Archivio per Maggio 2009




Dolcetti della Liguria : Baci di Dama

I baci di dama, provengono dalla fantasia e abilità di un cuoco di casa Savoia; Vittorio Emanuele II una sera d’autunno, desideroso di assaporate qualcosa di  nuovo,chiese al cuoco in questione di creare un dolce.

Dico subito che questa specialità proviene dal Piemonte, ma in Liguria e soprattutto in quel di Alassio, Andora, Ronco Scrivia, San Remo e Zoagli i “baci” godono fama altrettanto giustificata.     Nel mese di settembre poi, a Mioglia, in provincia di Savona, si tiene la ” Sagra del Bacio”.

I Baci di Dama, si presentano come due deliziosi e tondi biscottini, accoppiati da una goccia di cioccolato.  Questi deliziosi dolcetti sono come le ciliegie, uno tira l’altro: con il loro soave sapore ne mangeresti uno e poi un altro, e un altro ancora.

INGREDIENTI :       gr. 200 di farina – gr. 250 di nocciole tostate – gr. 180 burro -  gr.150 di zucchero -  2 cucchiai di cacao in polvere – gr.150 di cioccolato fondente.

BACIO di Dama

In una ciotola grande, mescolate con cura 150 gr. di farina,  il cacao in polvere e lo zucchero, poi aggiungete 150 gr. di burro e il trito di nocciole pestate nel mortaio (o nel mixer), con un cucchiaio mescolate piu’ volte e impastate pazientemente.

Ora, confezionate tante palline grosse poco piu’ di una nocciola, infarinatele leggermente e passatele in forno già caldo a 170 °, per circa 20 minuti, dopo averle poste ordinatamente nella placca, un ta di burro e appena infarinata ( o carta da forno).   Appena le palline sono cotte, toglietele dal calore e lasciatele raffreddare.

Intanto, in un tegame piccolo, posto sul fuoco a bagnomaria (a calore indiretto) sciogliete la cioccolata fondente e con questa saldate, a due a due, le palline, cosi’ da formare tanti baci di dama.

VARIANTE :  L’impiego antico delle nocciole, assai tipico del Piemonte, oggi sempre piu’ spesso viene sostituito dalle mandorle, o soltanto dolci o mescolandone dolci e amare, in proporzioni diverse.

Cosi’ i tuorli d’uovo, a seconda delle zone, subentrarono al burro.

http://www.cittadelcioccolato.org/citt%E0%20associate/alassio/imm/baci.jpg

I Baci di Dama di Alassio, un dolcetto con ripieno di cioccolato fondente.

8 commenti Maggio 29, 2009

Ricette primi piatti: Gamberi nel nido fritti

Come ormai  tutti sanno, o quasi tutti, sono una pastaiola doc, mi piace la pasta, alcune volte addirittura , me  la gusto senza alcun tipo di  condimento!

Oggi voglio pubblicare una ricetta  originale, saporita e anche divertente (piace molto ai bambini, non solo per la sua appetibilità ma anche per la sua simpatica e originale presentazione nei piatti).

Comunque, bando alle ciance, come diceva sempre la mia amata maestra delle elementari, ora passiamo ” immediapresto” alla simpatica e buona ricetta dei Capellini e gamberi nel nido fritti.

http://web.mclink.it/ME5873/pasqua/images/nido_new.gif

Ingredienti per 6 persone :

25 gamberi

1/2  chilo di pasta: capellini

1/2 litro di olio per friggere

Cuocere per pochi secondi la pasta scolarla e una volta fredda e un po’ appiccicosa, avvolgerla a nido intorno al crostaceo, premendo bene in modo che resti attaccato.

Friggere questi nidi in olio di semi, finchè non saranno dorati.

I gamberi possono essere accompagnati da salsa di soia o salsa in agrodolce.

BUON APPETITO e BUON DIVERTIMENTO !

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5 commenti Maggio 22, 2009

ricette: Peperoni alla pugliese

http://4.bp.blogspot.com/_GKK2jZ8v0xY/SF0d43Q9nXI/AAAAAAAAAK4/sEIXbTB3LUc/S249/DSC00913.JPG

FIOR di PEPERONE

L’importazione del peperone in Europa comincia con il ritorno di Colombo dal suo primo viaggio.   Il navigatore genovese credeva di aver raggiunto l’India da Occidente ed era soprattutto a caccia di spezie pregiate: resto’ quindi molto colpito dal sapore piccante del peperoncino e lo scambio’ per una varietà rossa di pepe.    Da qui il nome del PEPERONE .

Nel XVI secolo la pianta di peperone era già abbastanza diffusa in tutta Europa meridionale, anche se all’inizio fu usata piu’ che altro come pianta ornamentale, in conseguenza della bellezza dei frutti e dei loro colori vivaci.

A me e a tutta la mia famiglia piacciono molto  le verdure, i peperoni  in particolare, preparati in tutti i modi : crudi in pinzimonio o nelle insalate miste, arrostiti, o fatti come sugo da condire la pasta, in umido con patate e pollo o carne.

Quasi ogni anno è mia abitudine preparare questo carnoso e sano “frutto” anche in conserva, la sua preparazione è di facile esecuzione e oggi pubblico la seguente appetitosa ricetta pugliese che mi diede mia suocera.

Ingredienti:   10 peperoni carnosi -  filetti di acciuga sott’olio – gr. 3oo – capperi sotto sale gr. 200 – 4/5 spicchi di aglio – un mazzetto di prezzemolo – un mazzetto di basilico – abbondante olio di oliva – abbondante aceto di vino bianco – sale .

Dopo aver lavato e asciugato bene i peperoni eliminate i semi e i filamenti interni.

Con un coltellino affilato tagliate ogni peperone a listarelle non troppo sottili.

Portate ad ebollizione abbondante aceto e unitevi,  poche alla volta, le listarelle di peperone.

Fatele cuocere per una decina di minuti, quindi scolatele con un mestolo forato,  quando i peperoni son ben asciutti collocate un primo strato in un vaso perfettamente pulito, unite un po’ di aglio tagliato a filetti (potrete aumentare o diminuire la dose), una manciatina di capperi sotto sale e qualche filetto di acciuga sott’olio.

Insaporite aggiungendo anche foglioline di basilico e di prezzemolo.

Dopo aver riempito il barattolo di vetro a chiusura ermetica, perfettamente pulito e aasciutto, versatevi l’olio di oliva sufficiente a ricoprire bene i peperoni.

Una raccomandazione: per questa conserva e per tutte le conserve sott’olio in genere, non risparmiate sulla quantità dell’olio,  avreste  un risultato scadente che comprometterebbe il lungo e paziente lavoro.

Mia suocera mi consigliava di utilizzare l’olio di conservazione come condimento.

peperoni arrostiti

Lasciate passare almeno un mese prima di gustarli,diventeranno cosi’ saporitissimi!



5 commenti Maggio 8, 2009

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