Archivio per Aprile 2009




Buon Compleanno Fabrizio!

Filastrocca dei  7 colori dell’arcobaleno.

C’era una volta un paese lontano

dove i colori si davan la mano.

Tra tutti il rosso era il più piccolino

e l’arancione gli stava vicino.


Rideva forte il giallo brillante

e il verde, vicino, parlava alle piante.

Alti nel cielo l’azzurro ed il blu

guardavan la Terra e stavan lassù.


Più grande e più scuro di tutti era il viola,

ma i sette sembravano una cosa sola

e chi li vedeva nel cielo sereno


diceva: “Guardate, c’è l’arcobaleno!”

* * * * * * *           * * * * * * *           * * * * * * *

A U G U R I di Buon Compleanno Campione!!!!

Oggi compi SETTE anni,  come i colori dell’arcobaleno!!!

http://www.see.it/fiabe/banda-atm-1/mezzi-pubblici.JPG

3 commenti Aprile 30, 2009

Poesia : Le viole in giardino

Ti scrivo queste righe, questa sera

in questo mese  che è Aprile.

Son qui seduta, alla vecchia scrivania

quella stile Maggiolini.

Tu sai bene, che l’arredamento stile antico

a me non piace,

ma considero l’antica  scrivania

non come un pezzo d’antiquariato

ma un pezzo del mio passato.

Trasportata in ogni mio trasloco

apparteneva a chi ho perduto per sempre

e sempre sarà con me in ogni luogo.

Qualcuno mi chiama, devo andare

volevo solo dirti questa cosa

nel mio  piccolo giardin0

son nate le viole

di me  non ti scordar

http://bellquel.bo.cnr.it/scuole/serpieri/erbario/immagini%20erbacee%20spontanee/Violacee/Viola%20tricolor.jpg

Add comment Aprile 29, 2009

Grazie freezer

* * * * *                  * * * * *            * * * * *

I prodotti  surgelati offrono mille alternative alle stagioni, sono facili da usare  e aiutano a preparare piatti gustosi in tempi record.

Il freezer,  mi ha facilitato la vita da molto tempo: surgelo  le pietanze cotte che cucino per poterle scongelare poi quando lo ritengo più utile.

Surgelo anche il pane, la carne (se la compro sfusa la faccio prima surgelare in fette separate stendendole su un foglio di carta forno dal quale poi si stacca bene e poi la conservo nei sacchetti appositi per alimenti, surgelo le verdure cotte, il pesce, sughi e sughetti , il pesto alla genovese fatto da me in quantità industriale, le minestre, il brodo, gli odori…

REGOLA D’ORO dello scongelamento:  è quella di passare l’alimento congelato dal freezer al  frigorifero  la sera, prima dell’utilizzo, soprattutto la carne.

TORTA TATIN

Ingredienti per 4 persone.

Pasta frolla surgelata g.200 – zucchero g. 100- burro g.50 – 3 mele renette.

Fate scongelare la pasta frolla, sbucciate le mele, eliminate il torsolo e tagliatele a spicchi che dovranno essere spessi.

Fate imbiondire lo zucchero con un cucchiaio d’acqua e il burro, poi distribuitelo sul fondo di una tortiera e mettete gli spicchi di mela a raggiera.

Coprite con la pasta frolla stesa sottile, incalzate i bordi e cuocete in forno a 180 gradi per 45 minuti circa.    Capovolgete subito la torta.

Tarte tatin


Add comment Aprile 29, 2009

25 Aprile 2009- FESTA della LIBERAZIONE

Buon 25 aprile a tutti.. a tutti noi privilegiati.. che non abbiamo conosciuto gli orrori della guerra.. buon 25 aprile  a chi ha combattutto allora per la libertà e combatte ora per mantenerne viva la memoria.

3 commenti Aprile 24, 2009

Vorrei alte vette scalare…..

VORREI ALTE VETTE SCALARE……

PER POTER TUTTO IL MONDO AMMIRARE !


xtc:Climbing (via pansaram)   Immagine dal Tumblr di Placida Signora

xtc:Climbing (via pansaram)

Add comment Aprile 19, 2009

Depressione: il male oscuro

Non mi era accaduto nulla e mi ritrovai depressa,  ricordo quei giorni e li paragono ad un calvario, un inferno senza via d’uscita. Attraversavo periodi di malinconia alternati a periodi euforici.

Dopo sei anni di terapia con “sali di litio” e carbazeipina, la grande professionalità e umanità dello psichiatra che mi aveva in cura e che io considero alla stregua di un secondo padre, perchè mi ha ridato la vita, con l’aiuto e l’affetto dei miei familiari, ne uscii fuori alla grande.

La malattia è passata, ma non è come se ti rompi un arto che quando guarisci non ci pensi più, la depressione va in profondità e percio’ influenza il modo di guardare a te stesso, al futuro, al tuo ruolo in famiglia e nella società. Quindi una volta uscita dalla depressione una persona non sarà più  la stessa persona che era prima della malattia.

Il lutto per la morte di una persona a noi vicina, il coniuge o un figlio, nei primi mesi si esprime con manifestazioni identiche alla depressione. In alcune persone prevalgono pianto, disperazione fissità del pensiero, in altri agitazione o ansia , perdita di ogni piacere distacco dell’ambiente perdita dell’appetito e del sonno. Poi a poco a poco questi sintomi svaniscono e si approda ad una nuova concezione della vita e della realtà senza quella persona cara. Si  supera cosi’ la fase che Freud ha chiamato “elaborazione del lutto”.

Ogni ferita dunque col tempo tende a rimarginarsi, anche il lutto.

Nella depressione, invece, c’è l’impossibilità di separarsi dalla persona scomparsa, c’è un monotono farvi riferimento, un continuo ritorno ad un mondo perduto. Gli interessi sono bloccati, la vita si ferma. La ferita resta aperta e irreparabile, almeno finchè la malattia non viene curata.

La depressione è una malattia del cervello e puo’ fare in alcuni casi  il suo esordio inattesa ed imprevista. Arriva un giorno all’improvviso, di colpo, oppure si puo’ insinuare piano piano, subdolamente, senza un motivo comprensibile.

Questa malattia in genere non compare , riferiscono i medici, se non c’è predisposizione, se manca un certo assetto genetico.

Vivere accanto ad una persona depressa o eccitata per settimane o mesi è molto difficile. Ed è molto difficile perchè ogni consiglio, ogni intervento, ogni sollecitazione, sembrano cadere nel nulla: tutto resta o pesantemente ritorna come prima.

Per questi motivi  ci si sente scoraggiati e frustrati ed facile anche incorrere nell’errore di prendersela con la persona depressa, darle la colpa per la mancanza di miglioramenti: perchè “non vuole collaborare”, ” non vuole fare”, … E’ vero, ma non vuole perchè non puo’: La depressione è una malattia che annulla la volontà.

E’ questo che il concetto di base che i familiari e amici devono tener presente, se non per capire (capire puo’ solo chi l’ha provata),  afferma ogni depresso, almeno per affrontare questa “incomprensibile” malattia di un loro caro.    Che fare allora? La cosa importante da fare per la persona depressa è aiutarla a trovare la corretta diagnosi e la corretta terapia, dicono i manuali e depliant distribuiti in milioni di copie dal National Institute of Mental Health.

Questo vuol dire, anzitutto convincere chi è depresso ad andare dal medico, da uno psichiatra, impresa non sempre facile, perchè, altro carattere anomalo della depressione, è che l’interessato non ritiene di essere malato, anzi in molti casi vi si oppone tenacemente.  Spesso rifiuta l’idea che il suo soffrire possa essere legato a fattori “fisici” e per questo rifiuta ogni farmaco o altra terapia biologica.

Affetto, calda comprensione e partecipazione al suo profondo dolore sono l’aiuto fondamentale da offrire a che ha dentro il gelo e la solitudine della depressione. L’affetto e la comprensione sono supporti necessari, ma non bastano, ad essi deve accompagnarsi un’ assoluta fermezza nel convincere il malato a consultare il medico.

In attesa degli effetti benefici dei farmaci (occorrono da 2 a 4 settimane in genere) è opportuno sostenere e incoraggiare la persona depressa.

Quando poi la persona è uscita dal periodo nero della depressione o dall’eccitazione maniacale, il ruolo della famiglia continua.    Il disturbo infatti è ciclico, sono possibili le ricadute e spesso non è facile cogliere l’inizio di una nuova crisi.  Per questo un’attenzione particolare va rivolta al marito moglie, figlio, amico, senza incorrere pero’ nell’errore di far sentire l’interessato un vigilato speciale.

Dopo queste prove, la famiglia sarà sollevata constatando che il primo episodio, sia pure molto grave, è stato superato senza difficoltà con l’intervento del medico.

Pubblico questo post, avvalendomi di notizie prelevate da libri e manuali riguardanti questa invalidante e poco conosciuta  malattia;  inoltre mi ha spinto la speranza  di poter dare un piccolo aiuto alle tante persone che ne soffrono come ne  soffrii io tempo fa.   Voglio ancora aggiungere  ancora una cosa molto importante che viene segnalata dai medici:

Non ci sono depressioni incurabili, la depressione è una malattia che come molte altre, con i trattamenti migliora rapidamente, fino a scomparire.   Quando non se ne esce, si tratta o di depressioni non curate o di depressioni mal curate, Oppure di altre malattie.

E’ molto piu’ di una speranza, dunque.

*       **      *       **     *     **        *      **       *       **          *       **

“Venne in odio agli Dei Bellerofonte: / solo e consunto da tristezza errava/ pel campo Aleio l’infelice / e l’orme/ de viventi fuggia.”

(da VI canto dell’Iliade)

http://www.humnet.unipi.it/ital/cd2007/materiali/magiademo/immagini/Durer_Melancolia.jpg

(Albrecht Durer, Melanconia I, incisione,)

7 commenti Aprile 17, 2009

Pasqua in Liguria “Torta Pasqualina”

TORTA PASQUALINA

La torta Pasqualina, è un’antica specialità genovese, con origini databili attorno al xiv secolo.

Da sempre, lo dice anche il nome, questo piatto si prepara in occasione delle feste di Pasqua; cosi’ come nella sua confezione, si dovrebbero ricordare gli anni di Cristo sovrapponendo appunto, 33 sfoglie sottilissime, per contenere la farcia di bietole, prescinseua (o quagliata) e uova.

La deleteria premura con cui viviamo oggigiorno pero’ ha portato danni non indifferenti alle tradizioni culinarie,  infatti è sempre piu’ raro trovare nei ristoranti o nelle famiglie la vera torta pasqualina vuoi perchè la quagliata è sempre piu’ introvabile, viene sostituita dalla ricotta, e vuoi perchè il numero (33) delle sfoglie è andato via via diminuendo fino a contarne soltanto, SEI.

La ricetta della mia “Pasqualina” conta solo due strati, quello sotto e quello sopra di copertura al ripieno; addirittura quest’anno userò,  per la sua preparazione, la pasta surgelata: limite imposto dalla scarsità di tempo e dal logorio  della vita moderna!

Torta Pasqualina  Dosi per 10-12 persome.

Ingredienti: una confezione di pasta sfoglia surgelata da gr. 350 – gr.800 di foglie di bietola(erbette)  -  gr.400 di ricotta – parmigiano grattugiato – 11 uova – olio evo – un pizzico di maggiorana – sale pepe – fiocchetti di burro.

Fate disgelare la pasta sfoglia.    Lavate le foglie di bietola, tagliatele a listarelle e cuocetele con la sola acqua che rimane loro attaccata e sale : scolatele e strizzatele .   In una terrina sbattete 4 uova intere, con sale e pepe e 4 cucchiaiate di formaggio grattugiato, aggiungete le bietole, la ricotta , la maggiorana e amalgamate bene.

Tirate la sfoglia abbastanza sottile , con una parte ricoprite il fondo e le pareti di una tortiera di cm. 24 circa di diametro, alta cm. 5, spruzzata d’acqua.

Versate il ripieno, fate 6 incavi, mettendo in ognuno un fiocchetto di burro, rompetevi un uovo, salate e spolverizzate con formaggio grattugiato.

Coprite con la rimanente sfoglia, rivoltate la pasta che sborda, verso l’interno, premendola un po’.  Pennellate la superficie con un uovo sbattuto.

Mettete in forno a 200 gradi a mezza altezza per un’oretta, la crosta dovrà essere dorata.

La torta Pasqualina si può  servire tiepida o fredda.

http://www.ristorantegrotta.it/img/torta%20pasqualina.jpg

Concludo il post, con un pensiero alle famiglie delle vittime e a  tutta la popolazione dell’Abruzzo , a  tutti i feriti ed agli sfollati che in questi giorni provano a risollevarsi, e auguro loro una rapida ripresa.


6 commenti Aprile 9, 2009

UNITI per l’ ABRUZZO

UNITI PER L’ ABRUZZO

RACCOLTA GENERI ALIMENTARI PER L’ABRUZZO

A MONTE MARIO (Roma)
Anche nel XIX municipio come nel resto del Paese, ci stiamo muovendo per aiutare le vittime del terremoto che ha ferito l’Abruzzo ma che ha colpito indirettamente ognuno di noi, attraverso una raccolta di beni di prima necessità.

I BENI CONSIGLIATI SONO:

ACQUA
OLIO
PASTA e RISO
LATTE (A LUNGA CONSERVAZIONE E IN POLVERE)
OMOGENIZZATI
PRODOTTI IN SCATOLA (PELATI, LEGUMI, TONNO)
CAFFE’
BISCOTTI
PANNOLINI E ASSORBENTI
CAPI INTIMI NUOVI (UOMO, DONNA, BAMBINO)

I PUNTI DI RACCOLTA SARANNO:

9 APRILE Supermercato GS – Via Acquedotto del Peschiera 22

10 APRILE Supermercato PIM – Via Cortina D’Ampezzo (angolo v.Trionfale)

11 APRILE Supermercato GS – Via Cortina D’Ampezzo 369

Per info chiamare il numero: 339 3146032 o contattateci all’indirizzo e-mail agmontemario@hotmail.it

Grazie a tutti.

Add comment Aprile 7, 2009

Aiuti e Solidarietà all’Abruzzo

Le associazioni di volontariato o i singoli volontari interessati a mettersi a disposizione per l’emergenza terremoto che ha colpito l’Abruzzo possono contattare il Centro operativo della Protezione Civile presso la Prefettura di Pescara, telefonando allo 085 2057631.

Per sostenere gli interventi in corso (causale “Terremoto Abruzzo”) si possono inviare offerte a Caritas italiana tramite il conto corrente postale 347013 o tramite Unicredit Banca Roma (Iban IT38 K03002 05206 000401120727).

Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui:
Intesa Sanpaolo (filiale di via Aurelia 796, Roma – Iban: IT19 W030 6905 0921 0000 0000 012),
Allianz Bank (filiale di via San Claudio 82, Roma – Iban: IT26 F035 8903 2003 0157 0306 097),
Banca Popolare Etica (filiale di via Parigi 17, Roma – Iban: IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113) e CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana (06 66177001).
Da stamattina è attivo uno speciale nella home-page del sito partitodemocratico.it.

Per avere informazioni su parenti o per dare una mano, questo è il numero della Protezione civile 803555. C’è bisogno di infermieri e di sangue.

http://www.roma-citta.it/roma/images/normale_sm0vfq9wterremoto.jpg

2 commenti Aprile 6, 2009

Dolce ligure : Latte alla grotta (sciummette)

http://2.bp.blogspot.com/_5WTy5kPal40/R80Ltcq9JkI/AAAAAAAAAhc/H8-dfjAV6NA/s320/Dal+mare.jpg PORTOVENERE

San Pietro grotta Byron

La Liguria ha inventato questo dolce  ispirandosi alla schiuma del mare che si infrange sulle rocce.

Il loro nome “sciummette” deriva proprio dalla schiuma che “ricama” il mare;    purtroppo questi squisiti dolci sono quasi “dimenticati”ed è un vero peccato perchè  sono veramente delicati e fragranti.

Per ricordare e pubblicare la ricetta ho dovuto ricorrere ad un vecchio ricettario ligure regalatomi da una cara amica genovese al tempo della mia dipartita da Genova nel lontano 1982.

Il ricettario era della Luigia, che adesso purtroppo non c’è  piu’ , lo conservo gelosamente con  affetto, per me è prezioso.

Al suo interno ci sono annotazioni mie e sue, scritte col lapis (come usava dire la Luigia) è anche pieno zeppo di impronte vecchie e   untuose  (anche queste mie e sue)  e su qualche pagina si possono vedere antiche  fotografie in bianco e nero di vari ristoranti e trattorie genovesi che adesso , come la mia cara Luigia, purtroppo non esistono piu’.

Ora metto da parte i ricordi e i sentimentalismi e posto la quasi-dimenticata  ricetta del LATTE alla GROTTA,  o meglio delle “sciummette”

sciummette di carnevale Dosi per 4/6 persone

Ingredienti :  Un litro di latte – gr. 75 di zucchero – 4 uova intere – un cucchiaino colmo di farina bianca – un cucchiaio di pistacchi o mandorle – cannella in polvere.

In una casseruola bollite il latte, tenendone da parte 5-6 cucchiai;

sbattete a neve fermissima gli  albumi, aggiungete un cucchiaio colmo di zucchero e incorporatelo mescolando dall’alto in basso.

Versate questo composto a cucchiaiate nel latte bollente: si formeranno delle frittelle;        appena rapprese da una parte, voltatele con una schiumarola e scolatele delicatamente, mettendole su un piatto di portata fondo.

Mescolate lo zucchero rimasto con la farina, aggiungeteli al latte tolto dal fuoco, rimescolate bene e lasciate raffreddare.

Tritate e schiacciate i pistacchi, spellati in acqua bollente, bolliteli un minuto nel latte tolto dal litro, passate tutto attraverso un colino, direttamente nella casseruola con l’altro latte, e unite quindi i tuorli sbattuti.

Mettete sul fuoco e riscaldate la crema sempre mescolando, senza portarla a bollore, versatela sulle “sciummette” spolverizzandole con la cannella.

http://farm4.static.flickr.com/3217/2910110544_5984e56d35.jpg?v=0

4 commenti Aprile 3, 2009

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