Archivio per Gennaio 2009




Tutto (o quasi) sulle PATATE

La patata è l’alimento piu’ diffuso al mondo (dopo mais, grano e riso) e certamente il  piu’ versatile: si puo’ friggere, bollire, arrostire, macinare…..

Pur essendo un cibo umile, ha rivoluzionato la storia quanto la scoperta del ferro (dichiarazione dell’economista tedesco Friedrich Engels).   L’aumento della popolazione mondiale del 1700 e del 1800 è stato merito suo: era l’alimento di chi non poteva comprare il PANE.

La patata apparve 8000 anni fa sulle rive del lago Titicaca, tra il Peru’ e la Bolivia, ma giunse in Europa soltanto nel 1500 sulle navi dei “conquistadores” spagnoli.

Dal punto di vista botanico la patata è una pianta delle Solacee, famiglia a cui appartengono anche il tabacco, la melanzana, il pomodoro, il peperone.

Cresce quasi ovunque, dai climi subtropicali a quelli continentali, freddi o mediterranei; ha 7500 varietà:( Agata, arinda, desirèe, monalisa, spunta,novella, imola liseta, timate, adora, kuroda, primura…..),  si conserva per sei mesi senza bisogno del freezer, è commestibile fino all’85% (contro il 50% dei cereali), si coltiva in poca terra ma soprattutto è buona e nutriente.

Qualche curiosità sulle patate:

.  Perché  le patate fritte risultino ben croccanti, si devono sciacquare ripetutamente in acqua fredda e asciugarle bene prima di immergerle nell’olio bollente.  In questo modo si elimina l’amido superficiale che impedisce alle patate di risultare croccanti.

La patata inoltre è una pianta medicinale, è un cosmetico, un diserbante, uno  smacchiatore e tanto altro ancora; insomma una specie di pianta magica capace di togliere la nausea in gravidanza, di deodorare le ascelle, di pulire l’argenteria.

Per esempio, una fetta cruda applicata sopra una scottatura per 15/20 minuti, lenisce il dolore.

Con lo stesso sistema è possibile togliere il fastidio e il rossore delle punture di zanzare.  Sempre cruda la patata toglie la nausea in gravidanza: basta masticarne un pezzetto.  E ancora: poichè nella buccia si nasconde una sostanza che riduce la glicemia, (il caiapo), mangiarne un po’ è un ottimo coadiuvante contro il diabete

Come sgrassatore la patata è un portento: per le macchie di spinaci occorre strofinarla cruda sulla stoffa, prima di lavare il capo con detersivo e acqua calda.   Per le macchie di grasso serve invece la fecola: cospargendone un po’ sulla macchia e lasciandola agire per qualche minuto, assorbe il grasso. Pulire l’argenteria diventa semplicissimo se la si immerge nell’acqua di cottura delle patate.                                                                                                          Gli aloni lucidi che a volte compaiono sul tessuto quando si stira?  Possono essere eliminati strofinandoci sopra un pezzetto di patata.  Il segreto per pulire una bottiglia? Riempirla di pezzetti di patata cruda, insieme ad un cucchiaio di sale grosso e a un po’ di acqua, e poi  shakerare il tutto.              Per chi soffre di sudorazione eccessiva ma odia i deodoranti, la patata è l’ideale: basta passare sotto le ascelle una mezza patata cruda.

.  Lo sapete chi ha inventato le patatine  fritte?

Fu un cuoco indio-americano  George Crum, in una sera d’estate del 1853, per fare un dispetto ad un cliente troppo esigente del Moon Lake, il ristorante di lusso di Saratoga Springs (New York), dove lo chef  lavorava.  Quella sera Cornelius Vanderbit, magnate delle ferrovie, aveva rimandato indietro per ben tre volte un piatto di “french fries” (quelle tipiche dei fast food di oggi), perchè non erano abbastanza sottili per il suo palato. Esasperato Crum decise allora di vendicarsi;  taglio’ le patate in fette sottilissime in modo che una volta fritte sarebbero state cosi’ dure da non poter essere mangiate.     Non fu cosi’:  Vanderbit  rimase entusiasta della ricetta e il piatto divenne una specialità del ristorante.   Qualche anno dopo Crum apri’ un ristorante che offriva ad ogni tavolo un cesto di patatine fritte.   Ma non brevetto’ mai la ricetta, che rimase quindi alla mercè di chi poi la commercializzo’ in tutto il mondo.  In particolare  nel 1920 una ditta californiana la Scudders, apri’ la strada al consumo di massa, inventando i tipici sacchetti per patatine  fritte, studiati per preservare freschezza e croccantezza.

http://ecx.images-amazon.com/images/I/51PGPAJ0E6L._SL500_AA240_.jpg

E per finire in bellezza, eccovi una buona, veloce, semplice ricetta  da preparare con questo nostro “rivoluzionario” tubero.

Patate lesse al burro con acciughe: Un kg. patate lesse, gr.50 burro, 2 cucchiai di olio evo, 5 acciughe salate, prezzemolo tritato.

Tagliate le patate lesse a fette, Sciogliere in un tegame il burro e l’olio e stemperarvi le acciughe dissalate, unire le patate saltare il tutto per 15 minuti.  Spolverizzare in ultimo il prezzemolo tritato e servire caldo.

FIORI DI PATATA

Per saperne di piu’ :
www.potato2008.org (il sito dell’anno internazionale della patata)

4 commenti Gennaio 28, 2009

27 Gennaio 2009 giornata della memoria

Moravia  disse una  saggia verità:

ATTENTI,   L’ ORRORE  NON BASTA!!!!!!

4 commenti Gennaio 27, 2009

Sapori d’inverno: minestrone genovese

Il minestrone genovese è quanto di piu’ vero e popolare possa portare in tavola la Liguria, soprattutto in primavera, con il trionfo di verdure fresche.

Il minestrone genovese è il legante sociale, la vivanda che accomuna le amicizie fiorite attorno a un tavolo.  E poi profuma come nessun altro di basilico e di pesto.

Ingredienti per 6 persone.

400 gr.di pasta,( ideali sono i vermicelli, spaghetti piu’ grossi frantumati) – 2 zucchine affettate – una melanzana piccola tagliata a dadini – mezzo cavolo cappuccio tagliato a listarelle -  gr.60 di fagiolini spezzati,  gr.150 fagioli borlotti freschi o in scatola — una patata -  2/3 cucchiai di pesto genovese.

Mettete sul fuoco la pentola, versatevi 3 litri di acqua fredda salata poi tuffatevi le verdure  lavate e tagliate a tocchetti compresa la polpa di pomodoro sminuzzata con le dita. Regolate di sale e lasciate cuocere, a fuoco lento con la pentola incoperchiata, per circa 2 ore.

Appena le verdure saranno cotte ( io le schiaccio grossolanamente con la forchetta), tuffate nella pentola la pasta e dopo circa 15 minuti, un attimo prima di portare in tavola, aggiungete il pesto (perché , conservi colore e fragranza di profumo), mescolate piu’ volte e servite il minestrone caldo.

Molti, in verità lo preferiscono tiepido; altri ancora, soprattutto in estate, freddo perchè piu’ cremoso.

Varianti : tra le verdure si usano pure  zucca gialla tagliata a cubetti, foglie di borragine tagliate a listarelle o una manciatina di foglie di spinaci.

Invece dei vermicelli c’è chi preferisce usare tagliatelle, ditaloni lisci, o riso.

Minestrone con il pesto alla genovese :  fragranza di profumi!

http://images.surlatable.com/surlatable/images/en_US/local/products/detail/AB_minestroneconpesto.jpg

5 commenti Gennaio 16, 2009

Frittelle di ciliegine per Carnevale

Anche quest’anno per Carnevale ci sarà in tutta Italia un tripudio di feste, colori, allegre maschere e golosissimi dolci rigorosamente fritti come le famose chiacchiere,  che nelle varie regioni italiane prendono il nome di frappe, cenci, bugie, lattughe…..

Di certo, come di consueto preparerò le mie famose bugie senza burro, ma sfogliando una vecchia rivista di cucina ho scoperto una ricetta di un dolcetto sfizioso e oserei dire originale che è questa piu’ sotto, che ne dite, ci proviamo?

Frittelle di ciliegine

Ingredienti per 4 persone. 280 g. di Ciliegine per cocktail al maraschino, sgocciolate;  200g. farina bianca,   150 g.latte  2 uova,  lievito per dolci,  zucchero semolato, olio di semi,  sale.

In una ciotola amalgamate ai tuorli (non gettate gli albumi) la farina setacciata, quindi diluite con il latte.

Incorporate un cucchiaino di lievito, un cucchiaio d’olio, infine un albume montato a neve con un pizzico di sale. Sgocciolate le ciliegine dal loro liquido, asciugatele con carta da cucina e immergetele poche alla volta nella pastella ottenuta.

Prelevate le ciliegine con abbondante pastella poi friggetele nell’olio;  sgocciolatele e passatele nello zucchero semolato.

Nel frattempo, mentre vi cimentate con padella e olio per friggere, ascoltate questa bella canzone di Vecchioni sul CARNIVAL!

8 commenti Gennaio 15, 2009

Lazio: Sutri la cavalcata di S. Antonio

Nel Lazio al confine con Toscana e Umbria, esiste un’antica cittadina che da anni mantiene viva una tradizione popolare, il paese è Sutri e la festa è la cavalcata di Sant’Antonio abate, patrono degli anziani, degli allevatori, dei contadini, degli animali, dei vigili del fuoco e dei becchini.

La festa comincia il 16 gennaio con una processione e culmina il 17 quando le “cavallerie” sfilano per il paese.  Il corteo al festoso grido di : “Evviva Sant’Antonio”, attraversa il centro storico, arriva in piazza del comune dove viene benedetto lo stendardo.

Chiunque, purchè possessore di un cavallo, puo’ partecipare alla sfilata e recarsi in casa dei due “festaroli”, il vecchio e il nuovo custode dello stendardo, per bere un bicchiere di vino.

La festa si chiude il 24 gennaio, quando i cavalieri delle due confraternite danno vita alla  “Corsa della stella”. La gara in via della Stazione,  consiste nel colpire un bersaglio circolare a punti, con una lancia su un cavallo in corsa.

Figura molto popolare, Sant’Antonio ha da sempre catturato la curiosità a cominciare dalle raffigurazioni. Viene spesso ritratto insieme ad un maialino, c’è chi sostiene che l’animale veniva allevato dai monaci per ricavarne il lardo usato come medicamento dell’ herpes zoster, conosciuto come il “fuoco di Sant’Antonio”.

Tra le leggende che riguardano Sutri c’è quella che la vuole fondata dal dio Saturno, riprodotto nello stemma cittadino.

Un’altra favola popolare racconta che l’eroico paladino Orlando era originario di questa zona.

In ogni caso Sutri merita una visita anche per vedere il Mitreo, detto “chiesetta di Santa Maria del parto”.  E’ una tomba etrusca trasformata in luogo di culto con tre navate scavate nel tufo.

A fianco la necropoli monumentale, con tombe rupestri preistoriche, etrusche (tra queste la cossidetta  “grotta di Orlando”).

Nel centro storico si possono vedere la Cattedrale, le due torri medioevali dei Fortebracci e degli Arragiati.

Nel borgo di Sutri si possono acquistare terracotte e ceramiche dalle forme caratteristiche, come la “ciotola sutrina”, originale contenitore della “sagra del fagiolo”, che nella varietà  “Regina”,  è il prodotto piu’ tipico di questa terra, insieme a nocciole, formaggi, funghi e vino.  Quest’ultimo lo si puo’ assaggiare nelle tipiche frasche, locali dove i produttori mettono in vendita il loro nettare.

EOS_04920_18_19_tonemapped da mr_lollosecondo - Strictly no Photoshop!.

4 commenti Gennaio 9, 2009

Liguria: Triora, dove un tempo abitavano le streghe

Vista dal basso è solo uno sperone di roccia con ripidi sentieri tagliati nel poco spazio disponibile.

Quando si ci avvicina pero’ il borgo ligure di Triora rivela edifici antichi dai muri di pietra e tetti di ardesia.

L’aria tersa, i vicoli,  le scalinate e gli stemmi sui portici le conferiscono un’atmosfera quasi incantata, dove tutto parla ancora di magia.

Triora è ricca di storia, è nota infatti per un processo alle streghe che si svolse tra il 1587 e il 1589.  Trecento donne furono interrogate dagli inquisitori della vicina Albenga, 50 di loro vennero torturate e alcune morirono per gli stenti.

Le condanne, mai eseguite perchè rischiavano di coinvolgere anche alcune nobildonne del luogo, si basavano su incredibili capi d’accusa: le “baggiue” (nome che si dava alle fattucchiere liguri), erano sospettate di aver procurato “pestilenze et morbi”, di giocare a palla con i neonati, di organizzare riti orgiastici insieme a Lucifero.

I luoghi dei loro Sabba esistono tuttora; si riunivano davanti alla fortezza della Cabotina, dove una lapide ricorda queste cronache efferate, alla fontana Soprana e nelle vicinanze di Porta Sottana, una delle sette porte da cui si accedeva al paese.

Nel Museo di Triora sono conservati i verbali delle confessioni estorte.

In mostra anche gli oggetti della vita quotidiana medioevale e della medicina popolare che non di rado veniva esercitata proprio dalle donne accusate di stregoneria.

Entrando in paese una targa antica avverte:

- Chi qui soggiorna acquista quel che perde-  frase che sottolinea il clima mite e la bellezza dell’ampia vallata del torrente Argentina.

Tra vicoli, archi e logge di Triora si possono ammirare la Collegiata dell’Assunta,  che attraversa tutta la storia di Triora dall’epoca romana fino ai rimaneggiamenti del secolo scorso.;  L’oratorio di San Giovanni, che poggia su dodici colonne;  la fortezza di San Dalmazio, del 1200.

Nei negozi d’ artigianato si possono acquistare le bambole vestite di nero con il cappellone da strega.

Meritano anche di una visita due frazioni di Triora:  Realdo, un borgo affacciato su uno strapiombo, dove gli anziani parlano ancora il provenzale, e Loreto famoso per un ponte sospeso tra cupe pareti di roccia, sulle quali i giovani del luogo improvvisano scalate e gare di coraggio.

Triora 032 da lorenzo_t.

1 commento Gennaio 6, 2009

GRANDE FABER! Palazzo Ducale (Genova)

FABRIZIO  DE  ANDRE’

http://www.alcorngallery.com/MMM/images/FabrizioDeAndre_v.1.jpg

A dieci anni dalla scomparsa del suo concittadino Fabrizio De Andre’,    attraverso una grande mostra a Palazzo Ducale dal 31 dicembre fino al 3 maggio,  Genova rende omaggio ad uno dei più grandi cantautori della storia della canzone italiana.

PALAZZO DUCALE   Genova

Le sue canzoni sono un connubio perfetto fra musica e parole.

IL suo modo di scrivere ha appassionato ed incantato intere generazioni.

Faber  era geniale e semplice  allo stesso tempo!

A noi fortunatamente e per sempre, resta le sua immensa  ed indelebile opera.

SEMPLICE

GENIALE

http://www.viadelcampo.com/assets/images/la_chitarra_lucio4.jpg

3 commenti Gennaio 4, 2009

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