Posts filed under ‘mare




Dolce ligure : Latte alla grotta (sciummette)

http://2.bp.blogspot.com/_5WTy5kPal40/R80Ltcq9JkI/AAAAAAAAAhc/H8-dfjAV6NA/s320/Dal+mare.jpg PORTOVENERE

San Pietro grotta Byron

La Liguria ha inventato questo dolce  ispirandosi alla schiuma del mare che si infrange sulle rocce.

Il loro nome “sciummette” deriva proprio dalla schiuma che “ricama” il mare;    purtroppo questi squisiti dolci sono quasi “dimenticati”ed è un vero peccato perchè  sono veramente delicati e fragranti.

Per ricordare e pubblicare la ricetta ho dovuto ricorrere ad un vecchio ricettario ligure regalatomi da una cara amica genovese al tempo della mia dipartita da Genova nel lontano 1982.

Il ricettario era della Luigia, che adesso purtroppo non c’è  piu’ , lo conservo gelosamente con  affetto, per me è prezioso.

Al suo interno ci sono annotazioni mie e sue, scritte col lapis (come usava dire la Luigia) è anche pieno zeppo di impronte vecchie e   untuose  (anche queste mie e sue)  e su qualche pagina si possono vedere antiche  fotografie in bianco e nero di vari ristoranti e trattorie genovesi che adesso , come la mia cara Luigia, purtroppo non esistono piu’.

Ora metto da parte i ricordi e i sentimentalismi e posto la quasi-dimenticata  ricetta del LATTE alla GROTTA,  o meglio delle “sciummette”

sciummette di carnevale Dosi per 4/6 persone

Ingredienti :  Un litro di latte – gr. 75 di zucchero – 4 uova intere – un cucchiaino colmo di farina bianca – un cucchiaio di pistacchi o mandorle – cannella in polvere.

In una casseruola bollite il latte, tenendone da parte 5-6 cucchiai;

sbattete a neve fermissima gli  albumi, aggiungete un cucchiaio colmo di zucchero e incorporatelo mescolando dall’alto in basso.

Versate questo composto a cucchiaiate nel latte bollente: si formeranno delle frittelle;        appena rapprese da una parte, voltatele con una schiumarola e scolatele delicatamente, mettendole su un piatto di portata fondo.

Mescolate lo zucchero rimasto con la farina, aggiungeteli al latte tolto dal fuoco, rimescolate bene e lasciate raffreddare.

Tritate e schiacciate i pistacchi, spellati in acqua bollente, bolliteli un minuto nel latte tolto dal litro, passate tutto attraverso un colino, direttamente nella casseruola con l’altro latte, e unite quindi i tuorli sbattuti.

Mettete sul fuoco e riscaldate la crema sempre mescolando, senza portarla a bollore, versatela sulle “sciummette” spolverizzandole con la cannella.

http://farm4.static.flickr.com/3217/2910110544_5984e56d35.jpg?v=0

4 commenti Aprile 3, 2009

Tre figurine lontane…..

http://farm4.static.flickr.com/3162/2415377677_c03f105d72.jpg?v=0

Il treno percorreva i binari a velocità moderata, al finestrino osservavo distrattamente il panorama marino, quando all’improvviso vi scorsi: agivate fazzoletti bianchi in segno di saluto sulla terrazza assolata.

Ricambiai sbracciandomi a mia volta, sorpresa ed emozionata per quella vostra felice iniziativa;  pensai sorridendo, che nonostante la vostra non piu’ verde età, eravate simili a tre ragazzini pazzerelli.

Il treno intanto si allontanava  ed io tenevo lo sguardo fisso, sino a dove l’occhio poteva scorgervi.

Ora eravate tre figurine non ben definite, poi, mano mano diventaste tre puntini stagliati contro uno sfondo di colore bianco dorato che dietro alla prima curva dei binari, scomparvero definitivamente.

E’ passato molto tempo da allora, ed io ho viaggiato su molti altri treni,  ma  ogni volta che dal treno vedo il mare, mi torna alla  mente  l’immagine tenera e cara di voi tre, che mi salutate allegramente sventagliando fazzoletti bianchi dalla  terrazza sul mare.

Tre anni dopo , nei primi tre mesi di un anno maledetto e  sciagurato, ( il famigerato numero tre non è decisamente il numero perfetto, almeno per me), mi lasciaste, prendendo l’ultimo treno verso l’ultima e definitiva destinazione che prima o dopo tocca a tutti gli esseri viventi.

Gli anni della mia infanzia e giovinezza, accanto a voi, sono stati per me preziosi e indimenticabili.

Avete arricchito i miei giovani giorni con l’amore e l’esperienza di tutta la vostra vita, donandomi consigli, amicizia e aiuto, condividendo le mie gioie e le mie piccole preoccupazioni di adolescente.

Ma soprattutto, una cosa di grande valore, mi avete lasciato ed insegnato, che mi aiuto’ a superare il dolore infinito della vostra assenza e che continuo a mettere in pratica ogni volta che la vita mi riserva nuove e difficili prove.

La vita non è facile, ma ti garantiamo che vale la pena di viverla!

E già, la vita non è stata facile, ma mi ha dato anche grandi gioie, come quella di essere madre, di poter contare nell’amore della mia attuale famiglia e di amici (quelli veri intendo) affettuosi e sinceri.

Grazie, vostra Titti.


4 commenti Novembre 20, 2008

Una “virgola” nell’oceano Atlantico

Tristan da Cunha è veramente una virgola nell’oceano: dista 2.437 KM. dall’Isola di Sant’Elena e oltre 3.000 dal Sudafrica.

L’ isola è un vulcano sorto 3 milioni di anni fa. Sul versante meno ripido, dal 1816 è sorta una comunità che oggi conta 300 persone. Ai suoi rifornimenti provvedono navi provenienti dal Sudafrica: 5 o 6 all’anno.

I 300 abitanti dell’isola chiamano semplicemente Settlement (villaggio), il piccolo paese che nelle carte ufficiali ha per nome “Edimburgo dei sette mari”, in onore di Alfred Duca di Edimburgo, che nel 1867 visito’ Tristan da Cunha.

Anche i cognomi, solamente sette, non vengono mai citati essendo tutti parenti, gli abitanti sono costretti non solo a chiamarsi per nome, ma a trovare sempre nomi nuovi per evitare fraintendimenti.

Vivono tutti li’, in un centinaio di casette bianche che si snodano lungo le uniche due strade del villaggio, abbastanza vicini per potersi chiamare a voce e abbastanza lontani per non rubarsi il sole.

L’approdo in questa isoletta è inaccessibile: scogli nascosti sotto l’acqua ne impediscono l’approdo, gli abitanti vanno incontro alle navi con barche da pesca!

L’aragosta è il principale prodotto da esportazione, le condizioni del mare pero’ permettono la pesca solo pochi giorni al mese.

A Tristan, quando non si puo’ uscire a pescare, ci si dedica al miglioramento delle strade, alla produzione di mattoni, alla caccia delle mucche che vivono allo stato brado.

In questo francobollo di terra perso nell’oceano,il capo della polizia e i suoi assistenti non hanno mai perseguito reati o fatto multe!

La legge è nell’ unica persona di Brian Balduin, amministratore per conto della Regina Elisabetta (Regno Unito), egli è un innovatore, che ha messo a disposizione di tutti il suo indirizzo email, in modo che la gente non sia costretta ad aspettare la posta per dei mesi, ha inoltre fatto installare una cabina con telefono satellitare.

Invece per un altro abitante dell’isola, John Lavarello (cognome portato dagli eredi di un marinaio ligure naufragato nel 1892), le cose stanno cambiando troppo velocemente: la biblioteca, con i giornali e riviste internazionali, potrebbero risvegliare i giovani e il telefono satellitare a che cosa serve? Si chiede l’uomo, ricordando l’episodio di un anziano abitante dell’isola, suonatore di fisarmonica che ebbe un colpo apoplettico qualche anno addietro e che sopravvisse fino all’esaurimento della riserva di ossigeno. Certamente non lo avrebbe salvato neppure una telefonata a Città del Capo, poichè la nave avrebbe impiegato sei giorni ad arrivare!

La maggior parte degli abitanti ha paura del cambiamento, temono che le innovazioni possano distruggere lo spirito comunitario e i principi di fratellanza dei padri fondatori.

A Tristan tutti aiutano tutti, e se il raccolto di qualcuno va in malora gli altri gli regalano una parte del proprio. Quando arriva una nave, tutti, uomini e donne, formano una lunga coda dal porto fino al magazzino, passandosi di mano in mano scatole di fagioli, casse di birra, biancheria, stivali ecc…

La scuola è gratis, ma la natalità è in calo. La palestra ogni sabato sera si trasforma in discoteca.

Sull’isola non vi sono separazioni di coppia, l’unica via di fuga dalla vita matrimoniale è rappresentata dal mare, le coppie stabili si formano già a un’età molto precoce.

Ai giovani, soprattutto alle ragazze, l’isola comincia a stare stretta, molte si lamentano della monotonia della vita. Il governo britannico mette a disposizione cinque posti e sussidi in Inghilterra per gli abitanti che decidono di trasferirsi.

Ma c’è anche il rovescio della medaglia: da dopo che in Inghilterra è stato trasmesso in televisione un documentario sull’isola, sono piovute richieste di “immigrazione” da parte di persone affascinate dalla vita semplice e solitaria dell’isola.

Le notizie che pubblico sul post, provengono da un articolo che lessi sulla rivista FOCUS qualche anno fa che catturarono il mio interesse e la mia curiosità, soprattutto quando lessi che tra gli abitanti dell’isola sopravvivono due cognomi di origine ligure: sono i discendenti di due naufraghi camogliesi Gaetano Lavarello e Andrea Repetto che nel 1892 decidono di rimanere a Tristan, contribuendo cosi’ all’ampliamento della comunità.


A Camogli (Liguria) c’è una targa che ricorda i due marinai che fecero naufragio sull’isola Tristan da Cunha

//www.cifr.it/Camogli-Largo-Tristan-da-Cunha-targa.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.m

fotografiaTRISTAN Da CUNHA

L’isola dall’insediamento umano piu’ remoto al mondo!

2 commenti Ottobre 17, 2008

COZZE RIPIENE alla genovese

La cucina ligure, come ho detto già in alcuni precedenti post, non è terra di ghiottoni ma cucina essenziale, ricca di inventiva e creatività.

Comunque, grazie ai suoi intensi rapporti mercantili internazionali ha subito l’influenza gastronomica di terre lontane come l’araba, la spagnola, la musulmana e la sicula.

IL PORTO di GENOVA

Oggi voglio darvi una ricetta di pesce, appetitosa e di facile esecuzione: le cozze ripiene, a Zena : “MUSCOLI”.

Ingredienti per 6 persone:

un kg e mezzo di COZZE (MUSCOLI in dialetto genovese)

Per il ripieno: gr. 400 di cipolline fresche e porri, gr.500 di riso, gr. 150 di pomodori maturi (oppure una scatola di pelati), gr.60 pinoli tritati, g.40 di uva passa (rinvenuta in acqua tiepida), un dl. olio evo, sale e pepe.

Per la cottura finale. 4 cucchiai di olio evo, un bicchiere di vino bianco secco.

Pulite con cura le cozze, togliendo i filamenti e le incostrazioni, quindi passatele sotto l’acqua corrente e lavatele bene. Mettetele in una pentola su fiamma “allegra” e fatele aprire.

Intanto preparerete il ripieno tritando le cipolline, poi i pinoli, versate in una ciotola ampia e unite il riso, l’uva passa e la polpa dei pomodori maturi, versate un dl di olio, regolate di sale e pepe e mescolate piu’ volte amalgamando bene.

Con questo ripieno farcite i gusci delle cozze e richiudete le valve.

Adagiate le cozze in una teglia da forno, poi bagnatele con poco olio e vino bianco secco.

Mettete in forno a (180 gradi) per circa due ore, il tempo che si cuocia il ripieno e si addensi il sugo, quindi servitele calde.

http://www.saporando.it/upload/107200774245PMprima.jpg

2 commenti Settembre 5, 2008

Analogie: Il Lago come il Mare

"Domenica ti porterò sul lago..." da PaoloBis.Con il cuore ricolmo di nostalgia
venivo quasi ogni giorno presso la tua riva.
Ricordavo il mio lontano MARE e la sua natura cangiante
per le maree ed i venti
Nelle tue tranquille , lacustri acque
m’illudevo di respirare ancora
l’aria spumosa e salmastra
delle onde del mio lontano MARE
Ma questo ingenuo pensiero
mi fu di conforto per poche settimane.
Improvvisamente un giorno di settembre
al tramontare del sole
svani ‘velocemente.
Forse furono
due bianchi cigni innamorati
che nuotando sfioravano
le tue silenziose e profonde acque,
Oppure il profumo della natura incontaminata,
o quella barca in attesa di turisti
ormeggiata sulla riva opposta
non so… so soltanto che d’allora
Dolce LAGO ,
hai incantato e confortato il mio cuore
come e piu’
del mio salato e frizzante MARE.

http://www.marcantoniocolonna.eu/FOTOGRAFIE/PITTORI%20DI%20MARINA/O'Mill%20-%20Il%20Mare.jpg


4 commenti Agosto 26, 2008

Buone vacanze a tutti !!!

//upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/bd/Sestri_Levante-DSCF8408.JPG/300px-Sestri_Levante-DSCF8408.JPG” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori. E’ arrivato anche per me il momento di staccare la spina per un po’, auguro buone vacanze a tutti e se qualcuno di voi passasse in Liguria esattamente nel Borgo storico di Sestri Levante, potrà vedere questo antico carretto dei gelati, ricordo sbiadito di una tradizione ormai scomparsa.

Invece il gelato, fortunatamente per noi, esiste ancora!!!

http://www.damnilikethat.com/wp-content/uploads/2007/07/ice-cream-cone-dishes-spo.jpgBUONE VACANZE !!!!!!

3 commenti Luglio 22, 2008

Cinque Terre – Liguria

Le Cinque Terre sono una delle zone costiere piu’ belle d’Italia, comprendono i seguenti paesini:

RIOMAGGIORE, MANAROLA, CORNIGLIA, VERNAZZA, MONTEROSSO.

Microscopici paesini arroccati sulle rocce a picco sul mare, sono uno spettacolo di incredibile bellezza.

Il modo per visitare questi luoghi, unici al mondo, è di percorrere la famosa Via dell’Amore, un sentiero scavato nella roccia a picco sul mare, immerso nel verde, lo si percorre in circa mezz’ora e fa parte del territorio del Parco Nazionale, un’area marina protetta e tutelata dall’Unesco dal 1997.

Visitare le Cinque Terre per me è un viaggio attraverso i Cinque Sensi: odori, sapori, colori, percorsi visivi di suggestivi panorami, suscitano emozioni di gioia e benessere per il corpo e la mente.

La natura in Liguria ha una doppia faccia: da una parte benigna e serena nel clima, nei colori, nella vegetazione lussureggiante. Dall’altra difficile nella scarsità delle risorse e nella mancanza di spazio pianeggiante, che ha costretto la gente ad infittirsi verticalmente sulla costa, a tagliare a forza di braccia la montagna per ricavare lo spazio dove coltivare, a industriarsi ovunque e comunque per trovare il posto dove insediarsi e vivere.

Le Cinque Terre ne sono un modello esemplare: le case rosa, dritte sul costone che scende precipitando nel mare, sono abbracciate dall’ulivo . Alle loro spalle, sulle strette “fasce” che scalinano il monte, si allineano i piccoli vigneti inebriati di sole e di salmastro.

Dietro la casa c’è l’orto, diviso in piu’ scampoli di terra: qui un quadratino per il basilico e le erbette, la’ i filari di pomodori e l’insalata, le zucchine (anzi, gli zucchini), le bietole e i fagiolini. Ecco i fiorellini blu della borragine, i ciuffi di rosmarino, prezzemolo, salvia e rosmarino…… In pochi metri, c’è il, segreto di una tavola semplice e odorosa, povera di ingredienti e ricca di fantasia.

Per la gente originaria di questi posti, abituata da secoli a trovare lavoro e fortuna sul mare, a navigare per stagioni e stagioni, la casa è porto, rifugio, ancora, nostalgia, radici. La casa è il simbolo della terraferma, della famiglia e del riposo. Magari verrà dinuovo il momento di partire, di mettersi in mare, ma la casa sarà la’ ad attendere, solida e sicura, ridente di gerani e profumata d’erbe.

Vale veramente la pena di visitare questi 5 borghi rivieraschi non soltanto per la loro pittoresca bellezza ma anche per la loro cucina marinara che si fonde con quella dell’entroterra e di degustare o acquistare il suo famoso vinello che si abbina ottimamente con i dolci tipici del luogo: lo SCIACCHETRA’.

ManarolaMANAROLA

HDR - Boat at Vernazza - Barche a VernazzaVERNAZZA


Riomaggiore - La marina al crepuscoloRIOMAGGIORE

 Baia di Monterosso - 5 TerreMONTEROSSO Baia

CornigliaCORNIGLIA

VIA DELL’AMORE.

5 commenti Giugno 30, 2008

  • Commenti Recenti

    Anna righeblu su Fettuccine alla papalina (cuci…
    alfredo su Il cuore è sempre bambino …
    zorro 57 su Il cuore è sempre bambino …
    tittieco su Il cuore è sempre bambino …
    Licia su Il cuore è sempre bambino …
  • Flickr Photos

    More Photos
  • Cloud delle categorie

    amici amore animali auguri cantautori colori cucina dolci donne emozioni estate favole frutta genova idee infanzia Italia libri Liguria mare musica pasticceria poesia posti di mare ricette ricordi tradizioni nel mondo verdura video vita
  • del.icio.us

  • Archivi

  •