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ricette: Peperoni alla pugliese

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FIOR di PEPERONE

L’importazione del peperone in Europa comincia con il ritorno di Colombo dal suo primo viaggio.   Il navigatore genovese credeva di aver raggiunto l’India da Occidente ed era soprattutto a caccia di spezie pregiate: resto’ quindi molto colpito dal sapore piccante del peperoncino e lo scambio’ per una varietà rossa di pepe.    Da qui il nome del PEPERONE .

Nel XVI secolo la pianta di peperone era già abbastanza diffusa in tutta Europa meridionale, anche se all’inizio fu usata piu’ che altro come pianta ornamentale, in conseguenza della bellezza dei frutti e dei loro colori vivaci.

A me e a tutta la mia famiglia piacciono molto  le verdure, i peperoni  in particolare, preparati in tutti i modi : crudi in pinzimonio o nelle insalate miste, arrostiti, o fatti come sugo da condire la pasta, in umido con patate e pollo o carne.

Quasi ogni anno è mia abitudine preparare questo carnoso e sano “frutto” anche in conserva, la sua preparazione è di facile esecuzione e oggi pubblico la seguente appetitosa ricetta pugliese che mi diede mia suocera.

Ingredienti:   10 peperoni carnosi -  filetti di acciuga sott’olio – gr. 3oo – capperi sotto sale gr. 200 – 4/5 spicchi di aglio – un mazzetto di prezzemolo – un mazzetto di basilico – abbondante olio di oliva – abbondante aceto di vino bianco – sale .

Dopo aver lavato e asciugato bene i peperoni eliminate i semi e i filamenti interni.

Con un coltellino affilato tagliate ogni peperone a listarelle non troppo sottili.

Portate ad ebollizione abbondante aceto e unitevi,  poche alla volta, le listarelle di peperone.

Fatele cuocere per una decina di minuti, quindi scolatele con un mestolo forato,  quando i peperoni son ben asciutti collocate un primo strato in un vaso perfettamente pulito, unite un po’ di aglio tagliato a filetti (potrete aumentare o diminuire la dose), una manciatina di capperi sotto sale e qualche filetto di acciuga sott’olio.

Insaporite aggiungendo anche foglioline di basilico e di prezzemolo.

Dopo aver riempito il barattolo di vetro a chiusura ermetica, perfettamente pulito e aasciutto, versatevi l’olio di oliva sufficiente a ricoprire bene i peperoni.

Una raccomandazione: per questa conserva e per tutte le conserve sott’olio in genere, non risparmiate sulla quantità dell’olio,  avreste  un risultato scadente che comprometterebbe il lungo e paziente lavoro.

Mia suocera mi consigliava di utilizzare l’olio di conservazione come condimento.

peperoni arrostiti

Lasciate passare almeno un mese prima di gustarli,diventeranno cosi’ saporitissimi!



5 commenti Maggio 8, 2009

ricette “Torta d’erbi” focaccia tipica di Pontremoli

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P O N T R E M O L I

La Lunigiana, una delle regioni gastronomiche più antiche d’Italia, vanta specialità culinarie che sono il frutto dell’unione tra popoli e tradizioni diverse.

Uno dei piatti prelibati della tradizione culinaria di questo territorio è la famosa  torta d’erbi” di Pontremoli, una gustosa focaccia ripiena di spinaci o bietole.

Pubblico la ricetta della “torta d’erbi” perchè Pontremoli è il luogo di provenienza dei miei nonni e anche perchè  una cara amica blogger ,   Marcella di  zenzero2.blogspot.com/ mi ha detto che in una sua visita in Lunigiana ha avuto l’opportunità di assaggiare questa focaccia della quale pero’ non ricorda il nome, quindi,  ecco a voi e a te  cara Marcella la ricetta della:

TORTA d’ ERBI pontremolese.

Ingredienti: Un kg. spinaci o bietole oppure  una confezione da gr. 450 di spinaci surgelati o bietole – gr. 100 di lardo pestato – 2 spicchi d’aglio e una manciata di prezzemolo tritati – gr. 100 di parmigiano reggiano grattugiato – gr. 300 di farina bianca – gr. 150 di burro – sale e pepe

Lavate accuratamente gli spinaci, lessateli  con l’acqua che rimane loro aderente e con poco sale.

Scolateli, strizzateli e tritateli grossolanamente.  Sciogliete in un tegame gr. 80 di lardo, imbiondite il trito di prezzemolo e aglio, aggiungete gli spinaci e fateli insaporire.  Togliete dal fuoco e mescolatevi il formaggio grattugiato.

Per la pasta (brisé) : impastate la farina con 50gr. di burro, due o tre cucchiaiate di olio e un grosso pizzico di sale, unendo acqua tiepida sufficiente ad ottenere un impasto di media consistenza.

Dopo averla fatta riposare tiratela  sottile con il mattarello e ritagliatene due dischi, uno piu’ grande dell’altro.  Ungete una tortiera bassa di circa cm. 28 di diametro, foderate fondo e pareti con il disco piu’ grande, riempitelo col ripieno preparato e coprite il tutto con l’altro disco: chiudete il bordo premendo tutt’attorno con i rebbi di una forchetta.

Cuocete in forno a 200 gradi per circa tre quarti d’ora.   Una decina di minuti prima di togliere dal forno la “torta d’erbi”, passate sulla superficie il lardo rimasto, tritato con un pezzettino d’aglio.

Variante: se lo desiderate, il ripieno lo potete preparare aggiungendo,  un paio d’uova sbattute a frittata.

http://www.vivimassa.it/immagini/itesti/erbeetorta.jpg

3 commenti Marzo 20, 2009

Sapori d’inverno: minestrone genovese

Il minestrone genovese è quanto di piu’ vero e popolare possa portare in tavola la Liguria, soprattutto in primavera, con il trionfo di verdure fresche.

Il minestrone genovese è il legante sociale, la vivanda che accomuna le amicizie fiorite attorno a un tavolo.  E poi profuma come nessun altro di basilico e di pesto.

Ingredienti per 6 persone.

400 gr.di pasta,( ideali sono i vermicelli, spaghetti piu’ grossi frantumati) – 2 zucchine affettate – una melanzana piccola tagliata a dadini – mezzo cavolo cappuccio tagliato a listarelle -  gr.60 di fagiolini spezzati,  gr.150 fagioli borlotti freschi o in scatola — una patata -  2/3 cucchiai di pesto genovese.

Mettete sul fuoco la pentola, versatevi 3 litri di acqua fredda salata poi tuffatevi le verdure  lavate e tagliate a tocchetti compresa la polpa di pomodoro sminuzzata con le dita. Regolate di sale e lasciate cuocere, a fuoco lento con la pentola incoperchiata, per circa 2 ore.

Appena le verdure saranno cotte ( io le schiaccio grossolanamente con la forchetta), tuffate nella pentola la pasta e dopo circa 15 minuti, un attimo prima di portare in tavola, aggiungete il pesto (perché , conservi colore e fragranza di profumo), mescolate piu’ volte e servite il minestrone caldo.

Molti, in verità lo preferiscono tiepido; altri ancora, soprattutto in estate, freddo perchè piu’ cremoso.

Varianti : tra le verdure si usano pure  zucca gialla tagliata a cubetti, foglie di borragine tagliate a listarelle o una manciatina di foglie di spinaci.

Invece dei vermicelli c’è chi preferisce usare tagliatelle, ditaloni lisci, o riso.

Minestrone con il pesto alla genovese :  fragranza di profumi!

http://images.surlatable.com/surlatable/images/en_US/local/products/detail/AB_minestroneconpesto.jpg

5 commenti Gennaio 16, 2009

Ricette pugliesi : Tiella di riso e cozze e Tiella di verdure

http://www.nicolaciletti.it/immagini/Opere/nc1930_12.jpgLe raccoglitrici di olive (Nicola Ciletti)

Le mie origini non sono pugliesi, ma fortunatamente la mamma di mio marito lo era, di conseguenza   essendo anche una brava cuoca, mi ha insegnato a cucinare parecchie pietanze di questa sua splendida terra. Mamma Maria quando mi insegnava un nuovo piatto, nel contempo mi impartiva”nozioni”sugli usi e costumi della sua regione, avvalendosi di racconti, curiosità e sue esperienze di vita; da parte mia, ascoltavo affascinata e curiosa e ancora oggi, quando cucino una pietanza pugliese, potete star tranquilli che immediatamente si affaccia alla mente  un anedotto, un racconto, che mamma Maria con originalità che le era congeniale,  non mancava di tramandarmi in queste occasioni.


La cucina pugliese, generalmente semplice nella preparazione, poggia sulla qualità degli ingredienti, su sapori genuini e decisi, su rustiche invenzioni.

Da Foggia a Bari, da Brindisi a Lecce e a Taranto, ogni provincia ha le sue specialità.

Ad esempio le “meravigliose” paste fatte a mano in mille ” variazioni sul tema”: Orecchiette, lagane, laganelle,fusilli, strascinati, troccoli….  Nelle famiglie  pugliesi, ancora oggi, almeno nei giorni di festa, l’uso della pasta confezionata in casa viene scrupolosamente rispettato.  Per condire la pasta in modo ricco, tradizionale è il ragu’ di carne o di pesce: Il piu’ popolare sugo di pesce è il “ciambotto” (miscuglio) che mette insieme diverse qualità di pesce ed ha una fragranza straordinaria!  Ma l’accostamento piu’ frequente della pasta è quello con le superbe verdure locali: Lasagne e cime di rape con olive nere; cavoli e pasta; melanzane e maccheroni; pasta e purè di fave; spaghetti e cicoria; fiori di zucchine con pomodori, (in assoluto la mia pasta preferita) ed altre infinite creazioni con pasta e verdura.

Le verdure nella cucina pugliese meritano attenzione non solo per la qualità e l’aspetto impareggiabile, ma anche perchè alcune di queste sono pressochè sconosciute a chi non è pugliese o comunque non è meridionale.  Vengono cucinate in molti modi ed entrano spesso nella caratteristica “tiella”.  Letteralmente, “tiella” vuol dire tegame , l’origine del nome proviene  dalla lingua spagnola.

Le donne pugliesi non avevano molto tempo da dedicare ai fornelli, in quanto  si  recavano in campagna  a lavorare insieme agli uomini e rientrando la sera dopo il lavoro nei campi dovevano provvedere a sfamare la famiglia.  Nacque cosi’ la necessità di ottenere un cibo appetitoso e nutriente in un tempo relativamente breve.  La “tiella” è ideale perchè mette in un unico tegame, a crudo, vari ingredienti a strati, che cuociono insieme e offrono gusti diversi ma armoniosi, verdure, pesci, funghi, olive, riso.  Quello che non deve mancare mai sono le patate; la piu’ famosa “tiella” è quella che accosta riso, patate,  zucchine e chiude con cozze cosparse di pangrattato.  Autentica squisitezza rustica la “tiella” ha anche il vantaggio di poter essere realizzata con ricchezza o povertà di ingredienti, secondo la disponibilità, soltanto con verdure, patate e olive risulta ottima.

Trullo da alessandro64. I trulli,le caratteristiche costruzioni a cono, un tempo erano ripostiglio di attrezzi agricoli, poi divennero abitazioni, le piu’ ingenue e poetiche abitazioni che si possono immaginare !

TIELLA DI RISO COZZE

Dosi per 4 persone — Ingredienti:  gr.500 di cozze, gr. 200 cipolle affettate, gr. 500 di pomodorini pugliesi, gr. 500 di patate spellate e affettate, gr. 200 di riso, abbondante prezzemolo tritato con 2 spicchi d’aglio, olio di oliva, una manciata di pecorino grattugiato, sale e pepe.

Lavate le cozze, spazzolate i gusci, apritele e tenete le valve col mollusco. In un tegame fate uno strato di cipolle cospargetele con un po’ di trito di prezzemolo e aglio, distribuite una metà di pomodori spezzettati e spolverizzate con pecorino.

Sistemate una metà di patate, sopra a queste mettete il riso, disponete le cozze e il rimanente trito di prezzemolo e aglio, i restanti pomodori e le patate, salate e pepate ogni strato.

Irrorate il tutto con olio e versate un mestolo o due d’acqua.

Mettere in forno a 200/230 gradi per una mezz’oretta.

Servite e buon appetito.

http://www.ruid.com/image/31893/400/puglia_ric_195.jpg


TIELLA DI VERDURE

Dose per 4/6 persone — Ingredienti :  gr. 400 di patate, gr. 400 di zucchine, gr. 200 di cipolle, gr. 500 pomodorini pugliesi ( o pelati freschi o in scatola) spezzettati, origano, pecorino o parmigiano grattugiato, olio d’oliva sale e pepe.

Sbucciate le patate e le cipolle, lavatele con le zucchine e affettate il tutto.  In un tegame distribuite a strati tutte le verdure, alternandole con pomodori, origano, formaggio, sale pepe e olio.

Versate un mestolo o due di acqua e mettete in forno a 230 gradi finchè tutte le verdure saranno cotte e la superficie dorata.

A queste verdure ne potete aggiungere altre o sostituirle con altre di stagione, in ogni caso non devono mai mancare le patate.

http://www.gingerandtomato.com/wp-content/uploads/2008/08/melanzane-e-patate-in-frizzaglio.jpg

4 commenti Novembre 4, 2008

la cucina ligure : Budino di carciofi

Adoro i carciofi, ne mangerei a quintali, cucinati in tutti i modi possibili ed immaginabili; quelli con le spine sono i miei preferiti in quanto piu’ saporiti, mi piacciono anche crudi, in pinzimonio.

http://www.comune.venezia.it/flex/images/D.02b093973bdb6af235b1/II_Edizione_Festa_del_Carciofo_a_SantErasmo.jpg

Oggi voglio pubblicare una ricetta un po’ insolita da preparare con questo ortaggio :

IL BUDINO di CARCIOFI

Ingredienti : 6 carciofi, un limone, un dl. olio extra vergine, uno spicchio d’aglio, un dado per brodo, gr.250 di riso (Vialone nano) un uovo, gr. 100 parmigiano grattugiato, gr.40 di burro (per imburrare lo stampo) pangrattato, sale.

Pulite i carciofi, privandoli delle foglie esterne piu’ dure e delle punte, quindi tagliateli a spicchi e metteteli a bagno in acqua acidulata con succo di limone.

In un tegame scaldate l’olio e rosolatevi lo spicchio d’aglio (da togliere) poi mettete i carciofi, copriteli di acqua aggiungete un pizzico di sale e lasciateli cuocere, finchè l’acqua sarà evaporata.

In un’altra pentola mettete un litro di acqua, scioglietevi il dado e portate ad ebollizione; appena bolle versate il riso e fatelo cuocere ma non troppo. Mescolare al riso cotto un uovo e 50 gr. di parmigiano grattugiato.

Prendere uno stampo da budino, senza foro al centro, imburrate le pareti e rivestitele di pangrattato; versate uno strato di risotto, poi uno strato di carciofi, ulteriore spolverizzata di parmigiano, poi terminate con il risotto, sopra il quale mettete riccioli di burro e pangrattato.

Cuocere in forno già caldo a 180° e togliere appena il budino sarà dorato; lasciate intiepidire, sformate e servite in tavola.

Variante : al posto dei carciofi si possono usare anche i fagiolini.


FAGIOLINI VIOLA, raramente si trovano nei supermercati ma con un po’ di fortuna… (con la cottura tornano come per incanto verdi!). Si mangiano anche crudi e sono buonissimi!

2 commenti Ottobre 9, 2008

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