Posts filed under ‘tradizioni nel mondo




Tutto (o quasi) sulle PATATE

La patata è l’alimento piu’ diffuso al mondo (dopo mais, grano e riso) e certamente il  piu’ versatile: si puo’ friggere, bollire, arrostire, macinare…..

Pur essendo un cibo umile, ha rivoluzionato la storia quanto la scoperta del ferro (dichiarazione dell’economista tedesco Friedrich Engels).   L’aumento della popolazione mondiale del 1700 e del 1800 è stato merito suo: era l’alimento di chi non poteva comprare il PANE.

La patata apparve 8000 anni fa sulle rive del lago Titicaca, tra il Peru’ e la Bolivia, ma giunse in Europa soltanto nel 1500 sulle navi dei “conquistadores” spagnoli.

Dal punto di vista botanico la patata è una pianta delle Solacee, famiglia a cui appartengono anche il tabacco, la melanzana, il pomodoro, il peperone.

Cresce quasi ovunque, dai climi subtropicali a quelli continentali, freddi o mediterranei; ha 7500 varietà:( Agata, arinda, desirèe, monalisa, spunta,novella, imola liseta, timate, adora, kuroda, primura…..),  si conserva per sei mesi senza bisogno del freezer, è commestibile fino all’85% (contro il 50% dei cereali), si coltiva in poca terra ma soprattutto è buona e nutriente.

Qualche curiosità sulle patate:

.  Perché  le patate fritte risultino ben croccanti, si devono sciacquare ripetutamente in acqua fredda e asciugarle bene prima di immergerle nell’olio bollente.  In questo modo si elimina l’amido superficiale che impedisce alle patate di risultare croccanti.

La patata inoltre è una pianta medicinale, è un cosmetico, un diserbante, uno  smacchiatore e tanto altro ancora; insomma una specie di pianta magica capace di togliere la nausea in gravidanza, di deodorare le ascelle, di pulire l’argenteria.

Per esempio, una fetta cruda applicata sopra una scottatura per 15/20 minuti, lenisce il dolore.

Con lo stesso sistema è possibile togliere il fastidio e il rossore delle punture di zanzare.  Sempre cruda la patata toglie la nausea in gravidanza: basta masticarne un pezzetto.  E ancora: poichè nella buccia si nasconde una sostanza che riduce la glicemia, (il caiapo), mangiarne un po’ è un ottimo coadiuvante contro il diabete

Come sgrassatore la patata è un portento: per le macchie di spinaci occorre strofinarla cruda sulla stoffa, prima di lavare il capo con detersivo e acqua calda.   Per le macchie di grasso serve invece la fecola: cospargendone un po’ sulla macchia e lasciandola agire per qualche minuto, assorbe il grasso. Pulire l’argenteria diventa semplicissimo se la si immerge nell’acqua di cottura delle patate.                                                                                                          Gli aloni lucidi che a volte compaiono sul tessuto quando si stira?  Possono essere eliminati strofinandoci sopra un pezzetto di patata.  Il segreto per pulire una bottiglia? Riempirla di pezzetti di patata cruda, insieme ad un cucchiaio di sale grosso e a un po’ di acqua, e poi  shakerare il tutto.              Per chi soffre di sudorazione eccessiva ma odia i deodoranti, la patata è l’ideale: basta passare sotto le ascelle una mezza patata cruda.

.  Lo sapete chi ha inventato le patatine  fritte?

Fu un cuoco indio-americano  George Crum, in una sera d’estate del 1853, per fare un dispetto ad un cliente troppo esigente del Moon Lake, il ristorante di lusso di Saratoga Springs (New York), dove lo chef  lavorava.  Quella sera Cornelius Vanderbit, magnate delle ferrovie, aveva rimandato indietro per ben tre volte un piatto di “french fries” (quelle tipiche dei fast food di oggi), perchè non erano abbastanza sottili per il suo palato. Esasperato Crum decise allora di vendicarsi;  taglio’ le patate in fette sottilissime in modo che una volta fritte sarebbero state cosi’ dure da non poter essere mangiate.     Non fu cosi’:  Vanderbit  rimase entusiasta della ricetta e il piatto divenne una specialità del ristorante.   Qualche anno dopo Crum apri’ un ristorante che offriva ad ogni tavolo un cesto di patatine fritte.   Ma non brevetto’ mai la ricetta, che rimase quindi alla mercè di chi poi la commercializzo’ in tutto il mondo.  In particolare  nel 1920 una ditta californiana la Scudders, apri’ la strada al consumo di massa, inventando i tipici sacchetti per patatine  fritte, studiati per preservare freschezza e croccantezza.

http://ecx.images-amazon.com/images/I/51PGPAJ0E6L._SL500_AA240_.jpg

E per finire in bellezza, eccovi una buona, veloce, semplice ricetta  da preparare con questo nostro “rivoluzionario” tubero.

Patate lesse al burro con acciughe: Un kg. patate lesse, gr.50 burro, 2 cucchiai di olio evo, 5 acciughe salate, prezzemolo tritato.

Tagliate le patate lesse a fette, Sciogliere in un tegame il burro e l’olio e stemperarvi le acciughe dissalate, unire le patate saltare il tutto per 15 minuti.  Spolverizzare in ultimo il prezzemolo tritato e servire caldo.

FIORI DI PATATA

Per saperne di piu’ :
www.potato2008.org (il sito dell’anno internazionale della patata)

4 commenti Gennaio 28, 2009

Natale è dei bambini ma non è una fiaba

Qual’è il vero Babbo Natale dei tre qui sotto?

LO SONO TUTTI E TRE!  Hanno abiti diversi, hanno nomi diversi ma rappresentano tutti Babbo Natale nei vari paesi del mondo.

Negli Stati Uniti porta un abito rosso fuoco, ornatodi pelliccia bianca, un lungo cappuccio rosso, lucidi stivali neri e viene chiamato in inglese Santa Claus.

In FRancia, invece, è chiamato Pére Noel, ma è completamente diverso dal Babbo Natale americano.  Pére Noel è alto e magro, porta una lunga veste rossa, un cappuccio di pelo bianco e rumorosi zoccoli di legno.

In Svizzera e Olanda vi è Saint Nicolas, egli è vestito come un vescovo con una lunga tonaca bianca.  Porta dolciumi e mandarini ai bambini buoni e soltanto una frusta a quelli cattivi.

La stella che brilla

In cima all’albero di Natale carico di fili d’argento e palline colorate puoi vedere brillare una Stella.  Questa Stella illumina i volti di Gesu’ Bambino, di Maria, di Giuseppe, dei pastori e dei Re Magi.

Queste stelle vogliono simboleggiare la Cometa che guido’ i Re Magi alla grotta di Gesu’.

http://www.noantri.com/wp-content/uploads/2007/12/5719.jpg

NOTTE SANTA

Era la vigilia di Natale e l’organista Franz Gruber si rivolse disperato a Padre Mohr, pastore di una chiesa tedesca:

-Padre Mohr, l’organo si è rotto!  Come faremo?  Avessimo almeno un canto di Natale che si potesse eseguire senza accompagnamento d’organo…! -

Padre Mohr comincio’ subito a scrivere le parole di un nuovo canto.  Poi porto’ all’organista il nuovo testo, perchè componesse la musica e intitolo’ il pezzo “Notte Santa”  conosciuta anche come “Stille Nacht”.

Nacque cosi’ il famoso canto di Natale che quella notte venne eseguito con l’accomapagnamento di una chitarra.

Ora cari bambini non mi resta che augurare a voi e ai vostri genitori e parenti :

BUONE FESTE!!!!!!!

3 commenti Dicembre 19, 2008

Ricette liguri: Pesce Spada “accomodato”

La cucina regionale italiana è una fonte inesauribile di ricette che rispecchiano il clima, il carattere, i costumi, addirittura, in alcune regioni abbiamo ricette  gastronomiche che si “assomigliano”.  Questo si deve sicuramente alle varie influenze di popoli dominatori che si sono avute nel corso dei secoli nel nostro Paese.

Sotto suggerimento di Caravaggio, una simpatica e brava blogger che ho avuto il piacere di incontrare visitando il blog di Placidasignora , oggi pubblico una ricetta che solitamente  nella gastronomia ligure tradizionale  si prepara con lo stoccafisso, ma che la mia mamma cucinava, a volte, nella versione meno tradizionale con un altro tipo di pesce tipico di una regione ( anzi di un’isola) lontana dalla Liguria, ma abitata da “gente di mare”come la mia. Questo paese è la Sicilia ed il pesce è il Pesce Spada.

Pesce spada “accomodato”

http://www.ismea.it/flex/images/D.98af1616f5581cbeabf7/pesce_spada.jpg

Ingredienti: 600 gr. di pesce spada,  1 cipolla,  2 cucchiai di pinoli, 350 pomodori maturi o  pomodori pelati, 400gr. patate,  3 cucchiai di capperi,  15 olive verdi,  1 bicchiere vino bianco secco, alcune foglie di basilico, sale e pepe,  un ciuffetto di basilico,  5 cucchiai olio extravergine.

Esecuzione: In un capiente tegame far rosolare la cipolla, tritata fine, assieme ai pinoli, in abbondante olio, aggiungere la polpa di pomodoro maturo, le olive e i capperi dissalati.  Cuocere per una ventina di minuti, finchè tutto sarà amalgamato.  Aggiungere poi il pesce spada a tocchi e bagnare con vino bianco secco, lasciar sfumare e cuocere per altri 10 minuti.   A parte si saranno lessate 3 patate tagliate a fette spesse, che si aggiungeranno all’intingolo di pesce spada insieme ad un ciuffo di basilico sminuzzato.  Fare poi amalgamare il tutto per qualche altro minuto e servire caldo.


http://www.griffini.lo.it/laScuola/prodotti/energia/UN%20MONDO%20SQUILIBRATO/immagini/mondo.JPG

Mi farebbe piacere scambiare informazioni e curiosità sulla gastronomia italiana  regionale e perché no, pure su quella Internazionale!

C’è tanto ancora, da vedere e conoscere  dal e nel Mondo amici!

5 commenti Dicembre 3, 2008

Biscotti all’arancia “Navettes”e la leggenda della Maddalena

I cugini di Marsiglia , vennero in visita  da noi, a Genova per qualche giorno negli negli anni sessanta.

Portarono dalla Provenza regali per tutti, ma quello che resta indelebile nella mia mente è  il sapore e la fragranza dei  biscotti all’essenza di arancio le “navettes” tipici di questa città.

I parenti marsigliesi, spiegarono che li produceva il piu’ antico forno di Marsiglia attivo dal 1781  “Le Four des Navettes”.

E qui, voilà che entra in gioco anche Maria Maddalena, in quanto la Santa ha un posto anche nella storia dei dolciumi.

A Marsiglia la sua festa (22 luglio) si celebra con le “navettes”; questi biscotti all’arancia hanno la forma di nave senza vele, come quella che  avrebbe portato in Provenza la Maddalena.  (Jacopo da Varazze in un capitolo dellla “Legenda Aurea”).

Un tempo questi dolcetti erano distribuiti in chiesa; oggi come ho già detto li vende il piu’ antico forno della città.  Altra curiosità: alla Santa è collegato anche l’uso delle uova di Pasqua, nato nel mondo bizantino da un’altra leggenda.

Dopo aver trovato vuota la tomba di Cristo, Maria di Magdala si scontro’ con lo scetticismo di San Pietro.

- Credero’ che Gesu’ è risorto se le galline faranno le uova rosse – avrebbe detto l’apostolo.   E subito un vicino pollaiolo lo accontento’.

Cosi’ già dai primi secoli, l’Oriente cristiano celebro’ la Pasqua con uova (simbolo di vita) dipinte di rosso.

In Occidente, dove la leggenda si diffuse con una variante (l’imperatore Tiberio al posto di San Pietro), l’uso delle uova arrivo’ piu’ tardi.

In Francia poi, nel 500 le uova rosse furono sostituite da quelle di cioccolato.

Scusate se mi sono dilungata un po’ troppo sulla leggenda delle uova di Pasqua (tra l’altro ci stiamo avvicinando al Natale, sono un’imperdonabile chiaccherona, rimedio immediadamente).

Tornando ai nostri buoni biscottini,  li preparo seguendo la ricetta di zia Olga , vengono  buoni e fragranti, come sostengono i miei cari (loro non hanno mai provato quelli nostrani marsigliesi), ma non eguaglieranno mai e poi mai quelli che portarono i cugini francesi negli anni ‘60.

Comunque bando alle ciance e alle leggende, voilà  la recette de les navettes de ma tante Olga :

Ingredienti : 500 gr. farina, 1uovo piu’ un albume, 200 gr. zucchero, un cucchiaio di lievito per dolci, 125 gr. di burro fuso, la scorza grattugiata di due arance, un cucchiaio di essenza di fiori arancio,  latte (sufficiente per un impasto omogeneo) un pizzico di sale.

Sulla spianatoia fare la fontana di farina aggiungere lo zucchero, il burro fuso, la scorza dell’arancia, le uova , l’essenza di fiori d’arancio, e il latte.

Impastate il tutto e lavorate fino ad ottenere una pasta liscia ed elastica.

L’impasto,   lo potete fare anche con l’impastatrice elettrica o Robot.

Tagliate la pasta in pezzi di 8/10 cm. di lunghezza e poi date la forma di “barchetta”   Questi deliziosi biscotti, nella forma , ricordano i panini che a Roma chiamano “ciriole”, ma sono tutt’altra storia, ve lo assicuro!

Infornare per circa 20/30 minuti a 200° gradi.

Bon appétit mes amis!


DSCF0043LES  NAVETTES di Marsiglia come le confeziono io


Marseille - THE Navette cookie,sold at the oldest bakery of Marseille, located 136, rue Sainte da Syel.Les navettes, quelle tipiche del
Four de navettes, rue Sainte 136 Marseille.

5 commenti Novembre 12, 2008

Halloween, dolci: biscotti teschietto e lingue insanguinate!

Halloween è un’antica festa pagana celtica che serviva per incontrare i morti attraverso diversi sortilegi.

Perchè si festeggia Halloween il 31 ottobre?

La parola deriva dalla frase ALL-HALLOWS-EVE, cioè la notte di Ognissanti. Tale data anticamente coincideva con la fine dell’estate, infatti i colori di questa festa sono l’arancione ed il nero: L’arancione richiama il colore del granturco mietuto e il nero ricorda il buio dell’inverno.

La festa di Halloween venne portata negli USA intorno al 1840 dagli emigrati irlandesi, da allora questa festa è rimasta ancorata nella cultura americana.

http://static.picassomio.com/images/art/pm-41678-large.jpg

L’Italia non ha niente a che vedere con tutto questo, ma nonostante cio’, da qualche anno fa furore anche qui da noi.

A me personalmente non piace, mi sembra un anticipo del nostro Carnevale e se devo confessarlo, neanche questa festa, mi è mai piaciuta molto, figuriamoci quindi come posso capire i festeggiamenti di Halloween!

Quest’anno pero’, non ho mantenuto fede ai miei principi,  a grande richiesta i bambini di mio nipote, i figli delle mie numerose amiche, la bimba alla quale faccio da babysitter , i loro compagni di scuola, mi hanno proposto di preparare dei dolcetti  da portare a scuola per la festa di Halloween.

Il 31 ottobre vanno a scuola mascherati da fantasmi, streghette, maghetti e vampiri, e non è tutto: alla sera, vestiti e truccati, bussano alla porta delle case del vicinato (accompagnati da un adulto eh!) e canticchiando la famosa canzoncina “dolcetto o scherzetto”, ricevono un sacco di leccornie o “paciughi”, come li definisco io (in genovese pasticci) che poi si dividono equamente alla fine del giro per il quartiere.

Dopo un lungo e doveroso discorso ai pargoli su come questa festa non faccia parte del nostro bagaglio culturale, come sia un’operazione commerciale, come sia uno scopiazzamento del nostro Carnevale e bla bla bla bla…guardando le loro faccette deluse e sconfortate, beh, mi son convinta che dopotutto non sarebbe stata una brutta idea preparare qualche dolcetto per Halloween e ho annunciato, con mio grande e loro stupore, che avrei preparato dei biscottini a forma di teschietto e ossicini di scheletro!

Cosa non si fa per questi nostri “DIAVOLETTI “! 0ps, scusate volevo dire “angioletti”, mi son fatta prendere dall’atmosfera di Halloween!

Pertanto, rinunciando ai miei ideali di una vita,( dopotutto tra le tante cattive abitudini che importiamo dagli USA, questa di Halloween credo non sia una delle piu’ preoccupanti, c’è ben di peggio!) mi sto organizzando per preparare una quantità industriale di dolcetti, biscottini teschietto e lingue insanguinate per l’imminente festività; se  qualche mamma, nonna , zia  vuole approfittarne, ecco di seguito due ricettine semplici che faranno senz’altro la felicità delle nostre piccole pesti!

Biscotti Teschietto

Ingredienti: 150gr. farina bianca, 75 gr. zucchero semolato, 75 gr. di burro, scorza di limone grattugiata, un uovo piccolo sbattuto.

Unire farina e zucchero, aggiungere il burro, mescolare poi inserire la scorza grattugiata del limone e l’uovo sbattuto precedentemente.

Stendere col mattarello l’impasto e intagliare la pasta a forma di teschietti e ossicini avvalendosi di un coltellino o di una rotella , (quella dei ravioli per intenderci).

Ungere una teglia , meglio una bassa tipo “leccarda” e adagiarvi i biscotti, infornare a 180° per 10/15 minuti.

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Altra “ricetta” per continuare in bellezza? Preparate delle bocche con schifose lingue penzolanti e gnam! Fatele divorare dai vostri pargoli e dai loro amichetti, un successo a furor di popolo!!!

Vi servono : 4 fette di pancarré bianco o integrale, alcune fette di salame o prosciutto, forbici e coltello, tagliere e griglia, ketchup.

Esecuzione : Tagliare con le forbici le fette di pane a forma di bocca, tagliare le fette di prosciutto a forma di lingua.

Con il coltello tagliare una fessura tra le labbra della bocca ed infilare una lingua attraverso ogni bocca.

Mettere le bocche sul grill e tostarle per circa 10 minuti. Volendo si puo’ aggiungere ketchup sulla punta delle lingue, come fosse sangue.

http://blog.lowcostplanet.it/wp-content/uploads/2007/10/halloween.gif

O mi dai un buon dolcetto

o ti becchi uno scherzetto!

1 commento Ottobre 25, 2008

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    roberto gh. su Il cuore è sempre bambino …
    tittieco su Fettuccine alla papalina (cuci…
    Mitì su Fettuccine alla papalina (cuci…
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