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25 Aprile 2009- FESTA della LIBERAZIONE

Buon 25 aprile a tutti.. a tutti noi privilegiati.. che non abbiamo conosciuto gli orrori della guerra.. buon 25 aprile  a chi ha combattutto allora per la libertà e combatte ora per mantenerne viva la memoria.

3 commenti Aprile 24, 2009

UNITI per l’ ABRUZZO

UNITI PER L’ ABRUZZO

RACCOLTA GENERI ALIMENTARI PER L’ABRUZZO

A MONTE MARIO (Roma)
Anche nel XIX municipio come nel resto del Paese, ci stiamo muovendo per aiutare le vittime del terremoto che ha ferito l’Abruzzo ma che ha colpito indirettamente ognuno di noi, attraverso una raccolta di beni di prima necessità.

I BENI CONSIGLIATI SONO:

ACQUA
OLIO
PASTA e RISO
LATTE (A LUNGA CONSERVAZIONE E IN POLVERE)
OMOGENIZZATI
PRODOTTI IN SCATOLA (PELATI, LEGUMI, TONNO)
CAFFE’
BISCOTTI
PANNOLINI E ASSORBENTI
CAPI INTIMI NUOVI (UOMO, DONNA, BAMBINO)

I PUNTI DI RACCOLTA SARANNO:

9 APRILE Supermercato GS – Via Acquedotto del Peschiera 22

10 APRILE Supermercato PIM – Via Cortina D’Ampezzo (angolo v.Trionfale)

11 APRILE Supermercato GS – Via Cortina D’Ampezzo 369

Per info chiamare il numero: 339 3146032 o contattateci all’indirizzo e-mail agmontemario@hotmail.it

Grazie a tutti.

Add comment Aprile 7, 2009

Il Carnevale a Bibbiena e a Muggia

http://www.piccinettiart.com/images/photos/4b.jpg

Il Carnevale si festeggia da tempi remotissimi un po’ in tutta la nostra Penisola , da quello famoso e coloratissimo di Viareggio  con i suoi  carri allegorici  a quelli di altri piccoli centri,  meno rinomati e conosciuti.

A Bibbiena, una cittadina collinare che sovrasta l’Arno in provincia di Arezzo, a Carnevale ogni anno si rappresenta una storia che viene dal Medioevo.

La storia è questa: Bartolomea, bella popolana del Fondaccio e fidanzata di Cecco, viene rapita da un ricco signore della contrada di Piazza.  Come ogni borgo toscano che si rispetti, fin dal Medioevo Bibbiena è divisa in fazioni, cosi’ i “fondaccini” per salvare l’onore della loro contradaiola, si rivoltano e la liberano.

La sfilate in costume , partendo dai rispettivi rioni, passano attraverso le strade acciottolate del paese  per raggiungere piazza Tarlati insieme a sbandieratori e guardie a cavallo.  Qui un attore narra al pubblico le varie fasi della storia, poi si cantano le antiche filastrocche.  Intanto ci si passa il fiasco di vino dal quale ognuno deve bere, senza smettere, fino al termine della ballata.

Un altro appuntamento in “maschera” lo possiamo trovare in Friuli a Muggia,  piccolo centro a pochi km. da Trieste, dove si festeggia da piu’ di cinquant’anni il suo famoso Carnevale.

Tanti anni fa,  le donne, le  fanciulle e  le bambine di Muggia,  il Giovedi’ grasso si vestivano in costume e giravano in allegria per le strade del paese.

Allo scoccare delle cinque, quando padri, fratelli e mariti tornavano a casa con il vaporetto, si rimettevano velocemente gli abiti comuni.  Un giorno, un mattacchione decise di spostare indietro le lancette dell’orologio comunale e le donne furono colte sul fatto dai loro uomini, prima furiosi poi compiacenti e divertiti.

Erano gli anni trenta e da allora, il Carnevale a Muggia è una tradizione da vivere al massimo dell’allegria.

Alle maschere con gli anni si sono aggiunti carri allegorici, sfilate, spettacoli e concorsi.


http://digilander.libero.it/marconimartina/apilaboriose/maschere_italiane.jpg


4 commenti Febbraio 6, 2009

Liguria: Triora, dove un tempo abitavano le streghe

Vista dal basso è solo uno sperone di roccia con ripidi sentieri tagliati nel poco spazio disponibile.

Quando si ci avvicina pero’ il borgo ligure di Triora rivela edifici antichi dai muri di pietra e tetti di ardesia.

L’aria tersa, i vicoli,  le scalinate e gli stemmi sui portici le conferiscono un’atmosfera quasi incantata, dove tutto parla ancora di magia.

Triora è ricca di storia, è nota infatti per un processo alle streghe che si svolse tra il 1587 e il 1589.  Trecento donne furono interrogate dagli inquisitori della vicina Albenga, 50 di loro vennero torturate e alcune morirono per gli stenti.

Le condanne, mai eseguite perchè rischiavano di coinvolgere anche alcune nobildonne del luogo, si basavano su incredibili capi d’accusa: le “baggiue” (nome che si dava alle fattucchiere liguri), erano sospettate di aver procurato “pestilenze et morbi”, di giocare a palla con i neonati, di organizzare riti orgiastici insieme a Lucifero.

I luoghi dei loro Sabba esistono tuttora; si riunivano davanti alla fortezza della Cabotina, dove una lapide ricorda queste cronache efferate, alla fontana Soprana e nelle vicinanze di Porta Sottana, una delle sette porte da cui si accedeva al paese.

Nel Museo di Triora sono conservati i verbali delle confessioni estorte.

In mostra anche gli oggetti della vita quotidiana medioevale e della medicina popolare che non di rado veniva esercitata proprio dalle donne accusate di stregoneria.

Entrando in paese una targa antica avverte:

- Chi qui soggiorna acquista quel che perde-  frase che sottolinea il clima mite e la bellezza dell’ampia vallata del torrente Argentina.

Tra vicoli, archi e logge di Triora si possono ammirare la Collegiata dell’Assunta,  che attraversa tutta la storia di Triora dall’epoca romana fino ai rimaneggiamenti del secolo scorso.;  L’oratorio di San Giovanni, che poggia su dodici colonne;  la fortezza di San Dalmazio, del 1200.

Nei negozi d’ artigianato si possono acquistare le bambole vestite di nero con il cappellone da strega.

Meritano anche di una visita due frazioni di Triora:  Realdo, un borgo affacciato su uno strapiombo, dove gli anziani parlano ancora il provenzale, e Loreto famoso per un ponte sospeso tra cupe pareti di roccia, sulle quali i giovani del luogo improvvisano scalate e gare di coraggio.

Triora 032 da lorenzo_t.

1 commento Gennaio 6, 2009

Ricette liguri: Pesce Spada “accomodato”

La cucina regionale italiana è una fonte inesauribile di ricette che rispecchiano il clima, il carattere, i costumi, addirittura, in alcune regioni abbiamo ricette  gastronomiche che si “assomigliano”.  Questo si deve sicuramente alle varie influenze di popoli dominatori che si sono avute nel corso dei secoli nel nostro Paese.

Sotto suggerimento di Caravaggio, una simpatica e brava blogger che ho avuto il piacere di incontrare visitando il blog di Placidasignora , oggi pubblico una ricetta che solitamente  nella gastronomia ligure tradizionale  si prepara con lo stoccafisso, ma che la mia mamma cucinava, a volte, nella versione meno tradizionale con un altro tipo di pesce tipico di una regione ( anzi di un’isola) lontana dalla Liguria, ma abitata da “gente di mare”come la mia. Questo paese è la Sicilia ed il pesce è il Pesce Spada.

Pesce spada “accomodato”

http://www.ismea.it/flex/images/D.98af1616f5581cbeabf7/pesce_spada.jpg

Ingredienti: 600 gr. di pesce spada,  1 cipolla,  2 cucchiai di pinoli, 350 pomodori maturi o  pomodori pelati, 400gr. patate,  3 cucchiai di capperi,  15 olive verdi,  1 bicchiere vino bianco secco, alcune foglie di basilico, sale e pepe,  un ciuffetto di basilico,  5 cucchiai olio extravergine.

Esecuzione: In un capiente tegame far rosolare la cipolla, tritata fine, assieme ai pinoli, in abbondante olio, aggiungere la polpa di pomodoro maturo, le olive e i capperi dissalati.  Cuocere per una ventina di minuti, finchè tutto sarà amalgamato.  Aggiungere poi il pesce spada a tocchi e bagnare con vino bianco secco, lasciar sfumare e cuocere per altri 10 minuti.   A parte si saranno lessate 3 patate tagliate a fette spesse, che si aggiungeranno all’intingolo di pesce spada insieme ad un ciuffo di basilico sminuzzato.  Fare poi amalgamare il tutto per qualche altro minuto e servire caldo.


http://www.griffini.lo.it/laScuola/prodotti/energia/UN%20MONDO%20SQUILIBRATO/immagini/mondo.JPG

Mi farebbe piacere scambiare informazioni e curiosità sulla gastronomia italiana  regionale e perché no, pure su quella Internazionale!

C’è tanto ancora, da vedere e conoscere  dal e nel Mondo amici!

5 commenti Dicembre 3, 2008

Sperare di non spirare.

http://www.dedalonews.it/dati/images/NaveItalia.jpg

Giammai sia,

che sia spirata la Democrazia.

E’ malata e fragile, questo è evidente,

si trova in alto mare,

ma la partita non è chiusa

proprio per niente.

Affidata ad altri uomini,

dalle innovative idee,

la riporteremo gradualmente

a nuova e miglior vita certamente.

Qualcuno di noi, ha  già affermato

che è morta e seppellita,

Se permettete, mi dissento,

non siamo giunti agli ultimi saluti

non dobbiamo portarla

al Campo de l’alberi pizzuti.

No amici, vi scongiuro.

non  accendiamo ceri,

né a lutto vestiamo la nostra bandiera,

canti di Requiem intoniamo,

sebbene sia malconcia

è ancora in vita

e ha  germogli nuovi di speranza

Non perdiamola,

e soprattutto, non perdiamo

la  BUONA MEMORIA

della nostra STORIA.

E al pari di un equipaggio affiatato

riusciremo, ne son certa,

a virare di bordo

e infine, uscire da questo nostro

TEMPO  incerto e balordo.

http://www.artelagonigro.com/LA%20BUSSOLA%20DELLA%20BARCA%20SMARRITA%20olio%20su%20tela%20cm.50x60%20PER%20AS.jpg






Add comment Novembre 7, 2008

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