Posts filed under ‘poesia’
Poesia : Le viole in giardino
Ti scrivo queste righe, questa sera
in questo mese che è Aprile.
Son qui seduta, alla vecchia scrivania
quella stile Maggiolini.
Tu sai bene, che l’arredamento stile antico
a me non piace,
ma considero l’antica scrivania
non come un pezzo d’antiquariato
ma un pezzo del mio passato.
Trasportata in ogni mio trasloco
apparteneva a chi ho perduto per sempre
e sempre sarà con me in ogni luogo.
Qualcuno mi chiama, devo andare
volevo solo dirti questa cosa
nel mio piccolo giardin0
son nate le viole
di me non ti scordar

Add comment Aprile 29, 2009
Passato e presente
Gioco col tempo
e riunisco insieme
passato e presente
attraverso confusi ricordi e realtà quotidiane
come note musicali di brani già noti
e suoni e ritmi a me stranieri
Passato e presente si fondono
Ora nuoto lentamente a dorso, nel tempo
sempre piu’ indietro….
ora nuoto lentamente
con ritmo e respiro cadenzato
due tre, due tre
sempre piu’ avanti
ritornando al presente
e tutto si ricompone come
in un intricato grande puzzle.
Passato e presente
si fondono e confondono insieme…
quadro ispirato a Giano bifronte
(Olio su tela di Tommaso Cocco)
3 commenti Aprile 1, 2009
Poesia Rosa antico
ROSA ANTICO
Il tuo ultimo vestito
fu di colore rosa-antico.
Ricordi? Quello senza bottoni
che indossavi nelle migliori occasioni
con al collo il filo di perle
e le scarpe scamosciate marroni?
Ti piaceva, a me no.
Mi chiedevi con insistenza
- Forse è per la foggia, per il colore?-
Rispondevo – Non credo, non so…-
Sembravi infastidita, quasi offesa
dalla mia risposta indecisa
ed io, per placare questa tua contrarietà
inventai una banale scusa
dissi : -Tu stai meglio in gonna e blusa-.
Il tuo ultimo vestito,
quello di colore rosa -antico
ora so esattamente
per quale motivo
suscitasse in me
quella forte antipatia
fu premonizione o forse soltanto caso:
i miei occhi avrebbero visto
l’ultima immagine di te
con indosso l’abito color
ROSA ANTICO
Ora, nuvole di colore rosa antico
navigano nel vento e
oscurano malinconie lontane
e il ricordo di te si fa leggero.

13 commenti Febbraio 22, 2009
oggi: Giornata Mondiale per l’Infanzia
FILASTROCCA DI TUTTI I BAMBINI
Filastrocca di tutti i bambini,
per gli indiani e per gli abissini
per i russi e per gli inglesi
gli americani ed i francesi
per quelli neri come il carbone
per quelli rossi come il mattone
per quelli gialli che stanno in Cina
dove è sera se qui è mattina
per quelli che stanno in mezzo ai ghiacci
e dormono dentro un sacco di stracci
per quelli che stanno nella foresta
dove le scimmie fan sempre festa
per quelli che stanno di qua e di la’,
in campagna ed in citta’
per i bambini di tutto il mondo
che fanno un grande girotondo
con le mani nelle mani
sui paralleli e sui meridiani.
G. Rodari

1 commento Novembre 20, 2008
Sperare di non spirare.

Giammai sia,
che sia spirata la Democrazia.
E’ malata e fragile, questo è evidente,
si trova in alto mare,
ma la partita non è chiusa
proprio per niente.
Affidata ad altri uomini,
dalle innovative idee,
la riporteremo gradualmente
a nuova e miglior vita certamente.
Qualcuno di noi, ha già affermato
che è morta e seppellita,
Se permettete, mi dissento,
non siamo giunti agli ultimi saluti
non dobbiamo portarla
al Campo de l’alberi pizzuti.
No amici, vi scongiuro.
non accendiamo ceri,
né a lutto vestiamo la nostra bandiera,
né canti di Requiem intoniamo,
sebbene sia malconcia
è ancora in vita
e ha germogli nuovi di speranza
Non perdiamola,
e soprattutto, non perdiamo
la BUONA MEMORIA
della nostra STORIA.
E al pari di un equipaggio affiatato
riusciremo, ne son certa,
a virare di bordo
e infine, uscire da questo nostro
TEMPO incerto e balordo.

Add comment Novembre 7, 2008
il segreto di Priscilla
E’ ormai sera,
Cade la pioggia dal cielo,
la giovane donna rincasa.
Sale lenta la scalinata
che ore prima, al mattino
ha sceso con cuore e passo leggero.
Goccia a goccia, stilla a stilla
pioggia e lacrime si confondono.
Il ritorno si fa piu’ duro.
Il passo rallenta, poi riprende deciso.
Piange, la giovane donna
piange ed è fuori di sé, fuori dal mondo,
dentro al vuoto.
Chi mai l’avrà ferita?
Forse un amore offeso e ingannato
o il negativo verdetto
di un esame già dato
un banale litigio con l’amica del cuore
o piu’ semplicemente
una malinconia dolce e pacata
che prende, a volte, nelle sere autunnali
e il mattino dopo
con i primi raggi di sole scompare
Quale sarà il suo nascosto segreto? Chissà.
La pioggia scende sulle piccole spalle,
su l’esile collo, sul suo giovane volto
goccia a goccia, stilla a stilla
e verso casa fa ritorno
la misteriosa Priscilla.
2 commenti Ottobre 15, 2008
Hermann Hesse: poeta, scrittore, pittore
Hermann Hesse già all’età di 13 anni decise che sarebbe diventato scrittore.
Nel 1916 gli fu conferito il Premio Nobel per la letteratura.
Fece parecchi viaggi in Italia settentrionale, quasi sempre in compagnia di amici, le sue mete furono la Pianura Padana, la Toscana, Venezia e Firenze.
Nel 1919 scelse di stabilirsi per sempre sul Ticino, con lo “sguardo verso l’Italia” e nell’incanto della sua cultura.
Lo scrittore quasi quarantenne, in un periodo “buio” della sua vita, decise di dedicarsi alla pittura, sotto consiglio di uno psicoterapeuta e scelse, dopo aver sperimentato varie tecniche quella dell’acquarello.
Dal 1918 Hesse inizia a vendere poesie illustrate a colori, il cui importo va a favore della libreria da lui gestita per i prigionieri di guerra.
Fino alla fine degli anni trenta lo scrittore/pittore dipinge acquarelli dai colori vivaci ispirandosi alle sue numerose gite in Ticino. Oggi le sue opere sono apprezzate ed esposte in tutto il mondo.

Ecco in una notte d’Aprile, cosa annota lo scrittore da grande Maestro della Poesia quale era:
Oh, sì, ci sono i colori:
blu, giallo, bianco, rosso e verde!
Oh, sì, ci sono i toni:
soprano e basso, corno e oboe!
Oh, sì, che c’è la lingua.
Parole, versi e rime,
tenerezze dell’accordo
marcia e danze della sintassi!
Chi giocò ai loro giochi
Chi assaporò i loro incanti
A lui fiorisce il mondo,
a lui ride e gli mostra
il suo cuore, il suo senso.
Quel che amavi e desideravi,
quel che sognavi e vivevi
ma sei proprio sicuro
fosse il piacere o il dolore?
Sol-diesis e la-bemolle,
mi-bemolle o re-diesis
l’orecchio può distinguerli?
( HERMANN HESSE )

1 commento Settembre 19, 2008
Analogie: Il Lago come il Mare
Con il cuore ricolmo di nostalgia
4 commenti Agosto 26, 2008
La strada della vita

La lunga strada della vita
si modifica e si snoda
in svariati paesaggi:
Ora in sentieri tortuosi e stretti
ora in viali ombreggiati e larghi.
Noi, instancabili maratoneti
la percorriamo con passo di pianura.
A volte la strada si fa piu’ dura
e noi, perseveranti scalatori di montagna
sfidando gli impraticabili suoi fianchi
con passi accorti, col vuoto alle spalle
cerchiamo nuovi punti di appoggio
andiamo avanti adagio, senza fretta
scrutando l’ignota vetta.
Raggiunta la cima, ti accorgi che non è finita
e sceso giu’ a valle c’è un bivio che ti aspetta
e una scelta ancora.
Ti fermi , guardi a manca e a destra
per capire qual’è la strada giusta, la via maestra
e chiedi indicazioni, poi all’improvviso: scegli!
per istinto o per ragione
propendi per una decisione
e continui a testa alta,
fino a che non sarà finita
la lunga strada della vita.
Ercole al Bivio.
2 commenti Giugno 4, 2008
La voce del vento
Vento, che ora taci,
Un tempo lontano, mi hai parlato
sbuffando tra le foglie dell’edera sempreverde
annunciando il cambiamento.
Mi dicesti di guardare nell’angolo remoto della stanza,
dove scorsi la mia vecchia pelle stanca,
adagiata sul freddo pavimento
come liso, consumato indumento.
E in solo momento ho compreso
che dovevo guardare lontano
prendendo per mano
l’anima mia sfinita ,
rivalutando la vita.
Ora, la voce del vento
non odo piu’ da tempo.
A volte ne ascolto il respiro
nelle sere di maestrale,
quando sibila la sua furia ,
laggiù verso il mare
ma la voce, la voce del vento
non l’odo da tempo…..
La solitudine è ascoltare il vento e non poterlo raccontare a nessuno. ( Jim Morrison )
2 commenti Maggio 24, 2008
| Articoli Precedenti |