Mettete le verdure in una capiente pentola con l’acqua e quando questa quasi bollirà unite i dadi e la tasca ripiena.

Un sistema per evitare che la Cima scoppi, è quello di calare la Cima nell’acqua bollente assieme alle verdure, poi spegnere il fuoco, coprire e lasciare riposare per venti minuti.  Riportarla poi a bollore e cuocere a fuoco basso per un paio d’ore, ricordandovi di forare la carne per far respirare il ripieno ed evitare che la tasca, rigonfia si spacchi. Coprite la pentola e lasciate terminare la cottura per altre 2 ore circa.

Sgocciolate la Cima e mettetela a raffreddare fra due piatti con un peso sopra.

Servitela a fette, accompagnata da  un contorno di verdure.

http://www.genova-pasta.com/images/cima%20alla%20genovese.jpg

La CIMA : invitante, di bell’aspetto, digeribile e generosa (regala anche un gustoso e corroborante brodo).

http://www.terrabruga.com/foto/miniature_db/711.jpg

LA CIMA ( Fabrizio de Andrè )  Traduzione:

Ti sveglierai sull’indaco del mattino
quando la luce ha un piede in terra e l’ altro in mare
ti guarderai allo specchio di un tegamino
il cielo si guarderà allo specchio della rugiada
metterai la scopa dritta in un angolo
che se dalla cappa scivola in cucina la strega
a forza di contare le paglie che ci sono
la cima è già piena è già cucita
Cielo sereno terra scura
carne tenera non diventare nera
non ritornare dura
Bel guanciale materasso di ogni ben di Dio
prima di battezzarla nelle erbe aromatiche
con due grossi aghi dritti in punta di piedi
da sopra a sotto svelto la pungerai
aria di luna vecchia di chiarore di nebbia
che il chierico perde la testa e l’asino il sentiero
odore di mare mescolato a maggiorana leggera
cos’altro fare cos’altro dare al cielo
Cielo sereno terra scura
carne tenera non diventare nera
non ritornare dura
e nel nome di Maria
tutti i diavoli da questa pentola
andate via
Poi vengono a prendertela i camerieri
ti lasciano tutto il fumo del tuo mestiere
tocca allo scapolo la prima coltellata
mangiate mangiate non sapete chi vi mangerà
Cielo sereno terra scura
carne tenera non diventare nera
non ritornare dura
e nel nome di Maria
tutti i diavoli da questa pentola
andate via.

Ciao2


8 commenti Dicembre 11, 2008

Le TIGRI alimentano la farmacopea cinese

Qualche tempo fa, lessi un articolo su una rivista di veterinaria,  che denunciava lo sfruttamento di specie selvatiche in Asia.

Nel nord-est della provincia cinese di Heilongjiang, si trova un centro per l’allevamento delle tigri la cui principale attività è rappresentata dal turismo.

I visitatori condotti con jeep, provviste di reti metalliche, possono vedere i felini inseguire, uccidere e disputarsi un bovino vivo, al prezzo di 2,50 dollari (circa 170 euro).

Ovviamente, la liberazione di un fagiano è meno costosa, ma se il volatile riesce a nascondersi nella savana, le tigri rinunciano al suo inseguimento, poichè, cita l’articolo, sono molto ben nutrite, grazie ai 300mila turisti che vengono a visitarle ogni anno. L’allevamento ai suoi inizi contava soltanto 8 tigri siberiane, oggi ne possiede 800 e solo quest’anno ha visto la nascita di un centinaio di nuovi soggetti, un numero impressionante se paragonato a 150 animali di questa specie recensiti negli zoo americani e ai 66 che vivono allo stato selvatico in Cina.

Ai visitatori viene proposto uno spettacolo sanguinario: l’evirazione di un bovino vivo da parte delle tigri, (  è stato diffuso anche su Internet).

Il fatto suscita sospetti sulla sincerità dei responsabili del centro, che dicono di voler reintrodurre in natura 600 animali.

Inoltre questi felini, abituati alla presenza dell’uomo, una volta rilasciati, si avvicinerebbero senz’altro ai villaggi, seminando il terrore nella popolazione, cercando vicino alle case i polli che sono abituati a mangiare. Non solo ma queste tigri, diventate pressochè domestiche, potrebbero difficilmente sopravvivere allo stato selvatico.

Nel 1993 la Cina aveva proibito la commercializzazione di ossa e di altre parti del corpo delle tigri che entrano nella composizione di diversi farmaci della farmacopea nazionale tradizionale, ma ne hanno appena autorizzato nuovamente  l’utilizzo.  In realtà questo commercio non è mai cessato grazie al mercato nero.

Cosi’, in prossimità dell’allevamento, in un luogo proibito ai turisti e ai giornalisti, sono state trovate 200 carcasse congelate di tigri, destinate a diventare farmaci.

Inoltre poco distante dal centro in una fattoria, sono stati scoperti 400 tini di vino, ciascuno dei quali conteneva un’intera carcassa di tigre. A partire da simili “decotti” viene elaborato un “liquore fortificante”, attualmente presente in commercio.

Quanto ho riportato, lascia pensare che questo centro di allevamento abbia il solo scopo di alimentare il commercio di tigri e certo non quello di proteggerle.

La rivista veterinaria informava anche che , durante la conferenza della Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate che appartengono alla fauna e alla flora selvatica (Cites), organizzata a  La Haye (Olanda), lo scorso giugno è stato denunciato il consumo di carne di tigre in alcuni ristoranti.






Tigre siberiana (altaica di tigris di Panthera)

4 commenti Dicembre 10, 2008

Ultimissime: Contro lo stress si puo’ tornare nel pancione!?!?

http://img337.imageshack.us/img337/2429/esaame1zh5.jpg STRESSATI ?

Niente paura ora contro lo stress c’è questo nuovo, miracoloso, innovativo,   “Aggeggio”

Contro lo stress
si torna nel pancione

di Monica Maggi

Arriva la macchina che riproduce l’ambiente uterino: per curare ansia, depressione, panico e fobie

E’ arrivato in Italia il Relaxman, macchinario che riproduce l’ambiente uterino e che aiuta, attraverso il rilassamento, a sciogliere i ‘nodi’ della mente. Già disponibile in Svizzera e in Austria ora è anche da noi.
Il primo e unico esemplare è custodito nelle stanze bianche e accoglienti della Stress Clinic (è chiamata davvero così) Villa Isabella ad Ostuni, la bella ‘città bianca’ della Puglia. Il suo inventore è Giovanni D’Attoma, medico e grande esperto di stress.

http://espresso.repubblica.it/dettaglio-archivio/403261

Ditemi quello che volete, ma a me pare che qui si stia esagerando!

Dopo i massaggi dell’anima (Ayurveda), lo Yoga, discipline orientali,  cure omeopatiche e  chi piu’ ne ha piu’ ne metta, per contrastare lo stress, ora c’è anche chi si è inventato questo macchinario!

Siamo tutti stressati.  Vorrei vedere che non lo fossimo, con questa vita disordinata, movimentata, urgente e caotica che conduciamo ormai un po’ tutti.

E poi,  giustappunto,  chi trova il tempo di seguire una terapia con massaggi orientali o altre infallibili  “cure moderne”;  senza contare, che poche persone possono permettersi    per ragioni economiche, di seguire discipline o  cure costose ?

Continuiamo a correre, correre e correre, senza mai fermarci un minuto, a riflettere un poco su chi siamo e dove vogliamo  andare o crediamo di andare.

Comunque, a mio parere, “contro il logorio della vita moderna” (come dice una vecchia pubblicità),  una cosa si puo’ fare,  ed è questa:

S I L E N Z I O!

Il SILENZIO è prezioso gente,   pare davvero di tornare nella pancia della mamma, quando nuotavamo tranquilli e beati nelle sue ACQUE e sentivamo i rumori del mondo ovattati e lontani.

Per contrastare lo stress,  bisogna soltanto aspettare che passi, ma  soprattutto….

ACQUA IN BOCCA ! SCcccccccccc………..

Zitti zitti per favore, solo per alcune ore.

7 commenti Dicembre 5, 2008

Buon Compleanno ad una Amica d’infanzia

UN SORRISO,una canzone e un fiore per augurarti….

BUON COMPLEANNO !!!!  e BUONA FORTUNA!!!

http://it.youtube.com/watch?v=Pygqt0uwnuc

Add comment Dicembre 4, 2008

Ricette liguri: Pesce Spada “accomodato”

La cucina regionale italiana è una fonte inesauribile di ricette che rispecchiano il clima, il carattere, i costumi, addirittura, in alcune regioni abbiamo ricette  gastronomiche che si “assomigliano”.  Questo si deve sicuramente alle varie influenze di popoli dominatori che si sono avute nel corso dei secoli nel nostro Paese.

Sotto suggerimento di Caravaggio, una simpatica e brava blogger che ho avuto il piacere di incontrare visitando il blog di Placidasignora , oggi pubblico una ricetta che solitamente  nella gastronomia ligure tradizionale  si prepara con lo stoccafisso, ma che la mia mamma cucinava, a volte, nella versione meno tradizionale con un altro tipo di pesce tipico di una regione ( anzi di un’isola) lontana dalla Liguria, ma abitata da “gente di mare”come la mia. Questo paese è la Sicilia ed il pesce è il Pesce Spada.

Pesce spada “accomodato”

http://www.ismea.it/flex/images/D.98af1616f5581cbeabf7/pesce_spada.jpg

Ingredienti: 600 gr. di pesce spada,  1 cipolla,  2 cucchiai di pinoli, 350 pomodori maturi o  pomodori pelati, 400gr. patate,  3 cucchiai di capperi,  15 olive verdi,  1 bicchiere vino bianco secco, alcune foglie di basilico, sale e pepe,  un ciuffetto di basilico,  5 cucchiai olio extravergine.

Esecuzione: In un capiente tegame far rosolare la cipolla, tritata fine, assieme ai pinoli, in abbondante olio, aggiungere la polpa di pomodoro maturo, le olive e i capperi dissalati.  Cuocere per una ventina di minuti, finchè tutto sarà amalgamato.  Aggiungere poi il pesce spada a tocchi e bagnare con vino bianco secco, lasciar sfumare e cuocere per altri 10 minuti.   A parte si saranno lessate 3 patate tagliate a fette spesse, che si aggiungeranno all’intingolo di pesce spada insieme ad un ciuffo di basilico sminuzzato.  Fare poi amalgamare il tutto per qualche altro minuto e servire caldo.


http://www.griffini.lo.it/laScuola/prodotti/energia/UN%20MONDO%20SQUILIBRATO/immagini/mondo.JPG

Mi farebbe piacere scambiare informazioni e curiosità sulla gastronomia italiana  regionale e perché no, pure su quella Internazionale!

C’è tanto ancora, da vedere e conoscere  dal e nel Mondo amici!

5 commenti Dicembre 3, 2008

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