Archivio per Marzo 2009
Il canto di una nuova sirena: Face Book
Mi ha rapito il canto di una nuova sirena , all’inizio non mi piaceva l’idea di iscrivermi su Face Book, ma si dà il fatto che sono curiosa come una scimmia e alla fine ci sono entrata anch’io.
E volete sapere la mia impressione anche se è poco tempo che lo frequento?
Secondo me su Face Book è tutto molto superficiale, preferisco il Blog è molto piu’ interattivo, con alcuni blogger si è creato anche uno scambio virtuale di idee che mi fa pensare di conoscerli molto bene.
Pertanto non lascero’ il mio Blog , nemmeno per tutto l’oro del mondo;
Face Book è soltanto un grande gioco, nulla di piu’.

5 commenti Marzo 25, 2009
Son tornate le Rondini!

Sono tornate, sono tornate le mie rondini!
Dico mie, perchè lessi un articolo su questi uccelli tempo fa che spiegava che queste arrivano, da lontanissimo, “in loco”.
Ogni rondine sa ritornare esattamente alla sua casa, al suo cornicione, al suo nido.
L’ultimo tratto del lungo viaggio e’ un tragitto speciale guidato da piccoli segni che ogni individuo ha trattenuto dentro di se’. Tante rondini tante memorie. Ogni individuo, nel suo capino, ha scritto punti di riferimento diversi, ha un bersaglio, un’attesa diversa (quel nido la’, precisamente sotto quel cornicione ….)
Quindi sono proprio le mie rondini a tornare ogni primavera, sotto al mio tetto!
Ho letto che i romani già dai tempi di Plinio avevano scoperto questo fatto marcando con nastrini colorati gli individui, verificandone il ritorno personalizzato. Cosi’, per queste sue capacita’, la rondine diviene simbolo di fedelta’ alla casa.
La cosa simpatica inoltre, è che in primavera sotto al mio tetto ci vivono le rondini, e quando queste migrano al posto loro arrivano i passeri!
Insomma con orgoglio, posso davvero dire che il mio tetto è molto vissuto!
C’è che si lamenta perchè le rondini con i loro escrementi sporcano parecchio i balconi, è vero, ma in cambio danno allegria, gioia e mangiano un sacco di insetti , tipo le fastidiose zanzare, dici niente?
1 commento Marzo 25, 2009
Un piccolo grande cibo: l’UOVO
- Le uova sono un alimento completo, versatile ed economico;
- con le uova si possono preparare innumerevoli ricette nuove e tradizionali: dalle classiche omellettes e tortini ai dolci e dessert.
- E’ poi da sfatare la credenza che le uova possiedano troppo colesterolo : il nostro organismo ne produce da sé piu’ di quanto ne contiene un uovo, basta non consumarne piu’ di due ogni settimana, certamente chi soffre di calcoli alla cistifellea deve fare attenzione perchè i lipidi delle uova stimolano la produzione di un ormone che puo’ provocare coliche biliari.
- Le uova in commercio sono selezionate e confezionate secondo il peso e la taglia. Esistono 4 calibri contrassegnati dalle seguenti lettere in evidenza sulla confezione:
- S (small), M (medium), L (large), XL (extra large).
- Le uova piu’ grosse sono adatte per essere fatte al piatto, al tegamino, sode e in camicia, le medie in cocotte, le piccole per frittate e creme.
L’ uovo in cucina puo’ essere il protagonista assoluto oppure il jolly che ci salva da improvvise visite di ospiti.
Ed ora due ricette facili facili (come bere un uovo, tanto per rimanere in tema) la prima è una frittata (al forno) e l’altra è un delizioso e tentatore, dessert.
FRITTATA SOFFIATA al forno. (Dose per 4 persone)
Ingredienti :6 UOVA, sale e pepe, 70 gr. parmigiano grattugiato, un cucchiaio di birra, 100 gr. prosciutto cotto, 30 gr. di burro.
Rompete le uova, separando i tuorli dagli albumi; mettete i primi in un piatto fondo, unitevi prima sale e pepe, poi il parmigiano e sbattete con una forchetta. Diluite con un cucchiaio di birra e aggiungete il prosciutto tritato molto finemente. Montate a neve densissima i 4 albumi e incorporateli al composto, mescolando con delicatezza. Imburrate una larga pirofila rotonda (o foderatela con carta da forno), versatevi il composto preparato e introducete in forno a calore medio, lasciando cuocere la frittata per 15 minuti. Potete servire nel recipiente stesso di cottura.
ZABAIONE con frutta e biscottini.
Ingredienti : 8 tuorli – 8 cucchiai di marsala (o vino bianco secco) – 8 cucchiai di zucchero – Spumante brut- frutta fresca e biscottini “lingue di gatto” ( per guarnire)
In una terrina mescolate, con la frusta (o con l’apposito accessorio del mixer) le uova, il marsala, lo zucchero e una coppa di Spumante Brut, sino ad amalgamare perfettamente gli ingredienti.
Travasare il composto in una casseruola che deporrete in un capace recipiente con acqua, per cuocere a bagnomaria.
Fate cuocere 10 minuti circa, quindi servite guarnendo ciascuna coppetta con rotelle di banana o kiwi ( o altra frutta a piacere) e biscottini da inzuppare. (suggerisco le “lingue di gatto”)

3 commenti Marzo 23, 2009
ricette “Torta d’erbi” focaccia tipica di Pontremoli

P O N T R E M O L I
La Lunigiana, una delle regioni gastronomiche più antiche d’Italia, vanta specialità culinarie che sono il frutto dell’unione tra popoli e tradizioni diverse.
Uno dei piatti prelibati della tradizione culinaria di questo territorio è la famosa “torta d’erbi” di Pontremoli, una gustosa focaccia ripiena di spinaci o bietole.
Pubblico la ricetta della “torta d’erbi” perchè Pontremoli è il luogo di provenienza dei miei nonni e anche perchè una cara amica blogger , Marcella di zenzero2.blogspot.com/ mi ha detto che in una sua visita in Lunigiana ha avuto l’opportunità di assaggiare questa focaccia della quale pero’ non ricorda il nome, quindi, ecco a voi e a te cara Marcella la ricetta della:
TORTA d’ ERBI pontremolese.
Ingredienti: Un kg. spinaci o bietole oppure una confezione da gr. 450 di spinaci surgelati o bietole – gr. 100 di lardo pestato – 2 spicchi d’aglio e una manciata di prezzemolo tritati – gr. 100 di parmigiano reggiano grattugiato – gr. 300 di farina bianca – gr. 150 di burro – sale e pepe
Lavate accuratamente gli spinaci, lessateli con l’acqua che rimane loro aderente e con poco sale.
Scolateli, strizzateli e tritateli grossolanamente. Sciogliete in un tegame gr. 80 di lardo, imbiondite il trito di prezzemolo e aglio, aggiungete gli spinaci e fateli insaporire. Togliete dal fuoco e mescolatevi il formaggio grattugiato.
Per la pasta (brisé) : impastate la farina con 50gr. di burro, due o tre cucchiaiate di olio e un grosso pizzico di sale, unendo acqua tiepida sufficiente ad ottenere un impasto di media consistenza.
Dopo averla fatta riposare tiratela sottile con il mattarello e ritagliatene due dischi, uno piu’ grande dell’altro. Ungete una tortiera bassa di circa cm. 28 di diametro, foderate fondo e pareti con il disco piu’ grande, riempitelo col ripieno preparato e coprite il tutto con l’altro disco: chiudete il bordo premendo tutt’attorno con i rebbi di una forchetta.
Cuocete in forno a 200 gradi per circa tre quarti d’ora. Una decina di minuti prima di togliere dal forno la “torta d’erbi”, passate sulla superficie il lardo rimasto, tritato con un pezzettino d’aglio.
Variante: se lo desiderate, il ripieno lo potete preparare aggiungendo, un paio d’uova sbattute a frittata.

3 commenti Marzo 20, 2009
Meme : le 5 cose di cui non posso fare a meno
Buongiorno a tutti/e, eccomi qua a partecipare al simpatico meme al quale la cara amica Anna righeblu ideeweekend mi ha invitato e proposto, il tema del meme è :
Le 5 cose di cui non posso fare a meno
Allora vediamo un po’ :
1) La musica
2) i libri
3) il sorriso dei bambini
4) l’amore e la compagnia dei miei gatti e cane
5) i miei “preziosissimi” OCCHIALI da VISTA
Ora passo questo compito a chi visita o visiterà questo blog e avrà voglia di cimentarsi in questa simpatica “impresa”.
6 commenti Marzo 17, 2009
Favola di nonna Lice: Aquilino, figlio di pescatori
Tanto tempo fa in un villaggio in riva al fiume viveva una coppia di poveri pescatori con una dozzina di figlioli. Per sfamare la famiglia il babbo andava a pescare tutti i giorni e ogni giorno si portava appresso uno dei suoi figli. Una mattina scelse il suo bimbo più piccolo, di nome Aquilino. Il bambino non se lo fece ripetere due volte e in un battibaleno fu pronto. Arrivati al fiume, il babbo si mise a pescare raccomandando al figlio di non allontanarsi troppo. Aquilino cercò sassolini colorati lì vicino. Poco distante raccolse anche dei bastoncini di legno con i quali fece tante piccole croci che allineò sul greto.
Passò di lì un Orco che gli domandò:
“Che cosa combini con quelle croci? Buttale subito, altrimenti ti mangio!”
“Non ci penso proprio” rispose il bimbo.
L’Orco gli si buttò contro per stritolarlo tra le zampe, ma dal cielo scese un angelo che prese il bimbo tra le sue braccia e via…. lo portò su in alto, oltre le nuvole.
L’angelo Salvatore (così si chiamava) accompagnò Aquilino nella casa della Madonna che lo accolse con grande gioia e lo tenne con sé. I giorni, i mesi e gli anni passarono in fretta e Aquilino si fece grande e un giorno gli venne nostalgia della sua famiglia terrena. Chiese alla Madonna di riabbracciare i suoi cari e lei un po’ a malincuore acconsentì. Si fece però promettere che sarebbe tornato. Per non farsi dimenticare, gli mise al dito il suo anello di pietra marina, dicendogli:
“Ogni volta che poserai lo sguardo sull’anello, ti ricorderai della tua mamma in cielo.”
E Aquilino volò verso la terra sulle ali dell’angelo Salvatore.
Raggiunse poi di corsa casa sua e bussò alla porta. Gli venne ad aprire la mamma che non lo riconobbe, perchè si era fatto un bel ragazzo. Lo scambiò per un venditore porta a porta e gli disse:
“Grazie, ma non compro nulla.”
Aquilino si fece riconoscere e tra baci e abbracci raccontò la sua avventura.
Nei giorni che seguirono comprò per la sua famiglia tutto ciò che mancava: cibo, lavatrice, televisore, perfino un computer.
Trascorse così un mese di grande gioia. Un mattino, mentre si stiracchiava, lo sguardo gli andò dritto all’anello donatogli dalla Madonna. In un attimo Aquilino seppe che cosa doveva fare. Disse ai suoi che sarebbe tornato presto e corse al fiume.
Trovò l’angelo Salvatore che già da tempo lo aspettava sulla riva. Sulle sue ali salì in cielo. Scoprì che la Madonna si era messa a letto malata perché temeva che non sarebbe più tornato. Si avvicinò al letto e afferrò un lembo del lenzuolo. La Madonna riconobbe il suo anello e si rianimò.
“Non mi hai scordata, caro figlio mio” gli disse abbracciandolo. Da quel giorno Aquilino fa la spola tra il cielo e la terra perché ha due famiglie che gli vogliono tanto bene: una famiglia lassù e un’altra quaggiù.

La favola di “nonna Lice” la trovate anche sul sito di http://www.aquilino.biz
Aquilino è un poliedrico e valente autore di letteratura per ragazzi e tanto altro ancora, andate a visitare il suo interessante sito, vi piacerà.
6 commenti Marzo 10, 2009
8 Marzo 2009: Piccole DONNE (non crescono)
Forse le bambine del Terzo Mondo sono figlie di un Dio minore?
Uno scioccante rapporto dell’Unicef documenta che ogni giorno una moltitudine di bambine in Africa, Asia, Medio Oriente, Cina vengono uccise prima della nascita solo perchè sono femmine.
Altre muoiono di stenti e di malattia perché cibo e cure (insufficienti per tutti) sono destinati ai maschi.
Alcune perdono la vita a causa di infezioni provocate dalle mutilazioni ai genitali, praticate per seguire tradizioni millenarie.
Altre stroncate da una gravidanza troppo dura da sopportare a 12-13 ANNI.
Ho letto che in un ospedale della città indiana di Bombay su circa 8000 interruzioni volontarie di gravidanza 7999 riguardano feti di sesso femminile. In India questa pratica è talmente estesa che su alcuni quotidiani locali sono apparsi annunci che suonano cosi’:
-Spendi 600 rupie oggi, ne risparmierai 50 mila piu’ tardi-.
Non sono consigli per gli acquisti, ma pubblicizzano cliniche private che praticano l’aborto: 600 rupie è il costo dell’operazione, 50 mila quello di una dote!
Ciò che accade in India si ripete in Cina.
In Pakistan uno studio del 2006 rivela che il 71 per cento dei bambini sotto i due anni ricoverati in ospedale sono maschi: le femmine se si ammalano ricevono meno cure.
Le bambine del Terzo mondo smettono di essere tali molto presto, non ricevono nessun tipo di attenzione fino al punto di essere dimenticate dalle loro stesse madri, quando nasce loro un altro figlio.
Ora, a titolo del tutto personale, mi sembra quantomeno assurdo pensare all’8 Marzo come ad un giorno di festa.
Quindi concludo offrendo un pensiero ed un saluto a tutte le donne, x un 8 marzo di riflessione e di speranza in un mondo migliore, in un mondo di pace con la saggezza e l’intelligenza di tante donne preparate a cambiare l’ipocrisia e l’insicurezza di questi nostri giorni così imperfetti e limitati…
PROVERBI dal Terzo Mondo
Quando le formiche uniscono le loro bocche possono trasportare un elefante. ( Proverbio africano)
La terra produce il grano. Ma l’uomo produce il sogno del grano, è il sogno che consente il realizzarsi delle cose. (Proverbio indiano)
La sola cosa necessaria, per la tranquillità del mondo, è che ogni bambino possa crescere felice. (Proverbio congolese)
Questo Pianeta non ci è stato regalato dai nostri progenitori: esso ci è stato prestato per i nostri figli. (Masai)

3 commenti Marzo 7, 2009
L’ORTICA in Cucina
In una delle mie tante piacevoli passeggiate in campagna, in compagnia della mia adorata cagnola Muna, ho raccolto un bel po’ di tenera e verde ortica, munita di guanti di gomma ovviamente, quando sono a spasso con Muna li ho sempre in borsa e lascio a voi dedurre il motivo………..
L’ortica è una pianta che nasce spontanea ovunque, la primavera è il momento migliore per cominciare a raccogliere le cime d’ortica e le foglioline più giovani.
IN CUCINA: L’ortica è usata in cucina da sempre: si può lessare, aggiungere a minestre o frittate, cuocere con il riso, o aggiungere alle patate per preparare deliziosi gnocchi.
Nel passato l’ortica veniva usata come mangime per galline, conigli e mucche.
L’ortica ha proprietà diuretiche, digestive e depurative e per eliminarne le proprietà “urticanti” bastano il calore o 12 ore di essicazione.
Tutto quello che so su questa pianta, lo devo alla mia nonna paterna, nata nella meravigliosa campagna della Lunigiana, grande conoscitrice della maggior parte di erbe che crescono spontanee nei nostri boschi e campagne.
Nonna Lice ( sì, quella delle favole) diceva che il potere urticante di questa pianta è meno forte dopo la pioggia e nelle ore di maggior sole, se poi si raccolgono le cimette non ancora fiorite queste non pungono affatto.
Dopo tutte queste rimembranze e notizie sulle ortiche, che ne dite di passare al sodo? Eccovi dunque qualche buona e semplice ricetta da preparare con questa pianta dalla peluria pungente.
Gnocchi alla salsa di ortiche.
Ingredienti per 4 persone:
gnocchi di patate gr. 500,
Per la salsa:50 gr. di cipolla affettata, 150gr. di foglioline o cimette d’ortica, 50gr. brodo vegetale, 1o gr. olio evo, sale e pepe.
Lavate in abbondante acqua e bicarbonato le foglioline di ortica, asciugatele con cura. In una padella rosolate la cipolla per pochi minuti e aggiungete le foglie di ortica, continuate la cottura per 2/3 minuti ancora, unite la panna e il brodo e lasciate cuocere per altri pochi minuti.
Togliete dal fuoco e frullate il tutto.
Passate il composto attraverso un colino, otterrete una crema liscia e omogenea. Regolate di sale e pepe.
Con questa crema condite gli gnocchi o qualsiasi altro formato di pasta scegliate e buon appetito!
Insalata (energetica) di ORTICHE e spinaci.
Scottare leggermente mezzo kg. tra spinaci e ortiche in poca acqua e condire a piacere, oppure con olio, limone e sale.

Attenzione! Non usare in cucina piante di ortica irrorate da erbicidi o fertilizzanti. Raccogliere solo piante lontane dalle strade. Lavarle molto bene prima dell’uso. Si consiglia l’uso di guanti per la raccolta e il lavaggio. Raccogliere solo i germogli più teneri che, una volta sbollentati, perdono il loro potere urticante. Evitare di far finire in pentola i semi perché hanno azione purgativa.

Campagna della Lunigiana e fiume Magra
2 commenti Marzo 5, 2009



