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Ricetta: Mattonella autunnale coi fiocchi (non d’avena) e tante gocce di sudore!

Care amiche e amici , devo ammettere che in questo ultimo  periodo ho trascurato un poco il mio bloghetto,  ma diciamolo   pure , curare un blog con dedizione e cura non  è sempre semplicissimo : gli impegni familiari e lavorativi con in piu’ qualche acciacchetto che la mia non piu’ verde età procura…..insomma per dirla con la simpatica e orecchiabile canzone di Luca Carboni :

- Ci vuole un fisico bestiale………….. ci vuole molto allenamento per stare dritti controvento…-

Ora pare sia tornata un pò di tranquillità nella mia vita, almeno lo spero,   dunque eccomi  nuovamente nel mio piccolo spazio  pronta a pubblicare un dolce,  che preparai per il compleanno di mia nuora l’anno passato e che è una bellezza per gli occhi e una goduria per il palato;

Ora non mi dilungo oltre e passo subito alla ricetta della :

MATTONELLA  AUTUNNALE

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INGREDIENTI per la PASTA

250 g. di farina – 30 g. di mandorle tritate – 180 g. di burro – 230 g. di zucchero – 4 uova – un pizzico di sale – mezzo bicchierino di liquore (crema di mandorla o di nocino ) -  una bustina di lievito vanigliato.

INGREDIENTI per FARCIRE

400 g. di panna da montare – 60 g. zucchero a velo – mezzo bicchierino di liquore (crema di mandorla o nocino) – 3 fichi verdi.

INGREDIENTI per DECORARE

100 g. di mandorle sbucciate e tostate – 8 acini d’uva nera – 3 fichi verdi

ESECUZIONE :

Pasta.    In una terrina lavorate il burro ammorbidito con lo zucchero fino ad ottenere un composto soffice.  Incorporate una alla volta le uova e aromatizzate con il liquore.  Setacciate la farina precedentemente miscelata con il lievito, unite il sale, le mandorle tritate, ed amalgamate bene il tutto.   Versate in uno stampo rettangolare imburrato ed infarinato e passate in forno già caldo a (180°) per circa 45 minuti.
Farcitura.    Lasciate raffreddare il dolce, tagliatelo orizzontalmente e spruzzate le due parti col liquore.  Montate la panna dolcificata con lo zucchero a velo e spalmatene un terzo sulla parte inferiore.    Tagliate i fichi a fettine, distribuiteli sulla panna e ricomponete la mattonella.
Decorazione.   Ricoprite l’intera mattonella con la panna tenuta da parte (conservatene 3 cucchiai)  sistemate le mandorle sui lati, gli acini d’uva ed i fichi tagliati a spicchi, sulla parte superiore.  Riempite una siringa per dolci con la panna conservata e decorate la mattonella a vostro piacere e fantasia.

http://www.bertolini.com/pagine_interne/laterale_mariarosa_ricette.jpgQuesto dolce è stato realizzato da me consultando il mitico ricettario Bertolini anni ‘70

5 commenti Ottobre 20, 2009

Dolcetti della Liguria : Baci di Dama

I baci di dama, provengono dalla fantasia e abilità di un cuoco di casa Savoia; Vittorio Emanuele II una sera d’autunno, desideroso di assaporate qualcosa di  nuovo,chiese al cuoco in questione di creare un dolce.

Dico subito che questa specialità proviene dal Piemonte, ma in Liguria e soprattutto in quel di Alassio, Andora, Ronco Scrivia, San Remo e Zoagli i “baci” godono fama altrettanto giustificata.     Nel mese di settembre poi, a Mioglia, in provincia di Savona, si tiene la ” Sagra del Bacio”.

I Baci di Dama, si presentano come due deliziosi e tondi biscottini, accoppiati da una goccia di cioccolato.  Questi deliziosi dolcetti sono come le ciliegie, uno tira l’altro: con il loro soave sapore ne mangeresti uno e poi un altro, e un altro ancora.

INGREDIENTI :       gr. 200 di farina – gr. 250 di nocciole tostate – gr. 180 burro -  gr.150 di zucchero -  2 cucchiai di cacao in polvere – gr.150 di cioccolato fondente.

BACIO di Dama

In una ciotola grande, mescolate con cura 150 gr. di farina,  il cacao in polvere e lo zucchero, poi aggiungete 150 gr. di burro e il trito di nocciole pestate nel mortaio (o nel mixer), con un cucchiaio mescolate piu’ volte e impastate pazientemente.

Ora, confezionate tante palline grosse poco piu’ di una nocciola, infarinatele leggermente e passatele in forno già caldo a 170 °, per circa 20 minuti, dopo averle poste ordinatamente nella placca, un ta di burro e appena infarinata ( o carta da forno).   Appena le palline sono cotte, toglietele dal calore e lasciatele raffreddare.

Intanto, in un tegame piccolo, posto sul fuoco a bagnomaria (a calore indiretto) sciogliete la cioccolata fondente e con questa saldate, a due a due, le palline, cosi’ da formare tanti baci di dama.

VARIANTE :  L’impiego antico delle nocciole, assai tipico del Piemonte, oggi sempre piu’ spesso viene sostituito dalle mandorle, o soltanto dolci o mescolandone dolci e amare, in proporzioni diverse.

Cosi’ i tuorli d’uovo, a seconda delle zone, subentrarono al burro.

http://www.cittadelcioccolato.org/citt%E0%20associate/alassio/imm/baci.jpg

I Baci di Dama di Alassio, un dolcetto con ripieno di cioccolato fondente.

8 commenti Maggio 29, 2009

Dolce ligure : Latte alla grotta (sciummette)

http://2.bp.blogspot.com/_5WTy5kPal40/R80Ltcq9JkI/AAAAAAAAAhc/H8-dfjAV6NA/s320/Dal+mare.jpg PORTOVENERE

San Pietro grotta Byron

La Liguria ha inventato questo dolce  ispirandosi alla schiuma del mare che si infrange sulle rocce.

Il loro nome “sciummette” deriva proprio dalla schiuma che “ricama” il mare;    purtroppo questi squisiti dolci sono quasi “dimenticati”ed è un vero peccato perchè  sono veramente delicati e fragranti.

Per ricordare e pubblicare la ricetta ho dovuto ricorrere ad un vecchio ricettario ligure regalatomi da una cara amica genovese al tempo della mia dipartita da Genova nel lontano 1982.

Il ricettario era della Luigia, che adesso purtroppo non c’è  piu’ , lo conservo gelosamente con  affetto, per me è prezioso.

Al suo interno ci sono annotazioni mie e sue, scritte col lapis (come usava dire la Luigia) è anche pieno zeppo di impronte vecchie e   untuose  (anche queste mie e sue)  e su qualche pagina si possono vedere antiche  fotografie in bianco e nero di vari ristoranti e trattorie genovesi che adesso , come la mia cara Luigia, purtroppo non esistono piu’.

Ora metto da parte i ricordi e i sentimentalismi e posto la quasi-dimenticata  ricetta del LATTE alla GROTTA,  o meglio delle “sciummette”

sciummette di carnevale Dosi per 4/6 persone

Ingredienti :  Un litro di latte – gr. 75 di zucchero – 4 uova intere – un cucchiaino colmo di farina bianca – un cucchiaio di pistacchi o mandorle – cannella in polvere.

In una casseruola bollite il latte, tenendone da parte 5-6 cucchiai;

sbattete a neve fermissima gli  albumi, aggiungete un cucchiaio colmo di zucchero e incorporatelo mescolando dall’alto in basso.

Versate questo composto a cucchiaiate nel latte bollente: si formeranno delle frittelle;        appena rapprese da una parte, voltatele con una schiumarola e scolatele delicatamente, mettendole su un piatto di portata fondo.

Mescolate lo zucchero rimasto con la farina, aggiungeteli al latte tolto dal fuoco, rimescolate bene e lasciate raffreddare.

Tritate e schiacciate i pistacchi, spellati in acqua bollente, bolliteli un minuto nel latte tolto dal litro, passate tutto attraverso un colino, direttamente nella casseruola con l’altro latte, e unite quindi i tuorli sbattuti.

Mettete sul fuoco e riscaldate la crema sempre mescolando, senza portarla a bollore, versatela sulle “sciummette” spolverizzandole con la cannella.

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4 commenti Aprile 3, 2009

Frittelle di ciliegine per Carnevale

Anche quest’anno per Carnevale ci sarà in tutta Italia un tripudio di feste, colori, allegre maschere e golosissimi dolci rigorosamente fritti come le famose chiacchiere,  che nelle varie regioni italiane prendono il nome di frappe, cenci, bugie, lattughe…..

Di certo, come di consueto preparerò le mie famose bugie senza burro, ma sfogliando una vecchia rivista di cucina ho scoperto una ricetta di un dolcetto sfizioso e oserei dire originale che è questa piu’ sotto, che ne dite, ci proviamo?

Frittelle di ciliegine

Ingredienti per 4 persone. 280 g. di Ciliegine per cocktail al maraschino, sgocciolate;  200g. farina bianca,   150 g.latte  2 uova,  lievito per dolci,  zucchero semolato, olio di semi,  sale.

In una ciotola amalgamate ai tuorli (non gettate gli albumi) la farina setacciata, quindi diluite con il latte.

Incorporate un cucchiaino di lievito, un cucchiaio d’olio, infine un albume montato a neve con un pizzico di sale. Sgocciolate le ciliegine dal loro liquido, asciugatele con carta da cucina e immergetele poche alla volta nella pastella ottenuta.

Prelevate le ciliegine con abbondante pastella poi friggetele nell’olio;  sgocciolatele e passatele nello zucchero semolato.

Nel frattempo, mentre vi cimentate con padella e olio per friggere, ascoltate questa bella canzone di Vecchioni sul CARNIVAL!

8 commenti Gennaio 15, 2009

Buon Natale col Pandolce genovese

Questo dolce sinonimo delle feste di Natale, non puo’ mancare sulle tavole genovesi ma soprattutto non deve mancare sulla tavola di casa mia in questa ricorrenza!

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Ci sono due versioni del pandolce genovese, quello (basso) e quello (alto); a me piacciono entrambi, ma pubblico la versione del pandolce alto, in quanto questa ricetta è di facile   esecuzione e ha tempi meno lunghi.

http://img100.imageshack.us/img100/2725/cornicetta05yb9.gif

Ingredienti:

g. 500 di farina bianca doppio 0

una dose di lievito per dolci, scorza di un limone grattugiato

g. 120 di uva passa,    g.60 di pinoli

g. 60 di cedro candito a dadini piccoli,  g. 160 di burro

g.180 di zucchero

un uovo,      un dl. di vino Marsala

sale e un cucchiaio succo di limone.

Esecuzione

In una tazza grande ammollate l’uvetta con l’acqua tiepida.

Sulla spianatoia ponete la farina, aperta a cratere, dentro la quale mettete lo zucchero, un pizzico di sale, il lievito in polvere, la scorza di limone, l’uvetta, i pinoli e il cedro; mescolate aiutandovi con le mani accuratamente. Ricreate al centro un buco e li’ al centro versate 150 g. di burro fuso, poi l’uovo, un cucchiaio di succo di limone e il vino Marsala, quindi lavorate il tutto prima con una forchetta poi con le mani, fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo ( se necessario, aggiungete pochissima acqua, per intenerirlo).

Arrotondate la massa e adagiatela su una placca da forno, già unta di burro, incidete la superficie disegnando una croce e lasciate lievitare per circa un’ora.

Al termine della lavorazione, raccogliete il composto entro un anello di cartone, formato da una striscia alta almeno 10/12 cm. e fermata da punti metallici. Scaldate il forno ad almeno 200° e cuocete il panettone, per circa 40 minuti. Servitelo tagliato a fette tiepido o freddo, meglio ancora.

pandolce di lillicook

http://www.mercatini-natale.com/mercatino_emergency.html

II mondo ha un occhio solo

Siamo in tanti a non essere stati invitati,
la tavola è pronta ma noi dietro i vetri
guardiamo gli altri ridere e star bene.
Siamo in tanti, in troppi a guardare,
vorremmo essere li, siamo pronti
a star bene e anche a pagare il conto
alla fine, con una mano sul cuore.
Ma chi è che ha chiuso in principio la porta
in faccia a gente buona come noi
cosi buona che non capisce nemmeno le ragioni
che ci proibiscono di entrare e star bene?
Questa festa non è né lunga né tranquilla,
il mondo ha un occhio solo, capite,
e non si divertiranno le donne ben vestite,
non dormiranno in pace gli uomini grassi,
non canteranno le strade ed i bambini
finchè non entreremo anche noi
a ridere insieme, poi a pagare il conto.

( Giovanni Arpino)

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BUON NATALE  e  FELICE ANNO NUOVO

6 commenti Dicembre 15, 2008

Biscotti all’arancia “Navettes”e la leggenda della Maddalena

I cugini di Marsiglia , vennero in visita  da noi, a Genova per qualche giorno negli negli anni sessanta.

Portarono dalla Provenza regali per tutti, ma quello che resta indelebile nella mia mente è  il sapore e la fragranza dei  biscotti all’essenza di arancio le “navettes” tipici di questa città.

I parenti marsigliesi, spiegarono che li produceva il piu’ antico forno di Marsiglia attivo dal 1781  “Le Four des Navettes”.

E qui, voilà che entra in gioco anche Maria Maddalena, in quanto la Santa ha un posto anche nella storia dei dolciumi.

A Marsiglia la sua festa (22 luglio) si celebra con le “navettes”; questi biscotti all’arancia hanno la forma di nave senza vele, come quella che  avrebbe portato in Provenza la Maddalena.  (Jacopo da Varazze in un capitolo dellla “Legenda Aurea”).

Un tempo questi dolcetti erano distribuiti in chiesa; oggi come ho già detto li vende il piu’ antico forno della città.  Altra curiosità: alla Santa è collegato anche l’uso delle uova di Pasqua, nato nel mondo bizantino da un’altra leggenda.

Dopo aver trovato vuota la tomba di Cristo, Maria di Magdala si scontro’ con lo scetticismo di San Pietro.

- Credero’ che Gesu’ è risorto se le galline faranno le uova rosse – avrebbe detto l’apostolo.   E subito un vicino pollaiolo lo accontento’.

Cosi’ già dai primi secoli, l’Oriente cristiano celebro’ la Pasqua con uova (simbolo di vita) dipinte di rosso.

In Occidente, dove la leggenda si diffuse con una variante (l’imperatore Tiberio al posto di San Pietro), l’uso delle uova arrivo’ piu’ tardi.

In Francia poi, nel 500 le uova rosse furono sostituite da quelle di cioccolato.

Scusate se mi sono dilungata un po’ troppo sulla leggenda delle uova di Pasqua (tra l’altro ci stiamo avvicinando al Natale, sono un’imperdonabile chiaccherona, rimedio immediadamente).

Tornando ai nostri buoni biscottini,  li preparo seguendo la ricetta di zia Olga , vengono  buoni e fragranti, come sostengono i miei cari (loro non hanno mai provato quelli nostrani marsigliesi), ma non eguaglieranno mai e poi mai quelli che portarono i cugini francesi negli anni ‘60.

Comunque bando alle ciance e alle leggende, voilà  la recette de les navettes de ma tante Olga :

Ingredienti : 500 gr. farina, 1uovo piu’ un albume, 200 gr. zucchero, un cucchiaio di lievito per dolci, 125 gr. di burro fuso, la scorza grattugiata di due arance, un cucchiaio di essenza di fiori arancio,  latte (sufficiente per un impasto omogeneo) un pizzico di sale.

Sulla spianatoia fare la fontana di farina aggiungere lo zucchero, il burro fuso, la scorza dell’arancia, le uova , l’essenza di fiori d’arancio, e il latte.

Impastate il tutto e lavorate fino ad ottenere una pasta liscia ed elastica.

L’impasto,   lo potete fare anche con l’impastatrice elettrica o Robot.

Tagliate la pasta in pezzi di 8/10 cm. di lunghezza e poi date la forma di “barchetta”   Questi deliziosi biscotti, nella forma , ricordano i panini che a Roma chiamano “ciriole”, ma sono tutt’altra storia, ve lo assicuro!

Infornare per circa 20/30 minuti a 200° gradi.

Bon appétit mes amis!


DSCF0043LES  NAVETTES di Marsiglia come le confeziono io


Marseille - THE Navette cookie,sold at the oldest bakery of Marseille, located 136, rue Sainte da Syel.Les navettes, quelle tipiche del
Four de navettes, rue Sainte 136 Marseille.

5 commenti Novembre 12, 2008

Halloween, dolci: biscotti teschietto e lingue insanguinate!

Halloween è un’antica festa pagana celtica che serviva per incontrare i morti attraverso diversi sortilegi.

Perchè si festeggia Halloween il 31 ottobre?

La parola deriva dalla frase ALL-HALLOWS-EVE, cioè la notte di Ognissanti. Tale data anticamente coincideva con la fine dell’estate, infatti i colori di questa festa sono l’arancione ed il nero: L’arancione richiama il colore del granturco mietuto e il nero ricorda il buio dell’inverno.

La festa di Halloween venne portata negli USA intorno al 1840 dagli emigrati irlandesi, da allora questa festa è rimasta ancorata nella cultura americana.

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L’Italia non ha niente a che vedere con tutto questo, ma nonostante cio’, da qualche anno fa furore anche qui da noi.

A me personalmente non piace, mi sembra un anticipo del nostro Carnevale e se devo confessarlo, neanche questa festa, mi è mai piaciuta molto, figuriamoci quindi come posso capire i festeggiamenti di Halloween!

Quest’anno pero’, non ho mantenuto fede ai miei principi,  a grande richiesta i bambini di mio nipote, i figli delle mie numerose amiche, la bimba alla quale faccio da babysitter , i loro compagni di scuola, mi hanno proposto di preparare dei dolcetti  da portare a scuola per la festa di Halloween.

Il 31 ottobre vanno a scuola mascherati da fantasmi, streghette, maghetti e vampiri, e non è tutto: alla sera, vestiti e truccati, bussano alla porta delle case del vicinato (accompagnati da un adulto eh!) e canticchiando la famosa canzoncina “dolcetto o scherzetto”, ricevono un sacco di leccornie o “paciughi”, come li definisco io (in genovese pasticci) che poi si dividono equamente alla fine del giro per il quartiere.

Dopo un lungo e doveroso discorso ai pargoli su come questa festa non faccia parte del nostro bagaglio culturale, come sia un’operazione commerciale, come sia uno scopiazzamento del nostro Carnevale e bla bla bla bla…guardando le loro faccette deluse e sconfortate, beh, mi son convinta che dopotutto non sarebbe stata una brutta idea preparare qualche dolcetto per Halloween e ho annunciato, con mio grande e loro stupore, che avrei preparato dei biscottini a forma di teschietto e ossicini di scheletro!

Cosa non si fa per questi nostri “DIAVOLETTI “! 0ps, scusate volevo dire “angioletti”, mi son fatta prendere dall’atmosfera di Halloween!

Pertanto, rinunciando ai miei ideali di una vita,( dopotutto tra le tante cattive abitudini che importiamo dagli USA, questa di Halloween credo non sia una delle piu’ preoccupanti, c’è ben di peggio!) mi sto organizzando per preparare una quantità industriale di dolcetti, biscottini teschietto e lingue insanguinate per l’imminente festività; se  qualche mamma, nonna , zia  vuole approfittarne, ecco di seguito due ricettine semplici che faranno senz’altro la felicità delle nostre piccole pesti!

Biscotti Teschietto

Ingredienti: 150gr. farina bianca, 75 gr. zucchero semolato, 75 gr. di burro, scorza di limone grattugiata, un uovo piccolo sbattuto.

Unire farina e zucchero, aggiungere il burro, mescolare poi inserire la scorza grattugiata del limone e l’uovo sbattuto precedentemente.

Stendere col mattarello l’impasto e intagliare la pasta a forma di teschietti e ossicini avvalendosi di un coltellino o di una rotella , (quella dei ravioli per intenderci).

Ungere una teglia , meglio una bassa tipo “leccarda” e adagiarvi i biscotti, infornare a 180° per 10/15 minuti.

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Altra “ricetta” per continuare in bellezza? Preparate delle bocche con schifose lingue penzolanti e gnam! Fatele divorare dai vostri pargoli e dai loro amichetti, un successo a furor di popolo!!!

Vi servono : 4 fette di pancarré bianco o integrale, alcune fette di salame o prosciutto, forbici e coltello, tagliere e griglia, ketchup.

Esecuzione : Tagliare con le forbici le fette di pane a forma di bocca, tagliare le fette di prosciutto a forma di lingua.

Con il coltello tagliare una fessura tra le labbra della bocca ed infilare una lingua attraverso ogni bocca.

Mettere le bocche sul grill e tostarle per circa 10 minuti. Volendo si puo’ aggiungere ketchup sulla punta delle lingue, come fosse sangue.

http://blog.lowcostplanet.it/wp-content/uploads/2007/10/halloween.gif

O mi dai un buon dolcetto

o ti becchi uno scherzetto!

1 commento Ottobre 25, 2008

I Biscotti del Lagaccio

Il LAGACCIO è un bacino artificiale nei pressi di Genova, voluto nel 1593 da Andrea Doria. Il lago è stato poi colmato negli anni ‘60.

Il suo fondale era limaccioso e impraticabile e risultava impossibile ripescare cose o persone cadute sul fondo; da qui il nome “Lagaccio” appunto per l’aria sinistra e tetra che assunse nei secoli e in special modo durante la seconda guerra mondiale.

Attualmente è completamente coperto e nella sua area è stato edificato un campo sportivo in erba sintetica.

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Via Lagaccio, parrocchia di San Giuseppe

Si racconta che proprio li’ vicino al lago nacque un FORNO che divento’ celebre per un particolare tipo di biscotto, che assomiglia ad una fetta biscottata ma è molto di piu’.

I biscotti del Lagaccio per me sono la cosa migliore che si possa intingere nel caffellatte della prima colazione , sono ottimi anche a merenda con il tè delle cinque.

In commercio se ne trovano di veramente buoni, esistono anche in versione senza burro e vengono chiamati “Biscotti della salute”. Le tre marche piu’ conosciute sono: Pannarello, Grondona e Petri.

Quando mi prende lo “schiribizzo” li faccio nel forno di casa e riescono buoni, anche se a mio parere ci vorrebbe un forno a legna, ma nella vita alcune volte ci si deve accontentare , percio’ se volete sperimentare questi fantastici BISCOTTI del LAGACCIO eccovi di seguito la ricetta:

Dosi per 4 persone

600 g. di farina, 25 g. di lievito di birra, 100g. di zucchero, 75g.di burro, 10g. semi di finocchio, sale.

Stemperare il lievito in un bicchiere d’acqua tiepida, mettere 150g. di farina sulla spianatoia e incorporarvi il lievito. Lavorare a lungo e se necessario aggiungere altra acqua tiepida all’impasto, formare una palla e metterla in una terrina, coprirla con un canovaccio e porla in luogo caldo a lievitare sino a quando non avrà raddoppiato il suo volume.

A questo punto versate sulla spianatoia il resto della farina, unire un pizzico di sale, i semi di finocchio, il burro sciolto e il pane di lievito; impastare energicamente aggiungendo se necessario altra acqua tiepida, in modo che l’impasto risulti morbido. Rifare un’altra palla e porla ancora a lievitare, procedendo come nella prima lievitazione.

Dopo circa un’ora e mezza rimettere la pasta sulla spianatoia, lavorarla un poco e tagliarla in tre/quattro pezzi, formando altrettanti filoncini. Porli su una placca da forno imburrata o su carta da forno e incidere sulla superficie dei tagli sbiechi, distanziati uno dall’altro circa due cm.. Mettere la placca in luogo caldo e lasciar riposare ancora per una ventina di minuti.

Infornare a 200 gradi e cuocere. Sfornare e lasciar raffreddare completamente, poi tagliare i biscotti seguendo le tacche incise in precedenza. Disporle ancora sulla placca e biscottare in forno a 200 gradi avendo cura che non brucino!

1 commento Agosto 26, 2008

Torta SACRIPANTINA

Questa Torta è la mia preferita, quando ero piccola si vendeva non solo nelle pasticcerie genovesi ma anche al negozietto di alimentari sotto casa ; ora, purtroppo non si trova cosi’ facilmente, e poi io abito in provincia di Roma…. quindi quando la voglio gustare mi conviene prepararla seguendo le istruzioni di un vecchio ricettario genovese.

Vi chiederete il perchè del nome Sacripantina?

Mi sono documentata, e dopo aver girovagato per un paio di ore sulla rete ecco cosa ho scovato :

La leggenda vuole che…. L’ideatore di questo dolce fosse un appassionato di buone letture che, colpito dal Sacripante dell’Orlando Innamorato, abbia voluto battezzare con un più amabile diminutivo la sua creatura. Ma non trascuriamo neppure la via della seduzione: il dolce è intrigante e sensuale, il nome civettuolo. L’ omaggio di un impenitente dongiovanni alla golosità femminile. Ecco invece un po’ di Storia (quella vera!) Siamo nel 1800, da aprile a giugno, l’armata imperiale austriaca assedia i francesi, guidati da Andre’ Massena, sono arroccati a Genova. Come accade sempre durante le azioni di guerra, nel tentativo di resistere si sfruttano tutte le risorse alimentari. In quel momento, nei magazzini del porto, e’stipata una partita ragguardevole di riso, che viene macinato e mescolato alla farina di grano per preparare il pane. Forse proprio a questo episodio pensava il pasticcere francese Chiboust quando, un giorno, decise di mescolare farina d’Ungheria (che allora era considerata la migliore) con fecola di patate, uova, burro, zucchero e aromi. Ottenne, così, una base per torte, molto simile al pan di Spagna, che, in memoria di Massena, battezzò ‘genoise’, genovese. Tutto ciò succedeva a Parigi, in un laboratorio di Rue Saint Honoré, la via che avrebbe dato il nome alla più famosa invenzione di questo creativo cuoco francese: la torta Saint Honoré. Assolutamente ligure, invece, è la passione per le creme e le farciture che ha portato a creare la sacripantina. Dolce con un nome impegnativo, ricorda infatti, il re circasso Sacripante invaghitosi della bella Angelica di cui ci narra le gesta l’Ariosto nel suo ‘Orlando Furioso’, e che ormai si trova solo nelle pasticcerie più antiche in occasioni particolari. le sacripantine della Preti., è con questo nome brevettato negli anni ‘30 , che questo dolce viene prodotto industrialmente, anche in confezioni tipo merendina. Giovanni Preti nel negozio di piazza Portello nel cuore di Genova nel 1875 inventa la sua sacripantina che che veniva preparata a forma rettangolare, e confezionata in un’allegra carta di colore azzurro intenso. Qualche pasticceria del capoluogo, occasionalmente, la prepara ancora. Bando alle ciance, ora passiamo alla ricetta della TORTA SACRIPANTINA INGREDIENTI. – 1 pan di Spagna da 500 g e di 22 cm di diametro – 200 g di burro – 30 g di cacao – 1 bicchiere e 1/2 di marsala secco – 1 bicchierino di rhum (oppure altro liquore a piacere) – 1/2 tazza di caffè ristretto – 150 g di zucchero a velo inoltre: 50 g di biscotti secchi 2 amaretti 30 g di zucchero a velo Esecuzione: Montate il burro con lo zucchero a velo, poi unitevi il caffè, mescolato a 2 cucchiai di liquore, e amalgamate. Dividete la crema in 2 parti e unite a una il cacao e il liquore rimasto. Tagliate orizzontalmente il pan di Spagna in 6 dischi sottili e bagnateli con un po’ di marsala. Foderate con una pellicola uno stampo a bordo alto del diametro di 22cm, sistematevi sul fondo un disco di pan di Spagna e spalmatevi un po’ della crema al caffè. Coprite con un secondo disco di pan di Spagna e spalmatelo con la crema al caffè. Ripetete l’operazione con il terzo disco e copritelo con il quarto, lasciando da parte qualche cucchiaio di crema per la decorazione. Spalmate il disco con metà della crema al cacao. Ripetete l’operazione con il quinto disco, poi coprite con l’ultimo disco e versatevi il marsala rimasto. Rivestite con un foglio d’alluminio un cartone da pasticceria, appoggiatelo sulla torta, mettetevi sopra un peso e trasferitela in frigorifero per almeno 2 ore. Frullate i biscotti e gli amaretti fino a ridurli in polvere e mescolateli allo zucchero al velo. Togliete la torta dal frigorifero, sformatela, sistematela su un piatto per dolci e spalmatevi la crema al caffè tenuta da parte. Sploverizzate il dolce con la miscela di biscotti tritati e zucchero a velo facendola cadere da un setaccino e rimettetelo in frigorifero fino al momento di servire.

Attenzione: Non devono essere necessariamente 6 i dischi di Pan di Spagna, io ne farcisco solo 3 e il dolce è supelativo ugualmente!

Buon FERRAGOSTO a tutti!

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2 commenti Agosto 15, 2008

Dolcetti di carnevale – frappe senza burro

Nelle varie regioni italiane a Carnevale , si preparano le classiche Chiacchere, Bugie, Frappe, Lattughe ecc… ogni regione ha il suo nome per questi dolcetti deliziosi, oggi daro’ una ricetta di questo dolce un pochino diversa : le frappe senza burro.

Ingredienti : 3 etti di farina, un uovo intero + un tuorlo, 40gr. zucchero

4 cucchiai di liquore (rum, marsala, cognac, grappa)

Buccia di limone grattugiata, zucchero a velo, olio x friggere.

Setacciate sulla spianatoia la farina, fate un incavo nel centro e rompetevi le uova, unire il liquore, la buccia di limone, lo zucchero. Impastare bene il tutto e lasciate a riposo una mezz’oretta coperto da un tovagliolo.

Spianate la sfoglia molto sottile, aiutandovi se volete con la macchinetta.

Ricavate dalla pasta dei nastri lunghi cm. 10 e larghi 3/4 cm. da modellare a fiocco restringendoli al centro con le dita.

Friggetene poche per volta nell’olio, scolatele dorate e cospargetele di zucchero a velo.

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2 commenti Gennaio 17, 2008

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