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Poesia Rosa antico

ROSA  ANTICO

Il tuo ultimo vestito

fu di colore    rosa-antico.

Ricordi?   Quello senza bottoni

che  indossavi  nelle migliori occasioni

con al collo il filo di perle

e le scarpe scamosciate marroni?

Ti piaceva,  a me no.

Mi chiedevi con insistenza

- Forse è per la foggia, per il colore?-

Rispondevo – Non credo, non so…-

Sembravi infastidita, quasi offesa

dalla mia  risposta indecisa

ed io,  per placare questa tua contrarietà

inventai una banale scusa

dissi : -Tu stai meglio in gonna e blusa-.

Il  tuo ultimo vestito,

quello di colore rosa -antico

ora so esattamente

per quale  motivo

suscitasse in me

quella forte antipatia

fu premonizione o forse soltanto caso:

i miei occhi avrebbero visto

l’ultima immagine di te

con indosso l’abito color

ROSA ANTICO

Ora, nuvole di colore rosa antico

navigano nel vento e

oscurano malinconie lontane

e il ricordo di te si fa leggero.

http://www.mappedinantes.com/religioni/cielo%20tramonto%20nuvole%20(sfondo%20wallpaper%201024x768).jpg




13 commenti Febbraio 22, 2009

Tre figurine lontane…..

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Il treno percorreva i binari a velocità moderata, al finestrino osservavo distrattamente il panorama marino, quando all’improvviso vi scorsi: agivate fazzoletti bianchi in segno di saluto sulla terrazza assolata.

Ricambiai sbracciandomi a mia volta, sorpresa ed emozionata per quella vostra felice iniziativa;  pensai sorridendo, che nonostante la vostra non piu’ verde età, eravate simili a tre ragazzini pazzerelli.

Il treno intanto si allontanava  ed io tenevo lo sguardo fisso, sino a dove l’occhio poteva scorgervi.

Ora eravate tre figurine non ben definite, poi, mano mano diventaste tre puntini stagliati contro uno sfondo di colore bianco dorato che dietro alla prima curva dei binari, scomparvero definitivamente.

E’ passato molto tempo da allora, ed io ho viaggiato su molti altri treni,  ma  ogni volta che dal treno vedo il mare, mi torna alla  mente  l’immagine tenera e cara di voi tre, che mi salutate allegramente sventagliando fazzoletti bianchi dalla  terrazza sul mare.

Tre anni dopo , nei primi tre mesi di un anno maledetto e  sciagurato, ( il famigerato numero tre non è decisamente il numero perfetto, almeno per me), mi lasciaste, prendendo l’ultimo treno verso l’ultima e definitiva destinazione che prima o dopo tocca a tutti gli esseri viventi.

Gli anni della mia infanzia e giovinezza, accanto a voi, sono stati per me preziosi e indimenticabili.

Avete arricchito i miei giovani giorni con l’amore e l’esperienza di tutta la vostra vita, donandomi consigli, amicizia e aiuto, condividendo le mie gioie e le mie piccole preoccupazioni di adolescente.

Ma soprattutto, una cosa di grande valore, mi avete lasciato ed insegnato, che mi aiuto’ a superare il dolore infinito della vostra assenza e che continuo a mettere in pratica ogni volta che la vita mi riserva nuove e difficili prove.

La vita non è facile, ma ti garantiamo che vale la pena di viverla!

E già, la vita non è stata facile, ma mi ha dato anche grandi gioie, come quella di essere madre, di poter contare nell’amore della mia attuale famiglia e di amici (quelli veri intendo) affettuosi e sinceri.

Grazie, vostra Titti.


4 commenti Novembre 20, 2008

Sperare di non spirare.

http://www.dedalonews.it/dati/images/NaveItalia.jpg

Giammai sia,

che sia spirata la Democrazia.

E’ malata e fragile, questo è evidente,

si trova in alto mare,

ma la partita non è chiusa

proprio per niente.

Affidata ad altri uomini,

dalle innovative idee,

la riporteremo gradualmente

a nuova e miglior vita certamente.

Qualcuno di noi, ha  già affermato

che è morta e seppellita,

Se permettete, mi dissento,

non siamo giunti agli ultimi saluti

non dobbiamo portarla

al Campo de l’alberi pizzuti.

No amici, vi scongiuro.

non  accendiamo ceri,

né a lutto vestiamo la nostra bandiera,

canti di Requiem intoniamo,

sebbene sia malconcia

è ancora in vita

e ha  germogli nuovi di speranza

Non perdiamola,

e soprattutto, non perdiamo

la  BUONA MEMORIA

della nostra STORIA.

E al pari di un equipaggio affiatato

riusciremo, ne son certa,

a virare di bordo

e infine, uscire da questo nostro

TEMPO  incerto e balordo.

http://www.artelagonigro.com/LA%20BUSSOLA%20DELLA%20BARCA%20SMARRITA%20olio%20su%20tela%20cm.50x60%20PER%20AS.jpg






Add comment Novembre 7, 2008

Vobbia Valle Scrivia (Ge) Castello della Pietra

Le estati nel mese di agosto degli anni ‘60 e primi anni ‘70 le trascorrevo nel comune di Vobbia, un paesino della Valle Scrivia che dista da Genova una cinquantina di chilometri.

Sorrido adesso, quando ripenso al grande fermento che c’era in casa dei miei genitori nei giorni vicino alla partenza, sembrava dovessimo intraprendere un viaggio lontano mille miglia!

Guardando alcune scene del primo atto della commedia “I manezzi pe maja na figgia” del grande Gilberto Govi , rivivo un po’ la stessa atmosfera di casa mia in quei giorni: mamma, sventagliandosi per il caldo, che dà ordini a papa’ chiedendogli ogni “tre per due” se ha sigillato gli scatoloni con gli utensili di cucina, se ha raccomandato all’autista del camion di rispettare l’orario della partenza , se preferisce indossare per il viaggio le “braghe” corte o quelle lunghe, e dopo alcuni secondi gli comunica che deve indossare i pantaloni lunghi, poichè ha scordato di aver già chiuso in valigia tutto il resto dell’abbigliamento, comprese le “braghe” corte !

Verso l’ora di pranzo il mio paziente papa’ e lo zio dicono alle donne di casa, mamma, nonna e zia di avvertire un certo languorino allo stomaco e le tre donne, stupite da quella richiesta cosi’ fuori luogo, rispondono ai due uomini, come possono pensare al cibo con tutto quello che c’e’ ancora da sbrigare!

Papa’, senza perdersi d’animo, annuncia che va giu’, al forno, a comprare un po’ di “fugassa” (focaccia) . A questo punto le tre “matriarche” alleandosi, dicono che già che passavano al forno, facessero pure una capatina in rosticceria a comprare la “faina” (farinata di ceci) per la Titti (che sarei io), alla “figgetta” (bambina, sempre io) piaceva tanto la farinata!  Anzi ripensandoci, comprassero la “faina” per tutti!

Dopo il pranzetto “asciutto” gli adulti, prendevano il caffè freddo, che nonna previdentemente preparava ore prima con la caffettiera “napoletana”.

Nelle ore successive si aspettava, con impazienza che arrivasse l’autista con il camioncino: a turno si andava alla finestra per vedere spuntare l’autocarro sul quale oltre agli scatoloni, valigie, borse, ceste e cestine il papà e lo zio sarebbero saliti, mentre “noi donne” avremmo fatto il viaggio a bordo del “Lazzi” (corriera che a Genova veniva denominata appunto Lazzi), dal famosissimo nome dei pullman di linea che transitavano sulle strade di Genova a quell’epoca.

Finalmente, nelle prime ore pomeridiane, arrivava l’autista con l’autocarro (papà non ha mai voluto saperne di prendere la patente), si caricavano tutte le masserizie e si partiva per la benedettissima e agoniata “villeggiatura”!

I dialoghi di casa mia, come avrete certamente capito, si svolgevano in dialetto genovese, e vi posso assicurare che sarebbe uno spasso poterveli raccontare e descrivere in questa mia lingua !

Ora pero’, voglio presentarvi il paesino di Vobbia situato nella Valle Scrivia, al quale sono rimasta affezionata e che, quando né ho la possibilità, ritorno a visitare sempre con piacere, specialmente in estate, quando il paese organizza una manifestazione singolare: il “Palio dei Gambi”, una corsa degli abitanti che attraversano festosamente e rumorosamente sui trampoli (gambi), il torrente omonimo.


vobbia01Vobbia e il suo torrente

Vobbia è un piccolo paese a 500mt. sul livello del mare. Fino al 1697, questa era solo una stazione di sosta della via dei Feudi Imperiali o Via del Sale. Il motivo di principale interesse del paese è il Castello della Pietra tra il XI e XIII secolo.

Il Castello è stato restaurato nel 1981 ed è visitabile e raggiungibile seguendo per 20 minuti un sentiero nel bosco, a tratti in salita, ma vi assicuro che ne vale veramente la pena fare questa “scarpinata”, il paesaggio della valle ariosa e distesa, ne ricompensa la fatica impiegata !

Il maniero è uno dei piu’ suggestivi castelli medioevali dell’entroterra ligure : sorge incastonato fra due spuntoni di roccia che emergono dal verde incontaminato dei boschi del Parco dell’Antola.

Sotto l’imponente costruzione, lungo la strada che sale al paese, costeggiando il torrente Vobbia, s’incontra il Ponte di Zan, costruito intorno al 1250; la leggenda vuole che il diavolo terminasse l’opera in una sola notte, prendendosi in cambio l’anima del primo passante, un tal Giovanni (Zan in dialetto vobbiese). Anche qui il paesaggio e la vista delle gole dal Ponte (altra tappa del Museo) è suggestiva e impareggiabile davvero!


Castello della Pietra

Vobbia, è sempre stata molto frequentata dai genovesi desiderosi di sfuggire dal caldo della città e il paese negli anni, si è arricchito di villette e rustici ristrutturati ed è un luogo a mio avviso, che merita di essere visitato, non solo per il suo bellissimo panorama tra boschi e colline, ma anche per l’ottima cucina e per l’ospitalità della gente del posto.

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2 commenti Ottobre 3, 2008

Addio a Paul Newman “occhi blu”

Un pezzo di storia del cinema che se ne va…

Hollywood piange la scomparsa di una delle poche, vere superstar.

Addio “Occhi Blu” e grazie per quello che ci hai dato come uomo e come attore.

http://www.jewornotjew.com/img/people/paul_newman.jpg

Add comment Settembre 28, 2008

Grazie alla vita

Oggi sono contenta; il perchè è un mistero, mi ritrovo a canticchiare mentre preparo il mio caffè mattutino improvvisando persino qualche passo di danza!

Il mio gattino e la mia cagnolona mi guardano con aria stupita; il gatto per darsi un contegno si lecca e rilecca una zampetta e la cagnola mi fa capire di voler uscire in giardino, anche lei confusa dal mio insolito e nuovo comportamento.

Anch’io non riesco a spiegarmi tutta questa contentezza, ieri è stata una giornata come tante altre, la solita routine: sveglia, colazione, faccende di casa, spesa al supermercato, pranzo, lavoretto pomeridiano, ritorno a casa per la cena, un po’ di tv ( un quarto d’ora circa, perchè da un bel po’ non resisto ai programmi noiosi o demenziali che ormai vanno in onda da tempo) poi un po’ di musica in sottofondo mentre leggo qualche pagina….. tutto qua, non è successo nulla di particolarmente piacevole da farmi ritrovare con questo bel senso di gioia questa mattina.

” Nulla di particolare? Nulla di eclatante eh? E già, ti pare poco l’affetto che ricevi dai tuoi cari? E le feste con le quali ti riceve il tuo cane?” Mormora una vocina dentro me.

Improvvisamente scopro tanti altri validi motivi che sono causa della mia felicità : quando ascolto musica, quando leggo un bel libro, quando vedo i bambini che scoprono il mondo, quando faccio lunghe passeggiate con il mio cane, quando il mio gatto fa le fusa appollaiato sulle mie ginocchia e sono contenta anche di avere aperto un mio blog!

Dunque, canto e ringrazio la vita che mi ha dato tanto……………..

Grazie alla vita
Che mi ha dato tanto,
Mi ha dato due occhi
Che quando li apro
Chiaramente vedo
Il nero e il bianco,
Chiaramente vedo il cielo alto
Brillare al fondo,
Nella moltitudine
L’uomo che amo.

Grazie alla vita
Che mi ha dato tanto,
Mi ha dato l’udito
Così certo e chiaro
Sento notti e giorni
Grilli e canarini
Turbini martelli
E lunghi pianti di cani
E la voce tenera
del mio amato

Grazie alla vita
Che mi ha dato tanto,
Mi ha dato il passo
Dei miei piedi stanchi
Con loro ho attraversato
Città e pozze di fango
Lunghe spiagge vuote
Valli e poi alte montagne
E la tua casa la tua strada
Il tuo cortile

Grazie alla vita

Che mi ha dato tanto,
Del mio cuore in petto
Il battito chiaro
Quando guardo il frutto
Della mente umana
Quando vedo la distanza
Tra il bene e il male
Quando guardo il fondo
Dei tuoi occhi chiari

Grazie alla vita
Che mi ha dato tanto
Mi ha dato il sorriso
E mi ha dato il pianto
Così io distinguo
La buona o brutta sorte
Così le sensazioni che fanno
Il mio canto


Grazie alla vita
Che mi ha dato tanto

( parole e musica di Violeta Parra)

1 commento Settembre 26, 2008

Genova…..per me

Veduta di Genova da mfiondo.

Chi guarda Genova.

Chi guarda Genova sappia che Genova
Si vede solo dal mare
Quindi non stia lì ad aspettare
Di vedere qualcosa di meglio, qualcosa di più
Di quei gerani che la gioventù
Fa ancora crescere nelle strade

Un porto di guerra senza nessun soldato
Senza che il conflitto sia mai stato dichiarato

Un luogo di avvocati con i loro mobili da collezione
E di commesse che gli avvocati la sera accompagnano alla stazione
Commesse senza parola e senza restituzione
E giù alberghi della posta
E ritorni senza eleganza e senza sosta
Restiamo volentieri ad aspettare
Che la nostra casa stessa riprenda il mare
E non dovremmo sbagliare
Non ci dovremmo sbagliare
Senza un amore grande
Che debba ritornare
Uno di quelli che si aspettano
Per poi rinunciare
Bella signora che mi lusinghi
Citando a memoria le mie canzoni
Il tuo divano è troppo stretto
Perché io mi faccia delle illusioni
Abbiamo tutti un cuore arido
Ed un orecchio al traffico
Restiamo volentieri ad aspettare
Che la nostra casa stessa riprenda il mare
Non ci possiamo sbagliare
Non ci possiamo sbagliare
Sono gerani e non parole d’amore
Questo lo so.

(IVANO FOSSATI)

oleandro in fiore da laura_maddy.

Via del Campo

Via del Campo c’è una graziosa
gli occhi grandi color di foglia
tutta notte sta sulla soglia
vende a tutti la stessa rosa.

Via del Campo c’è una bambina
con le labbra color rugiada
gli occhi grigi come la strada
nascon fiori dove cammina.

Via del Campo c’è una puttana
gli occhi grandi color di foglia
se di amarla ti vien la voglia
basta prenderla per la mano

e ti sembra di andar lontano
lei ti guarda con un sorriso
non credevi che il paradiso
fosse solo lì al primo piano.

Via del Campo ci va un illuso
a pregarla di maritare
a vederla salir le scale
fino a quando il balcone ha chiuso.

Ama e ridi se amor risponde
piangi forte se non ti sente
dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior

dai diamanti non nasce niente

dal letame nascono i fior.

(Fabrizio de Andrè)



C’era una volta una gatta
che aveva una macchia nera sul muso
e una vecchia soffitta vicino al mare
con una finestra a un passo dal cielo blu

Se la chitarra suonavo
la gatta faceva le fusa
ed una stellina scendeva vicina vicina
poi mi sorrideva e se ne tornava su.

Ora non abito più là
tutto è cambiato, non abito più là
ho una casa bellissima
bellissima come vuoi tu.

Ma io ripenso a una gatta
che aveva una macchia nera sul muso
a una vecchia soffitta vicino al mare
con una stellina che ora non vedo più.

( GINO PAOLI )

campagna-genovasmall.jpg

2 commenti Settembre 17, 2008

Evviva gli Sposi, AUGURI!!!!

I miei amatissimi Gigi domani convoleranno a giuste nozze, è arrivato anche per loro il fatidico giorno, dunque:

AUGURI Tanti tanti !!!

Piccoli pensieri per i novelli sposi cercati qua e la’ :

Il vero amore non è ne’ fisico, ne’ romantico. Il vero amore è l’accettazione di tutto cio’ che è stato, sarà e non sarà.

Le persone felici non sono necessariamente coloro che hanno il meglio di tutto, ma coloro che sanno trarre il meglio da cio’ che hanno.

La vita non è una questione di come sopravvivere alla tempesta, ma di come danzare nella pioggia!

#172 - Rain Dance da katbaro.

AUGURI * AUGURI * AUGURI, Miei Carissimi GIGI !!!!!!!!!!

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E ricordate che il duemila8 è l’anno del Chinotto, fortunata coincidenza o segno del destino?

Il CHINOTTO fu GALEOTTO

//www.covodeglisbronzi.it/public/artimg/chinotto.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

Due cuori e…..

una lasagna!

Perchè la capanna già l’avete! E allora….

VIVE L’AMOUR TOUJOURS!!!!!!!!!!!!

Due cuori e una capanna

2 commenti Settembre 12, 2008

Analogie: Il Lago come il Mare

"Domenica ti porterò sul lago..." da PaoloBis.Con il cuore ricolmo di nostalgia
venivo quasi ogni giorno presso la tua riva.
Ricordavo il mio lontano MARE e la sua natura cangiante
per le maree ed i venti
Nelle tue tranquille , lacustri acque
m’illudevo di respirare ancora
l’aria spumosa e salmastra
delle onde del mio lontano MARE
Ma questo ingenuo pensiero
mi fu di conforto per poche settimane.
Improvvisamente un giorno di settembre
al tramontare del sole
svani ‘velocemente.
Forse furono
due bianchi cigni innamorati
che nuotando sfioravano
le tue silenziose e profonde acque,
Oppure il profumo della natura incontaminata,
o quella barca in attesa di turisti
ormeggiata sulla riva opposta
non so… so soltanto che d’allora
Dolce LAGO ,
hai incantato e confortato il mio cuore
come e piu’
del mio salato e frizzante MARE.

http://www.marcantoniocolonna.eu/FOTOGRAFIE/PITTORI%20DI%20MARINA/O'Mill%20-%20Il%20Mare.jpg


4 commenti Agosto 26, 2008

Buon compleanno a te

Questo amore


Questo amore
Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore
Bello come il giorno
E cattivo come il tempo
Quando il tempo è cattivo
Questo amore così vero
Questo amore cosí bello
Così felice
Così gaio
E così beffardo
Tremante di paura come un bambino al buio
E così sicuro di sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che impauriva gli altri
Che li faceva parlare
Che li faceva impallidire
Questo amore spiato
Perché noi lo spiavamo
Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Perché noi l’abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Questo amore tutto intero
Ancora così vivo
E tutto soleggiato
E’ tuo
E’ mio
E’ stato quel che è stato
Questa cosa sempre nuova
E che non è mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda e viva come l’estate
Noi possiamo tutti e due
Andare e ritornare
Noi possiamo dimenticare
E quindi riaddormentarci
Risvegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognare la morte
Svegliarci sorridere e ridere
E ringiovanire
il nostro amore è là
Testardo come un asino
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Sciocco come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
E ci parla senza dir nulla
E io tremante l’ascolto
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti coloro che si amano
E che si sono amati
Sì io gli grido
Per te per me e per tutti gli altri
Che non conosco
Fermati là
Là dove sei
Là dove sei stato altre volte
Fermati
Non muoverti
Non andartene
Noi che siamo amati
Noi ti abbiamo dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci diventare gelidi
Anche se molto lontano sempre
E non importa dove
Dacci un segno di vita
Molto più tardi ai margini di un bosco
Nella foresta della memoria
Alzati subito
Tendici la mano
E salvaci.

(Jacques Prevert)

Auguri di buon compleanno!

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2 commenti Giugno 17, 2008

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