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Ricetta: Mattonella autunnale coi fiocchi (non d’avena) e tante gocce di sudore!

Care amiche e amici , devo ammettere che in questo ultimo  periodo ho trascurato un poco il mio bloghetto,  ma diciamolo   pure , curare un blog con dedizione e cura non  è sempre semplicissimo : gli impegni familiari e lavorativi con in piu’ qualche acciacchetto che la mia non piu’ verde età procura…..insomma per dirla con la simpatica e orecchiabile canzone di Luca Carboni :

- Ci vuole un fisico bestiale………….. ci vuole molto allenamento per stare dritti controvento…-

Ora pare sia tornata un pò di tranquillità nella mia vita, almeno lo spero,   dunque eccomi  nuovamente nel mio piccolo spazio  pronta a pubblicare un dolce,  che preparai per il compleanno di mia nuora l’anno passato e che è una bellezza per gli occhi e una goduria per il palato;

Ora non mi dilungo oltre e passo subito alla ricetta della :

MATTONELLA  AUTUNNALE

http://media.canadianfamily.ca/images/cf_apple-cake_main.jpg

INGREDIENTI per la PASTA

250 g. di farina – 30 g. di mandorle tritate – 180 g. di burro – 230 g. di zucchero – 4 uova – un pizzico di sale – mezzo bicchierino di liquore (crema di mandorla o di nocino ) -  una bustina di lievito vanigliato.

INGREDIENTI per FARCIRE

400 g. di panna da montare – 60 g. zucchero a velo – mezzo bicchierino di liquore (crema di mandorla o nocino) – 3 fichi verdi.

INGREDIENTI per DECORARE

100 g. di mandorle sbucciate e tostate – 8 acini d’uva nera – 3 fichi verdi

ESECUZIONE :

Pasta.    In una terrina lavorate il burro ammorbidito con lo zucchero fino ad ottenere un composto soffice.  Incorporate una alla volta le uova e aromatizzate con il liquore.  Setacciate la farina precedentemente miscelata con il lievito, unite il sale, le mandorle tritate, ed amalgamate bene il tutto.   Versate in uno stampo rettangolare imburrato ed infarinato e passate in forno già caldo a (180°) per circa 45 minuti.
Farcitura.    Lasciate raffreddare il dolce, tagliatelo orizzontalmente e spruzzate le due parti col liquore.  Montate la panna dolcificata con lo zucchero a velo e spalmatene un terzo sulla parte inferiore.    Tagliate i fichi a fettine, distribuiteli sulla panna e ricomponete la mattonella.
Decorazione.   Ricoprite l’intera mattonella con la panna tenuta da parte (conservatene 3 cucchiai)  sistemate le mandorle sui lati, gli acini d’uva ed i fichi tagliati a spicchi, sulla parte superiore.  Riempite una siringa per dolci con la panna conservata e decorate la mattonella a vostro piacere e fantasia.

http://www.bertolini.com/pagine_interne/laterale_mariarosa_ricette.jpgQuesto dolce è stato realizzato da me consultando il mitico ricettario Bertolini anni ‘70

5 commenti Ottobre 20, 2009

ricette dalla LIguria “PICCATIGLIO”

Il piccatiglio  è  una vivanda ligure molto antica,   originaria della Spagna veloce da preparare e molto gustosa.

In molte occasioni si utilizzavano gli avanzi e il piccatiglio si trasformava in un piatto del riciclo.

Ingredienti per 6 persone :

Un kg. di polpa di vitello – gr.40 di burro – 4 cucchiai olio evo – 2 cucchiai di prezzemolo fresco tritato -

una carota tritata – una cipolla bianca tritata – 10 olive nere  in salamoia – 2 mestoli di brodo

– 3 uova – sale e pepe

In una padella grande mettete a rosolare nel burro e nell’olio il trito di prezzemolo, carota e cipolla, poi la polpa delle olive nere.

Mescolate piu’ volte e lasciate cuocere per circa 5 minuti.  Unite al soffritto la carne precedentemente tritata e continuate la cottura, versando di tanto in tanto brodo, perchè non asciughi troppo.   Regolate di sale e pepe, mescolate e dopo circa 20 minuti incorporatevi le uova sbattute.

Un paio di minuti e togliete dal fuoco, servendo il piccatiglio caldo, accompagnato da spicchi di limone.

VARIANTE : Invece della polpa di vitello , si puo’ i preparare  il piccatiglio con carne di pollo o di cappone, sia cruda che cotta.



3 commenti Settembre 28, 2009

Ricette Liguria : “Picagge” al “Tocco” di funghi porcini

La ricetta di oggi è una tra le mie preferite,  non soltanto per la sua straordinaria bontà, ma soprattutto perché mi riporta a luoghi molto cari e ricchi di ricordi.

In Liguria si usa chiamare “PICAGGE” i lunghi nastrini che si acquistano in merceria e nella gastronomia ligure le PICAGGE liguri , altro non sono che tagliatelle, con la differenza che la dose di uova è dimezzata e la metà mancante è sostituita da acqua o meglio, da vino bianco secco.

Invece per il Tocco con la o chiusa (pronuncia tucco) s’intende il sugo con cui si condiscono le pastasciutte, risotti e polenta.

Ingredienti per la pasta fresca  Picagge (tagliatelle)

Farina di grano tenero 500 – N. 2 UOVA – Acqua e\o vino bianco – Sale -

Ingredienti per il Tocco de funsi (Sugo di funghi)

gr. 500 di funghi porcini , meglio se freschi (altrimenti  gr. 40 di funghi secchi)

Una piccola cipolla

uno spicchio d’aglio

mezzo dl di olio evo

4 pomodori spellati e privati dei semi

un rametto di rosmarino e un pugno scarso di pinoli

sale e pepe

Pulite i funghi dal terriccio e, poi lavateli in acqua corrente, asciugateli con un canovaccio ed infine tagliateli a fette.

Se sono secchi basta ammollarli in acqua tiepida almeno una mezz’ora prima di utilizzarli.

Intanto in un tegame fate rosolare nell’olio il trito di cipolla , aglio e pinoli (alcuni tritati grossolanamente e altri interi)  quando sarà appena dorato aggiungete i funghi affettati;  mescolate con un cucchiaio di legno e lasciate sobbolire per pochi minuti. Dopo unite i pomodori tagliati a dadolini, regolate di sale, profumate con il rosmarino mescolate il tutto, incoperchiate e lasciate cuocere a fiamma docile per circa mezz’ora.

http://www.gingerandtomato.com/wp-content/uploads/2008/07/funghi-porcini1.jpg

10 commenti Settembre 8, 2009

Pesche alla piemontese

La montagna è molto bella  in estate, prati in fiore, passeggiate nei boschi profumati e soprattutto niente neve!

E già,  sono tra quelle poche persone alle quali   la montagna in inverno non piace, forse perché non so sciare e odio il freddo , di conseguenza  per me risulta molto noioso stare tutta la giornata chiusa in albergo a sorseggiare tazze di cioccolata  calda, sonnecchiare, leggere, insomma non so cosa fare per ingannare il lungo trascorrere delle giornate…

Invece la montagna d’estate  per me significa,  lunghe passeggiate, ossigenando i polmoni e assaporando la quiete dei pascoli, il profumo dell’erba appena tagliata, il dolce scampanio delle mucche al pascolo e  scorpacciate di pesche spaccatelle alla piemontese e confettura di sambuco profumata e delicatissima , ottima da abbinare a ricotte o formaggi di mucca, e semplicemente sublime per farcire crostate e torte dolci.
La confettura di questo frutto è molto particolare , il suo sapore è delicatissimo e dal dolce profumo  del sambuco.

La  località  di montagna dove trovo queste delizie  dello spirito e del palato è un piccolo comune in provincia di Cuneo, nell”alta Valle Stura, Sambuco (Sambuch in piemontese, Lou Sambuc in occitano) che sorge ai piedi del monte Bersaio , una bellissima cattedrale di pietra fatta di pinnacoli e guglie che si erge a picco sopra l’abitato del paesino.

SAMBUCO- Cuneo

CAMPANILE  DELLA CHIESA BATTESIMALE DI SAN BARTOLOMEO

RICETTA delle Pesche spaccatelle alla piemontese

Panier_peche_andromede_basket


Dosi per 4 persone

Ingredienti :  4 pesche (spaccatelle)  -  gr. 40 di amaretti, qualche mandorla dolce spellata  -  4 cucchiai di zucchero  -  un cucchiaio di cacao amaro setacciato -  un bicchiere di vino dolce (tipo Moscato) -  una noce di burro.

Dividete le pesche a metà, togliete il nocciolo e scavate un pochino la cavità, mettendo la polpa che viene staccata in una terrina.

Unite le mandorle tritate gli amaretti sbriciolati, due cucchiai di zucchero e il cacao : amalgamate il tutto.  Se risultasse troppo asciutto, versate qualche cucchiaio di vino.

Riempite abbondantemente con questo composto le mezze pesche, disponetele in una teglia imburrata, versate il rimanente vino e spolverizzatele con lo zucchero.

Mettete in forno a 180 gradi per 40 minuti.

Finita la cottura  disporre  le pesche nei piattini e scegliete  se servirle ai vostri ospiti tiepide o fredde.


3 commenti Agosto 25, 2009

Seppie con i piselli alla ligure

Buongiorno,  prima di passare alla ricetta delle seppie e piselli, voglio raccontarvi un aneddoto con seguente proverbio, che era solita dire   la mia nonna  a noi nipoti quando friggeva le acciughe

Appena nonna  metteva le acciughe fritte sulla carta assorbente (carta paglia) che in futuro è stata egregiamente sostituita  dal  “santo-scottex”, noi bambini  prendevamo di soppiatto dal piatto di portata,  qualche dorato e croccante pescetto e gnam gnam…… ;  nonna naturalmente  se ne accorgeva,  ma aspettava sempre, che avessimo mangiato qualche acciughetta a testa, prima di ammonirci con il seguente proverbio :

- CHI  LAO’A  MANGIA  ‘N’ANCIOA,  CHI STA A VEDDE  NE MANGIA DUE.

(Chi lavora mangia un’acciuga, chi sta a vedere ne mangia due)


SEPPIE cò-i poisci.  (seppie con i piselli)

Ingredienti per 4 persone

600 gr. di seppioline – 600gr. di piselli freschi – una manciata di prezzemolo,-

uno spicchio d’aglio – vino bianco – olio di oliva – sale e pepe.

ESECUZIONE:

Pulire e lavare le seppie intere.  Mettere in una casseruola con un po’ d’olio, l’aglio e il prezzemolo tritati;  aggiungere le seppie e porre al fuoco facendo rosolare per 5 minuti e bagnando con vino bianco.

Sgusciare i piselli e unirli alle seppie (vanno bene anche piselli surgelati), salare e pepare.

Continuare la cottura aggiungendo via via alcuni mestoli d’acqua calda:  togliere dal fuoco quando i piselli saranno teneri.    Servire caldo.

5 commenti Luglio 17, 2009

Dolcezze sottovetro: albicocche sciroppate

Come ogni estate l’albicocco in giardino, è stracolmo dei suoi dolcissimi e saporiti frutti e come ogni anno , dopo averne raccolto, mangiato, distribuito ad amici e parenti tengo da parte qualche Kg. di albicocche (quelle non troppo mature) da mettere sottovetro.

Albicocche sciroppate

Ingredienti per 4 persone:

Albicocche sane e non troppo mature  2 kg.zucchero 250 gr.   – 2 chiodi di garofano -  una scorza di limone

un pezzetto di cannella – un anice stellato.

Cottura 5 minuti  piu’ la sterilizzazione.

Lavate la frutta, asciugatela bene poi sistematela in vasi con chiusura ermetica.

Preparate uno sciroppo con un litro d’acqua, lo zucchero e la scorza di limone: portate a ebollizione e lasciate sobbollire qualche minuto, finchè lo zucchero sarà completamente sciolto.  Lasciate raffreddare poi unite le spezie e versate lo sciroppo nei vasi con le albicocche, fino a coprirle del tutto.  Chiudete ermeticamente e sterilizzate in vasi per 15/20 minuti.

Conservate in luogo buio e asciutto.

Quel sapore in piu’

Il segreto per personalizzare marmellate, confetture,  gelatine, e frutta sciroppata,  è quello di aromatizzarle con alcuni tipi di spezie, ecco gli abbinamenti ideali :

Cannella: il suo aroma soprattutto con ciliegie e amarene oppure con pere e mele.

Chiodi di garofano: il loro sapore si sposa molto bene con quello delle amarene.

Anice stellato : albicocche, pesche e melone, sono i frutti valorizzati da questa spezia.

http://bambini.guidaconsumatore.com/wp-content/foto/albicocche.jpg

2 commenti Luglio 3, 2009

Dolcetti della Liguria : Baci di Dama

I baci di dama, provengono dalla fantasia e abilità di un cuoco di casa Savoia; Vittorio Emanuele II una sera d’autunno, desideroso di assaporate qualcosa di  nuovo,chiese al cuoco in questione di creare un dolce.

Dico subito che questa specialità proviene dal Piemonte, ma in Liguria e soprattutto in quel di Alassio, Andora, Ronco Scrivia, San Remo e Zoagli i “baci” godono fama altrettanto giustificata.     Nel mese di settembre poi, a Mioglia, in provincia di Savona, si tiene la ” Sagra del Bacio”.

I Baci di Dama, si presentano come due deliziosi e tondi biscottini, accoppiati da una goccia di cioccolato.  Questi deliziosi dolcetti sono come le ciliegie, uno tira l’altro: con il loro soave sapore ne mangeresti uno e poi un altro, e un altro ancora.

INGREDIENTI :       gr. 200 di farina – gr. 250 di nocciole tostate – gr. 180 burro -  gr.150 di zucchero -  2 cucchiai di cacao in polvere – gr.150 di cioccolato fondente.

BACIO di Dama

In una ciotola grande, mescolate con cura 150 gr. di farina,  il cacao in polvere e lo zucchero, poi aggiungete 150 gr. di burro e il trito di nocciole pestate nel mortaio (o nel mixer), con un cucchiaio mescolate piu’ volte e impastate pazientemente.

Ora, confezionate tante palline grosse poco piu’ di una nocciola, infarinatele leggermente e passatele in forno già caldo a 170 °, per circa 20 minuti, dopo averle poste ordinatamente nella placca, un ta di burro e appena infarinata ( o carta da forno).   Appena le palline sono cotte, toglietele dal calore e lasciatele raffreddare.

Intanto, in un tegame piccolo, posto sul fuoco a bagnomaria (a calore indiretto) sciogliete la cioccolata fondente e con questa saldate, a due a due, le palline, cosi’ da formare tanti baci di dama.

VARIANTE :  L’impiego antico delle nocciole, assai tipico del Piemonte, oggi sempre piu’ spesso viene sostituito dalle mandorle, o soltanto dolci o mescolandone dolci e amare, in proporzioni diverse.

Cosi’ i tuorli d’uovo, a seconda delle zone, subentrarono al burro.

http://www.cittadelcioccolato.org/citt%E0%20associate/alassio/imm/baci.jpg

I Baci di Dama di Alassio, un dolcetto con ripieno di cioccolato fondente.

8 commenti Maggio 29, 2009

Ricette primi piatti: Gamberi nel nido fritti

Come ormai  tutti sanno, o quasi tutti, sono una pastaiola doc, mi piace la pasta, alcune volte addirittura , me  la gusto senza alcun tipo di  condimento!

Oggi voglio pubblicare una ricetta  originale, saporita e anche divertente (piace molto ai bambini, non solo per la sua appetibilità ma anche per la sua simpatica e originale presentazione nei piatti).

Comunque, bando alle ciance, come diceva sempre la mia amata maestra delle elementari, ora passiamo ” immediapresto” alla simpatica e buona ricetta dei Capellini e gamberi nel nido fritti.

http://web.mclink.it/ME5873/pasqua/images/nido_new.gif

Ingredienti per 6 persone :

25 gamberi

1/2  chilo di pasta: capellini

1/2 litro di olio per friggere

Cuocere per pochi secondi la pasta scolarla e una volta fredda e un po’ appiccicosa, avvolgerla a nido intorno al crostaceo, premendo bene in modo che resti attaccato.

Friggere questi nidi in olio di semi, finchè non saranno dorati.

I gamberi possono essere accompagnati da salsa di soia o salsa in agrodolce.

BUON APPETITO e BUON DIVERTIMENTO !

http://3.bp.blogspot.com/__dTbqx59dak/RZqj9o08wFI/AAAAAAAAAGI/YMbIeZzgBKY/s400/capodanno+(3).JPG



5 commenti Maggio 22, 2009

ricette: Peperoni alla pugliese

http://4.bp.blogspot.com/_GKK2jZ8v0xY/SF0d43Q9nXI/AAAAAAAAAK4/sEIXbTB3LUc/S249/DSC00913.JPG

FIOR di PEPERONE

L’importazione del peperone in Europa comincia con il ritorno di Colombo dal suo primo viaggio.   Il navigatore genovese credeva di aver raggiunto l’India da Occidente ed era soprattutto a caccia di spezie pregiate: resto’ quindi molto colpito dal sapore piccante del peperoncino e lo scambio’ per una varietà rossa di pepe.    Da qui il nome del PEPERONE .

Nel XVI secolo la pianta di peperone era già abbastanza diffusa in tutta Europa meridionale, anche se all’inizio fu usata piu’ che altro come pianta ornamentale, in conseguenza della bellezza dei frutti e dei loro colori vivaci.

A me e a tutta la mia famiglia piacciono molto  le verdure, i peperoni  in particolare, preparati in tutti i modi : crudi in pinzimonio o nelle insalate miste, arrostiti, o fatti come sugo da condire la pasta, in umido con patate e pollo o carne.

Quasi ogni anno è mia abitudine preparare questo carnoso e sano “frutto” anche in conserva, la sua preparazione è di facile esecuzione e oggi pubblico la seguente appetitosa ricetta pugliese che mi diede mia suocera.

Ingredienti:   10 peperoni carnosi -  filetti di acciuga sott’olio – gr. 3oo – capperi sotto sale gr. 200 – 4/5 spicchi di aglio – un mazzetto di prezzemolo – un mazzetto di basilico – abbondante olio di oliva – abbondante aceto di vino bianco – sale .

Dopo aver lavato e asciugato bene i peperoni eliminate i semi e i filamenti interni.

Con un coltellino affilato tagliate ogni peperone a listarelle non troppo sottili.

Portate ad ebollizione abbondante aceto e unitevi,  poche alla volta, le listarelle di peperone.

Fatele cuocere per una decina di minuti, quindi scolatele con un mestolo forato,  quando i peperoni son ben asciutti collocate un primo strato in un vaso perfettamente pulito, unite un po’ di aglio tagliato a filetti (potrete aumentare o diminuire la dose), una manciatina di capperi sotto sale e qualche filetto di acciuga sott’olio.

Insaporite aggiungendo anche foglioline di basilico e di prezzemolo.

Dopo aver riempito il barattolo di vetro a chiusura ermetica, perfettamente pulito e aasciutto, versatevi l’olio di oliva sufficiente a ricoprire bene i peperoni.

Una raccomandazione: per questa conserva e per tutte le conserve sott’olio in genere, non risparmiate sulla quantità dell’olio,  avreste  un risultato scadente che comprometterebbe il lungo e paziente lavoro.

Mia suocera mi consigliava di utilizzare l’olio di conservazione come condimento.

peperoni arrostiti

Lasciate passare almeno un mese prima di gustarli,diventeranno cosi’ saporitissimi!



5 commenti Maggio 8, 2009

Grazie freezer

* * * * *                  * * * * *            * * * * *

I prodotti  surgelati offrono mille alternative alle stagioni, sono facili da usare  e aiutano a preparare piatti gustosi in tempi record.

Il freezer,  mi ha facilitato la vita da molto tempo: surgelo  le pietanze cotte che cucino per poterle scongelare poi quando lo ritengo più utile.

Surgelo anche il pane, la carne (se la compro sfusa la faccio prima surgelare in fette separate stendendole su un foglio di carta forno dal quale poi si stacca bene e poi la conservo nei sacchetti appositi per alimenti, surgelo le verdure cotte, il pesce, sughi e sughetti , il pesto alla genovese fatto da me in quantità industriale, le minestre, il brodo, gli odori…

REGOLA D’ORO dello scongelamento:  è quella di passare l’alimento congelato dal freezer al  frigorifero  la sera, prima dell’utilizzo, soprattutto la carne.

TORTA TATIN

Ingredienti per 4 persone.

Pasta frolla surgelata g.200 – zucchero g. 100- burro g.50 – 3 mele renette.

Fate scongelare la pasta frolla, sbucciate le mele, eliminate il torsolo e tagliatele a spicchi che dovranno essere spessi.

Fate imbiondire lo zucchero con un cucchiaio d’acqua e il burro, poi distribuitelo sul fondo di una tortiera e mettete gli spicchi di mela a raggiera.

Coprite con la pasta frolla stesa sottile, incalzate i bordi e cuocete in forno a 180 gradi per 45 minuti circa.    Capovolgete subito la torta.

Tarte tatin


Add comment Aprile 29, 2009

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